
Dopo lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina la Finlandia ha fatto un censimento di tutti i bunker sotterranei presenti sul proprio territorio e gli ultimi dati confermano la presenza di ben 50.500 unità. Ma perché ce ne sono così tanti? Come confermato anche da un approfondimento di Reuters, la risposta affonda le proprie radici nella Seconda Guerra Mondiale.
Già all'epoca il Paese temeva per una possibile invasione russa: non appena terminò il conflitto, la legge impose ai costruttori di realizzare al di sotto degli edifici bunker in calcestruzzo armato in grado di ospitare tutti gli abitanti, in maniera simile a quanto accade anche in Svizzera, che è il Paese con più bunker antiatomici al mondo rispetto alla popolazione. Questo, nel giro di qualche anno, ha portato la nazione ad avere oltre 50.000 bunker, in grado di ospitare l'87% circa di tutta la popolazione. Ma non solo: il Governo ha anche confermato che il 91% di questi è sufficientemente robusto da resistere ad attacchi con armi convenzionali, mentre l‘83% a rilasci di gas o emergenze nucleari.
La maggior parte di questi rifugi è di natura privata. La normativa prevede la realizzazione obbligatoria per gli edifici – o gruppi di edifici situati sullo stesso lotto – con una superficie utile pari o superiore a 1.200 m², qualora siano adibiti ad abitazione, a luogo di lavoro permanente o comunque occupati in modo stabile. Per gli insediamenti industriali invece la soglia è invece fissata a 1.500 m².
Ciascuno di questi bunker deve essere dotato di ventilatori, porte a tenuta stagna, letti impilabili e servizi igienici a secco. In tempo di pace questi luoghi sono spesso destinati ad altre attività, come cantine per i privati o aree ricreative per quelli pubblici. Ma la legge parla chiaro: in caso di necessità, entro 72 ore devono essere pronti a funzionare come bunker.