0 risultati
video suggerito
video suggerito
18 Maggio 2026
16:00

Non c’è una posizione migliore per dormire, ma alcune incidono su digestione e respirazione: gli studi

Ognuno di noi dorme in una posizione unica, cambiandola più spesso di quanto si pensi nell’arco della notte e può influenzare la nostra respirazione, la digestione e la salute muscolare. Non esiste una posizione universalmente migliore delle altre, ma per chi soffre di alcuni disturbi respiratorio o gastrointestinali ci sono alcune posizioni migliori di altre.

Ti piace questo contenuto?
Non c’è una posizione migliore per dormire, ma alcune incidono su digestione e respirazione: gli studi
posizione migliore per dormire

La posizione in cui dormiamo, spesso una scelta inconscia e personale, può incidere su digestione, respirazione e salute posturale. Il sonno, infatti, non è semplicemente un periodo di inattività, bensì un processo dinamico fondamentale per la nostra salute, in grado di influenzare le nostre capacità cognitive durante la giornata, il tono dell’umore e molte altre funzioni organiche. Chiariamo subito che la posizione in cui dormiamo non è fissa, ma ci muoviamo molte volte durante la notte. Per un individuo sano, il cambio frequente di postura è generalmente sufficiente a mantenere un equilibrio tra funzionalità e comodità, ma per chi soffre di disturbi della respirazione o digestione capire le basi anatomiche delle posture nel sonno può costituire un aiuto importante nella tutela della propria salute.

Per esempio, secondo una ricerca del 2016 pubblicata su Sleep Health, la posizione supina è la peggiore per chi soffre di disturbi respiratori, perché può modificare l’assetto delle vie respiratorie e di conseguenza la nostra respirazione. La posizione in cui si dorme modifica anche il funzionamento del nostro tratto digerente (The Lancet, 2020), in particolare di esofago e stomaco, risultando importante per chi soffre di Malattia da Reflusso Gastroesofageo. Infine la posizione incide, come riporta un articolo pubblicato su PLOS One, anche sull’assetto scheletrico e sulle articolazioni della spina dorsale, potendo farci risvegliare doloranti al mattino.

Disclaimer: questo articolo ha scopo unicamente divulgativo. Per qualsiasi informazione medica è fondamentale rivolgersi al proprio medico curante.

Fianco destro, sinistro, supina e prona: quante posizioni cambiamo di notte

La grande maggioranza delle persone dorme in una di quattro posizioni, a pancia in giù (posizione prona), a pancia in su (posizione supina), sul fianco destro o sul fianco sinistro. Tuttavia numerosi studi, attraverso l’osservazione diretta di partecipanti dormienti, hanno ormai stabilito che sono pochissime le persone che cambiano posizione meno di tre volte in una notte e che si possono raggiungere anche più di trenta cambi di posizione.

Non bisogna dunque pensare che la posizione in cui ci addormentiamo sia anche la stessa in cui trascorriamo la maggior parte del sonno. Questo semplice fatto, da solo, spiega come mai sia così difficile stabilire quale sia la “migliore” posizione per dormire.

posizioni del sonno cambiano mentre si dorme
Anche se abbiamo una posizione preferita, durante la notte e il sonno cambiamo posizione fino a 30 volte.

La postura del sonno laterale e spina dorsale: gli studi scientifici

Per persone in salute, la posizione in cui si dorme è spesso trascurabile, eccezione fatta per la posizione prona (come spiegato da una ricerca su Muscolosketal Care); coloro che dormono a pancia in giù riferiscono più frequentemente di altri sintomi come dolori cervicali e lombari, contratture e altri sintomi riguardanti la spina dorsale. La spiegazione potrebbe risiedere nella distribuzione della tensione tra muscoli e articolazioni del dorso e del collo, che non sarebbe ottimale. Oltre a questo, il peso corporeo grava sull’addome, in cui visceri come l’intestino con la sua peristalsi, possono essere intralciati nelle loro funzioni con conseguente rallentamento della digestione e disturbo del riposo.

Le posizioni meno correlate a sintomi posturali sono quelle laterali, sia a destra che a sinistra. La differenza tra le due non è ancora evidente, sebbene la posizione laterale su fianco destro sia riferita spesso come più comoda e meno associata a sintomi di vario tipo. Non è però possibile stabilire le cause di questa percezione comune.

Lo studio del 2021 condotto dai ricercatori Cary, Jacques e Briffa e pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One, riporta delle raccomandazioni che sembrerebbero migliorare la qualità del sonno riferita e ridurre i sintomi sgradevoli al risveglio. Per esempio se si dorme di lato, a prescindere da quale si preferisce, è meglio usare il braccio su cui si dorme per sostenere parzialmente la spalla, tenere quello libero rilassato con la mano tra le gambe e avvicinare la gamba su cui ci si appoggia di più all’addome rispetto a quella libera. Questa combinazione sembra supportare meglio le fisiologiche curve della spina dorsale e provocare meno tensione articolare e muscolare. Il dorso è meno esteso, il peso delle gambe meglio distribuito e le spalle più supportate.

posizioni del sonno raccomandate
Se si preferisce dormire su un fianco, sarebbe meglio assumere una posizione che supporti la testa e le anche, che distribuisce meglio il peso e supporta le spalle. Credit: Cary, D., Jacques, A., & Briffa, K. (2021) PlosOne.

La posizione peggiore per chi russa: a pancia in su

Per le persone che soffrono di condizioni patologiche quali Apnee Ostruttive nel Sonno e russamento, il discorso è leggermente diverso. La posizione supina modifica leggermente l'assetto dell'albero respiratorio: non è un gran problema per l'individuo sano, ma nelle persone con una storia di apnee notturne e russamento ci possono essere gravi conseguenze. Ormai sono molte le evidenze scientifiche (Sleep Health, 2026) che indicano che la posizione supina è la peggiore per chi soffre di apnee e disturbi respiratori nel sonno, in quanto le vie aeree tendono a “collassare” su sé stesse in questa posizione, ostruendo il flusso d’aria e rendendo comunque peggiore l’ossigenazione dell’organismo.

Per i pazienti con apnee notturne è infatti indicata la Terapia Posizionale, che permette di abituarsi a dormire il meno possibile sulla schiena, con chiari e netti miglioramenti della sintomatologia anche senza l’introduzione di CPAP (Continuous Positive Airway Pressure), specifici macchinari a pressione positiva sulle vie aeree da indossare la notte.

Quella migliore per il reflusso è il fianco sinistro

A oggi, abbiamo identificato numerosi processi fisiologici dello stomaco che vengono influenzati dalla qualità del sonno ed è noto che i sintomi del reflusso gastroesofageo risveglino spesso i pazienti durante la notte, configurando così un circolo vizioso in cui il sonno scadente peggiora la malattia da reflusso e quest’ultimo peggiora il sonno stesso.

Fortunatamente anche per chi soffre di reflusso gastroesofageo ci possono essere grandi benefici cambiando la posizione in cui si dorme. In questi casi, per lo studio "Left lateral decubitus sleeping position is associated with improved gastroesophageal reflux disease symptoms: A systematic review and meta-analysis", è particolarmente indicata la posizione di decubito laterale su fianco sinistro, che naturalmente posiziona lo sfintere esofageo inferiore, che conduce allo stomaco, più in alto rispetto allo stomaco stesso. Questo permette di ridurre la probabilità che gli acidi gastrici si riversino nell’esofago, danneggiandolo, e dunque aiuta a prevenire pericolose complicanze di questa malattia.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views