30 Gennaio 2024
12:16

Neuralink, installato il primo impianto su un essere umano. Elon Musk: «Risultati promettenti»

Cominciano ufficialmente i test su umani di Neuralink. L'obiettivo dell'azienda di neurotecnologie di Elon Musk è permettere a pazienti con danni neurologici di interagire con dispositivi elettronici tramite il pensiero.

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Neuralink, installato il primo impianto su un essere umano. Elon Musk: «Risultati promettenti»
neuralink fda

Neuralink ha installato la sua prima Brain Computer Interface (BCI) nella calotta cranica di un paziente umano. A darne la notizia è Elon Musk, fondatore dell'azienda di neurotecnologie, in un post su X (l'ex Twitter). L'obiettivo di Neuralink è aiutare, mediante dei dispositivi impiantati all'interno del cranio, pazienti affetti da varie patologie di carattere neurologico di interfacciarsi con dispositivi elettronici come smartphone, tablet o computer semplicemente tramite il pensiero, andando a raccogliere dati sui pattern di attivazione dei neuroni all'interno del cervello.

Secondo l'imprenditore di origine sudafricana, il paziente che si è sottoposto al primo test umano di Neuralink si sta riprendendo e i primi risultati sembrano promettenti: l'impianto – chiamato Telepathy – starebbe rilevando l'attività dei neuroni del paziente.

Dopo il via libera da parte della FDA a maggio e il reclutamento di volontari a settembre, sono dunque ufficialmente cominciati i test degli impianti Neuralink su esseri umani, che promettono di interagire con i dispositivi elettronici direttamente tramite l'attività neuronale, con applicazioni potenzialmente importanti in campo medico.

neuralink disassembled
Le componenti dell’impianto di Neuralink.

L'operazione è avvenuta tramite un robot, chiamato R1, che ha installato l'impianto con un ago più sottile di un capello umano.

Immagine
Il robot R1 di Neuralink. Credits: Leijurv, CC BY–SA 4.0, da Wikimedia Commons

Già nei mesi scorsi Neuralink aveva iniziato a sperimentare i propri chip su animali: ne è un esempio il caso del macaco Pager che, grazie agli impianti installati, era riuscito a giocare al famoso videogame "Pong" impartendo i comandi direttamente attraverso la propria attività cerebrale. Durante le fasi di sperimentazione sugli animali tuttavia la società statunitense ha attirato su di sé le critiche di un corposo numero di attivisti che contestavano all'azienda di aver violato l'Animal Welfare Act, ovvero la legge che determina come i ricercatori scientifici possano eseguire esperimenti sugli animali.

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