
Instagram e Facebook cambieranno per gli utenti minorenni negli Stati Uniti. In seguito a un accordo raggiunto da Meta con una coalizione bipartisan di procuratori generali, per gli under 18 arriveranno precise limitazioni: 2 ore complessive di utilizzo al giorno, un blocco durante la notte, notifiche silenziate nelle ore scolastiche e maggiori strumenti di controllo per i genitori.
L’intesa è stata approvata da un giudice federale il 27 agosto 2026 e riguarderà gli Stati e i territori statunitensi che vi hanno aderito. Le nuove tutele interverranno non solo sul tempo trascorso sulle piattaforme, ma anche sulle modalità di utilizzo, sui contenuti mostrati e sulla verifica dell’età. Le limitazioni non riguardano l’Italia, dove al momento non esiste un sistema equivalente, anche se il tema dell’accesso dei minori ai social è oggetto di una proposta legislativa.
Come funzionerà il limite: TikTok e YouTube?
Le 2 ore trascorse su Facebook e Instagram non saranno calcolate separatamente, ma il tempo verrà sommato. Se, per esempio, un adolescente utilizzerà Instagram per 1 ora e 30 minuti, gli resteranno 30 minuti prima di raggiungere la soglia giornaliera. Il conteggio comprenderà anche eventuali account multipli che Meta riuscirà a ricondurre alla stessa persona e, per disattivare il tetto, servirà l’autorizzazione di un genitore.
Prima dello stop compariranno diversi promemoria. I ragazzi riceveranno un avviso dopo ogni 15 minuti consecutivi di utilizzo e ulteriori richiami quando il totale della giornata arriverà a 60 e 90 minuti. In questo modo verranno introdotte più interruzioni durante le sessioni prolungate, anziché intervenire soltanto una volta raggiunto il massimo previsto.
Le funzioni di messaggistica diretta resteranno escluse dal tetto giornaliero e dalle altre restrizioni temporali. Sarà quindi ancora possibile scambiare messaggi con amici e familiari pure quando le altre sezioni delle applicazioni non saranno accessibili.
Meta ha inoltre chiesto a TikTok e YouTube di adottare lo stesso standard. Se entrambe aderissero alle condizioni previste, alcune misure diventerebbero più rigide. Il limite scenderebbe a 1 ora per ciascuna app, il blocco notturno verrebbe esteso dalle 22:00 alle 7:00 e gli impegni relativi a queste disposizioni passerebbero da 5 a 10 anni.
Di notte le app saranno bloccate e a scuola diminuiranno le notifiche
Per gli under 18 l’accesso a Instagram e Facebook sarà bloccato automaticamente tra le 00:00 e le 6:00. In quella fascia non sarà possibile, per esempio, pubblicare contenuti o consultare Feed, Storie, Esplora e Reels. Anche questa protezione potrà essere rimossa soltanto con il permesso di un genitore.
Le notifiche seguiranno orari differenti: saranno disattivate di default tra le 22:00 e le 7:00 e, in aggiunta durante l’anno scolastico, tra le 8:00 e le 15:00. Sono previste alcune eccezioni, tra cui gli avvisi relativi alla sicurezza dell’account o dell’utente. Il Dipartimento di Giustizia della California specifica che la modalità scolastica si applicherà dal 15 agosto al 15 giugno, in un contesto in cui è sempre più discusso il rapporto tra adolescenti, smartphone e scuola.
Meno like visibili, filtri limitati e più controllo sui contenuti
Le novità non riguardano soltanto il tempo passato davanti allo schermo. Per i profili dei più giovani il numero di like e reazioni ai post sarà nascosto automaticamente, sia sui propri contenuti sia su quelli pubblicati da altri. Meta continuerà altresì a impedire l’uso dei filtri che simulano interventi di chirurgia estetica e bloccherà pure quelli che applicano trasformazioni estreme del trucco.
Gli utenti coinvolti potranno scegliere come impostazione predefinita un feed non personalizzato, cioè una sequenza di contenuti che i sistemi di raccomandazione non adatteranno sulla base degli interessi e delle interazioni precedenti. I genitori potranno rendere obbligatoria questa modalità attraverso gli strumenti di supervisione.
