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21 Agosto 2026
11:00

Sempre più terremoti forti? I dati USGS non indicano una tendenza all’aumento di scosse di magnitudo alta

I dati storici dell'USGS (il servizio geologico degli Stati Uniti) non indicano alcuna tendenza all'aumento (o alla diminuzione) per la sismicità globale non sta aumentando. Le rilevazioni dal 1950 mostrano solo fluttuazioni intorno alla media (circa 140 sismi di M≥6 all'anno). Anche il 2026 è in linea con la media: a cambiare è la nostra percezione, amplificata da social e notizie globali.

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Sempre più terremoti forti? I dati USGS non indicano una tendenza all’aumento di scosse di magnitudo alta
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La mappa mostra la distribuzione della sismicità a scala globale per magnitudo 6 o superiore nel periodo 1973–2026. Credit: INGV

I forti terremoti registrati negli ultimi mesi, che hanno colpito Paesi come il Venezuela, la Colombia, l'Indonesia e per ultimo il Perù, hanno fatto sì che si iniziasse a diffondere un nuovo timore: la sismicità a livello globale sta davvero aumentando?

Per poter rispondere con certezza a questa domanda è fondamentale analizzare i dati storici, rilasciati da istituti come l'USGS (U.S. Geological Survey, il centro geologico degli Stati Uniti attivo dal 1879), che quotidianamente monitora e riporta i principali sismi registrati in tutto il mondo. Come anche riportato dai ricercatori dell'INGV, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, per poter rispondere a questa domanda vanno consultati i numeri reali delle scosse che vengono localizzate dalle reti sismiche di tutto il mondo da numerosi anni.

Dati alla mano, la risposta breve è che no, la sismicità globale non è aumentata: il numero di terremoti a livello globale può infatti variare di anno in anno, ma non è stata evidenziata nessuna tendenza all'incremento o alla diminuzione.

Del resto, i terremoti non avvengono con alcun tipo di ciclicità “esatta”: succede quindi che esistano periodi in cui questi eventi sismici sono più frequenti e viceversa.

Quello che certamente è cambiato è la nostra percezione dei terremoti: nell'era dei social è chiaramente molto più semplice entrare in contatto con notizie o video dei terremoti distruttivi che avvengono dall'altra parte del mondo (magari in zone già conosciute per il loro elevato rischio sismico, come nei Paesi situati lungo la Cintura di Fuoco), il che influisce chiaramente sulla nostra percezione della frequenza di questi eventi.

I terremoti di magnitudo 6 o superiore registrati dal 1950 a oggi: i dati USGS

Il catalogo USGS, infatti, consente di analizzare i dati sismici mondiali a partire dal 1900: anche l'INGV localizza i terremoti mondiali più forti, ma l'istituto italiano riporta sul suo sito web soltanto quelli di magnitudo pari o superiore a 5.5 (da 4.5 per l'area del Mediterraneo) da circa 15 anni.

Dall'archivio USGS è quindi possibile estrapolare questo grafico, elaborato dall'INGV, dei sismi di magnitudo 6.0 o superiore rilevati dal 1950 al 2026:

grafico terremoti usgs
Il grafico riporta i terremoti registrati a livello globale dal 1950 al 2026 di magnitudo 6.0 o superiore. Prima del 1950 le rilevazioni dei terremoti risultavano ancora molto incomplete.

Come risulta dal grafico, in alcuni anni è stato effettivamente registrato un maggior numero di eventi sismici, come nel caso del 1995, 2007, 2011 o 2021. Al di là di queste fluttuazioni annue, però, l’andamento complessivo viene considerato dai ricercatori come costante, dato che non si osserva in generale una tendenza netta all’aumento o alla diminuzione.

Più nello specifico, la riga orizzontale blu rappresenta il numero medio annuo di eventi (di magnitudo pari o superiore a 6.0), che equivale a 140. Finora il numero massimo di terremoti annui è stato 207, verificatosi nel 2011 e condizionato dal gran numero di repliche del terremoto del Giappone dell’11 marzo 2011. Allo stesso modo si osservano anche periodi di “apparente” minore sismicità, con il numero di terremoti inferiore alla media, come tra il 1973 e il 1982 e nel 2017, nel 2020 e nel 2024.

Bisogna ricordare che i terremoti non avvengono con alcun tipo di ciclicità “esatta” e pertanto periodi in cui sono più frequenti si alternano a periodi in cui ne accadono di meno. Il valore medio d’altronde è un mero parametro statistico che non ha alcun significato fisico.

Al 21 agosto 2026, sono state registrate 92 scosse con magnitudo 6 o superiore: come riportato dall'INGV, se facessimo una proiezione alla fine dell’anno considerando che sono passati circa 8 mesi su 12 (ma senza alcuna certezza che si mantenga costante il numero di terremoti nei prossimi mesi), si avrebbe una stima di circa 138 terremoti, poco meno della media degli ultimi 76 anni.

Il 2026 non è tra gli anni con il maggior numero di sismi registrati

Se dovessimo invece prendere in considerazione solo i terremoti di magnitudo 7 o maggiore, in questa prima parte del 2026 sono stati registrati 11 eventi sismici di M≥7.0. Il grafico qui sotto, elaborato dall'INGV, mostra il numero di terremoti registrati ogni anno nel mondo al di sopra di questa soglia di magnitudo. L’ultimo valore, rappresentato da un quadrato arancione, è quello relativo a questi mesi del 2026. La riga rossa rappresenta il valore medio annuo (13,9 eventi/anno), mentre le due righe tratteggiate sono i valori del 16° e dell’84° percentile, ossia i valori entro cui ricade la parte centrale della distribuzione dei conteggi annui e che danno una misura della loro variabilità.

grafico terremoti
Il grafico mostra il numero di terremoti di magnitudo 7.0 o superiore dal 1973 al 2026. Credit: INGV

Anche questo grafico mostra numerose fluttuazioni intorno al valore medio: alcuni anni hanno registrato la metà di scosse rispetto alla media (ad esempio 6 nel 1986 e 1989, 7 nel 2017), mentre altri anni hanno avuto un numero di scosse molto superiore alla media (20 scosse nel 1995 e 2011, 22 nel 2010).

Se infine provassimo a estrapolare fino alla fine dell’anno il numero di terremoti con magnitudo 7 o maggiore, si otterrebbe un numero compreso tra 16 e 17 eventi (nel 2025 sono stati 16), vale a dire una stima superiore alla media degli ultimi 53 anni, ma inferiore ai numeri massimi citati in precedenza.

In conclusione, come confermato dagli esperti dell'INGV, non siamo in presenza di aumento significativo della sismicità di maggiore energia a scala mondiale, ma le variazioni che si osservano sono all’interno delle fluttuazioni intorno al numero medio di terremoti per anno.

Fonti:
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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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