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27 Agosto 2026
14:30

Come fotografare la Luna rossa del 28 agosto 2026 in base alle varie fasi dell’eclissi

Ecco alcuni accorgimenti pratici da usare per scattare foto durante l'eclissi lunare del 28 agosto 2026, con lo smartphone, reflex e mirrorless.

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Come fotografare la Luna rossa del 28 agosto 2026 in base alle varie fasi dell’eclissi
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Fotografare un’eclissi lunare può essere un’esperienza davvero entusiasmante, ma presenta una piccola grande insidia tecnica che può compromettere la qualità degli scatti. Ci riferiamo al fatto che durante l’evento astronomico la luminosità della Luna cambia man mano che si immerge nell’ombra della Terra. Quando il nostro satellite attraversa la zona d’ombra più scura e la luce solare viene filtrata dall’atmosfera terrestre donandole una suggestiva tonalità ramata, un singolo set di impostazioni potrebbe non essere sufficiente. Per portare a casa scatti memorabili con gli strumenti che abbiamo già in casa, come lo smartphone o la fotocamera digitale, bisognerà adattare la tecnica alle varie fasi dell’evento.

Prima di vedere praticamente come fotografare l’eclissi di Luna rossa, ricordiamo che questo particolare evento astronomico consisterà in un’eclissi parziale e sarà visibile prima dell'alba di venerdì 28 agosto 2026: inizierà verso le 04:34, raggiungendo il 96% circa di oscuramento della Luna verso le 06:13. A differenza dell'eclissi di sole, sarà possibile osservarla a occhio nudo, senza occhiali protettivi, in assoluta sicurezza: la Luna riflette soltanto la luce del Sole. Dal momento che il nostro satellite naturale sarà prossimo a tramontare mentre è ancora eclissata, per godere appieno del fenomeno è consigliabile posizionarsi in un punto in cui l’orizzonte sia libero da ostacoli verso ovest.

Come fotografare l’eclissi di Luna rossa con lo smartphone

Se volete usare lo smartphone per catturare la Luna rossa, mettete in conto che questo dispositivo dà il meglio di sé quando si realizzano foto ad ampio respiro, incastonando la Luna rossa all'interno del paesaggio, ad esempio sopra il profilo di una città o riflessa su uno specchio d’acqua. Questo perché con uno smartphone non è possibile tirare fuori scatti di una qualità tale da poter distinguere in modo ottimale i crateri e gli altri dettagli del suolo lunare. Questo vale soprattutto se si dispone di un modello economico, dotato del solo zoom digitale (o di uno zoom ottico non sufficientemente spinto): in questo caso ingrandire al massimo l’immagine è controproducente. Questo perché ricorrendo allo zoom digitale non si fa altro che ingrandire i pixel senza aggiungere veri dettagli, restituendo un’immagine sgranata.

Oltre a non usare lo zoom digitale, è importante prestare attenzione ad altri piccoli accorgimenti, come il disattivare il flash, posizionare il telefono su un treppiede o, comunque, su una superficie d’appoggio stabile. Fatto ciò, durante le fasi iniziali, quando la Luna è ancora brillante nel cielo, bisogna abbassare manualmente l’esposizione (solitamente lo si può fare toccando lo schermo e trascinando il cursore verso il basso), così da evitare che il disco lunare si trasformi in una macchia bianca o rosa priva di forma e dettagli. Quando la Luna entra nell’ombra e passa alla fase più interessante dell’eclissi, quindi quando diventa scura e rossastra, bisognerà aumentare gradualmente l’esposizione per raccogliere più luce, prestando attenzione a mantenere il telefono perfettamente immobile per scongiurare il micro-mosso. Insomma, per portare a casa un bello scatto bisogna fare qualche prova e ingegnarsi un po'.

Immagini con fotocamera, reflex o mirrorless: l’uso del treppiede

Se invece disponete di una macchina fotografica, ad esempio una reflex o una mirrorless con teleobiettivo, potete puntare a foto decisamente più interessanti. Soprattutto se disponete di un obiettivo che abbia una lunghezza focale di 200 mm o più. Poiché la Terra ruota e la Luna sembra muoversi nel cielo a una velocità apparente di circa 15 gradi all’ora, l'uso del treppiede diventa obbligatorio. Per evitare le vibrazioni causate dalla pressione del dito sul tasto di scatto, vi consigliamo di impostare l’autoscatto della fotocamera o utilizzate un comando remoto a filo o wireless.

Passando al setup della fotocamera, impostate la modalità manuale e scattate nel formato RAW. Se non siete dei neofiti di fotografia saprete già che impostare questo formato permette di ottenere scatti “grezzi”, che conservano tutte le informazioni catturate dal sensore senza applicare compressioni, facilitando la successiva post-produzione delle foto. Questo significa che, se doveste commettere qualche errore in fase di scatto, sarà più fattibile recuperare in post-produzione giocando ad esempio con ombre, esposizione, e altri parametri basilari.  Oltre a questi accorgimenti, vi suggeriamo di mantenere gli ISO bassi (intorno a 100), di chiudere il diaframma a f/8 e impostare un tempo di scatto rapido, indicativamente su 1/250 di secondo.

Quando l'eclissi raggiunge la sua fase più profonda, la luce va giù ed è qui che bisogna agire su alcuni parametri di scatto che consentiranno di portare a casa belle foto. In questa fase, per esempio, potrebbe essere il momento di aprire il diaframma al massimo consentito dall’obiettivo in uso. Anche alzare i valori ISO tra 800 e 1600 e allungare i tempi di scatto può aiutare a catturare più luce e, quindi, maggior dettagli. Ma per quanto riguarda i tempi di scatto, meglio non esagerare: senza una montatura motorizzata che insegue il movimento dei corpi celesti, cercate di non superare il tempo limite di 1/4 di secondo (o anche meno, laddove possibile), altrimenti vedrete trasformare i punti luminosi in piccole scie di luce dovute alla rotazione terrestre. Comunque sia, considerate queste impostazioni di scatto come riferimenti generici: è probabile che sul campo dovrete fare qualche variazione per realizzare una foto pienamente godibile.

Una criticità che potreste riscontrare riguarda la messa a fuoco. Tenete presente che l'autofocus può andare in crisi quando si prova a scattare foto a eventi astronomici di questo tipo. Per ovviare a questo inconveniente il segreto è mettere a fuoco manualmente la Luna all'inizio dell'evento: attivate l'anteprima dal vivo (Live View), ingrandite al massimo il bordo della Luna o un cratere evidente, e regolate la ghiera fino a ottenere la massima nitidezza possibile. A quel punto, bloccate la messa a fuoco manuale e non toccatela più.

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