Sarà poi possibile disattivare l’autoplay, per cui video e altri contenuti non partiranno automaticamente uno dopo l’altro e, per visualizzarne di nuovi, servirà un’azione volontaria, come un tocco o uno scorrimento. Anche questa scelta potrà essere resa obbligatoria per l’account supervisionato.
Un altro punto riguarda l'età indicata dagli utenti. Meta si è impegnata a rafforzare le tecnologie utilizzate per individuare i profili di ragazzi tra 13 e 17 anni anche quando dichiarano un’età adulta, oltre a migliorare il rilevamento e la rimozione di quelli riconducibili a bambini sotto i 13 anni. Il tema della verifica dell’età online è ugualmente centrale nell’Unione Europea, dove è stata sviluppata una soluzione digitale per dimostrare di essere maggiorenni senza comunicare alla piattaforma la propria data di nascita.
Perché Meta ha raggiunto questo accordo negli Stati Uniti
L’intesa chiude una controversia legale avviata nel 2023 da una coalizione di procuratori generali statunitensi. Secondo le accuse, l’azienda avrebbe favorito un uso eccessivo di Instagram e Facebook da parte di bambini e adolescenti, minimizzando al tempo stesso i rischi associati alle piattaforme. Tra le contestazioni figurava anche la raccolta e l’utilizzo dei dati di utenti sotto i 13 anni in presunta violazione delle norme sulla privacy dei minori.
Il processo era iniziato il 18 agosto 2026 davanti alla Corte distrettuale federale per il Northern District of California. Pochi giorni dopo le parti hanno raggiunto un accordo, che è stato poi approvato dal giudice. La maggior parte delle condizioni dovrà restare in vigore per 10 anni. Il tetto giornaliero e la modalità notturna sono invece previsti inizialmente per 5 anni. Sul piano economico, secondo il Dipartimento di Giustizia della California, sono previsti pagamenti fino a 17 miliardi di dollari agli Stati nell’arco del decennio.
Il rispetto dell’accordo sarà inoltre sottoposto a un controllo esterno. Un revisore indipendente verificherà ogni anno, per 5 anni, che Meta rispetti gli impegni assunti.
Le nuove restrizioni riguardano gli USA, non l’Italia
Meta aveva già introdotto nel 2024 gli account per teenager di Instagram, dotati di protezioni automatiche per gli adolescenti e di strumenti di supervisione dedicati ai genitori. Queste funzioni esistevano quindi già prima dell’intesa, che aggiunge ora obblighi specifici legati all’uso delle piattaforme negli Stati Uniti.
In Italia, invece, non è previsto un limite giornaliero obbligatorio paragonabile alle 2 ore stabilite dall’accordo statunitense. La normativa italiana interviene però sul consenso al trattamento dei dati personali: in base al Codice privacy, dai 14 anni un minore può prestarlo autonomamente in relazione all’offerta diretta di servizi della società dell’informazione quando il trattamento si basa proprio sul consenso. Al di sotto di questa età, in questi casi, è invece necessario quello di chi esercita la responsabilità genitoriale.
Il quadro potrebbe tuttavia cambiare. Al Senato è in esame il disegno di legge n. 1136 sulla tutela dei minori nella dimensione digitale, il cui nuovo testo prevede che l’attivazione di account sui social network e sulle piattaforme di condivisione video sia consentita soltanto dopo i 15 anni, insieme all’introduzione di sistemi per verificare l’età degli utenti. Si tratta comunque di una proposta ancora in discussione in Commissione e, quindi, non di una regola già in vigore.
La questione si inserisce in un dibattito internazionale più ampio sull’accesso dei minori ai social. L’Australia ha già vietato l’uso delle piattaforme social agli under 16, mentre la Francia ha introdotto un divieto per chi ha meno di 15 anni. Il modello statunitense segue invece una strada diversa: non impedisce agli adolescenti di accedere a Facebook e Instagram, ma interviene sul modo in cui possono utilizzarli, introducendo limiti temporali automatici e attribuendo ai genitori un maggiore controllo sulla possibilità di modificarli.