Novembre 2026 sarà ricco di splendidi appuntamenti astronomici, soprattutto nella seconda metà del mese. Dal 10 novembre e fino alla fine del mese potremo osservare contemporaneamente nel cielo del mattino Venere, Mercurio, Marte e Giove, con questi ultimi due che arriveranno a poco più di un grado di separazione il 15-16 novembre. Nella notte tra il 16 e il 17 toccherà alle Leonidi, lo sciame meteorico con le meteore più veloci tra i principali sciami annuali, mentre il 24 novembre avremo nello stesso giorno Venere alla massima luminosità dell'anno e la Superluna del Castoro. Il 25 novembre Urano raggiungerà infine l'opposizione.
- 1Quattro pianeti visibili contemporaneamente nel cielo di novembre
- 2La congiunzione tra Marte e Giove del 15 novembre
- 3Gli sciami meteorici di novembre: il picco delle Leonidi
- 4La Superluna del Castoro del 24 novembre
- 5Venere raggiunge la massima luminosità dell'anno il 24 novembre
- 6Urano all'opposizione il 25 novembre
Quattro pianeti visibili nello stesso momento nel cielo
A partire indicativamente dal 10 novembre, e fino alla fine del mese, Mercurio, Venere, Marte e Giove saranno tutti contemporaneamente sopra l'orizzonte nelle ore prima dell'alba. Si parla spesso in questi casi di “allineamento planetario”, ma il termine può trarre in inganno: i quattro pianeti non formeranno realmente una linea nello spazio, semplicemente saranno visibili nello stesso momento lungo l'eclittica, cioè la fascia della volta celeste lungo la quale vediamo muoversi apparentemente Sole, Luna e pianeti.
A metà mese Marte e Giove sorgeranno intorno alle 23:30, Venere verso le 04:30 e Mercurio intorno alle 05:25. Per vedere tutti e quattro contemporaneamente bisognerà quindi aspettare il sorgere di Mercurio e guardare verso est prima dell'alba. Il pianeta sarà più facile da individuare attorno al 20 novembre, quando raggiungerà la massima elongazione dal Sole.
La congiunzione tra Marte e Giove del 15 novembre
Particolarmente spettacolare sarà la congiunzione tra Marte e Giove. La congiunzione vera e propria avverrà il 15 novembre alle 03:42 ora italiana, con una separazione angolare di 1°14′, mentre il massimo avvicinamento arriverà il 16 novembre alle 03:04, quando i due pianeti saranno separati da appena 1°11′. I due momenti non coincidono perché per congiunzione si intende l'istante in cui i corpi condividono la stessa ascensione retta, mentre il massimo avvicinamento è semplicemente il momento in cui la loro separazione angolare nel cielo raggiunge il minimo.
Giove, con magnitudine -2,1, sarà molto più brillante di Marte, a magnitudine circa 0,7, ma entrambi saranno facilmente visibili a occhio nudo. Con una distanza di poco superiore a un grado entreranno inoltre comodamente nello stesso campo di vista di un binocolo o di un piccolo telescopio a basso ingrandimento, mentre anche a occhio nudo la coppia sarà particolarmente evidente.
Gli sciami meteorici delle Leonidi e Tauridi: il picco delle “stelle cadenti”
Novembre sarà attraversato da quattro sciami meteorici. L'appuntamento principale sarà nella notte tra il 16 e il 17 novembre con le Leonidi, generate dai detriti della cometa 55P/Tempel-Tuttle. Il radiante nella costellazione del Leone supererà i 30 gradi di altezza intorno alle 02:00 e continuerà a salire fino all'alba, rendendo questa la finestra migliore per l'osservazione. Il tasso zenitale teorico (ZHR) di meteore previste è di circa 15 meteore all'ora, non tra le più copiose, ma la caratteristica principale delle Leonidi è un'altra, la loro velocità. Le Leonidi entrano nell'atmosfera terrestre a circa 69,7 km/s, quasi 251 mila km/h, rendendole le meteore più veloci tra quelle dei principali sciami annuali. La Luna vicina al primo quarto tramonterà poco prima della mezzanotte, lasciando quindi praticamente tutta la finestra di migliore visibilità libera dal disturbo lunare.
Gli altri tre sciami meteorici sono invece sciami secondari. Le Tauridi meridionali raggiungeranno il picco nella notte tra il 4 e il 5 novembre, quando il radiante nella costellazione del Toro supererà i 30 gradi di altezza già intorno alle 20:30. Lo ZHR sarà di circa 5 meteore all'ora e la velocità d'ingresso di circa 27 km/s. Le Tauridi meridionali sono prodotte dal complesso di detriti associato alla cometa 2P/Encke e, pur essendo poco numerose, sono note per produrre bolidi particolarmente luminosi.
Nella notte tra l'11 e il 12 novembre toccherà invece alle Tauridi settentrionali, anch'esse con radiante nella regione del Toro, uno ZHR intorno a 5 meteore all'ora e una velocità di circa 29 km/s. Il radiante supererà i 30 gradi già verso le 20:00, mentre la sottile falce di Luna crescente produrrà poco disturbo. Anche questo sciame appartiene al complesso meteorico associato alla cometa 2P/Encke.
Chiuderanno il mese le Orionidi di novembre, attive dal 13 novembre al 12 dicembre e con massimo il 28 novembre. Si tratta di uno sciame minore, con ZHR intorno a 3 meteore all'ora e velocità d'ingresso di circa 43 km/s. Il radiante nella costellazione di Orione supererà i 30 gradi già intorno alle 21:30 nella notte tra il 27 e il 28 novembre, ma la Luna calante produrrà un forte disturbo luminoso. Il corpo progenitore per questo sciame non è stato identificato con certezza.
Come sempre, per osservare gli sciami meteorici non servono telescopi o binocoli: è sufficiente scegliere un luogo lontano dall'inquinamento luminoso, concedere agli occhi una ventina di minuti per adattarsi al buio e osservare una porzione quanto più ampia possibile della volta celeste.

Arriva la Superluna del Castoro il 24 novembre
La Luna piena di novembre arriverà il 24 alle 15:53 ora italiana e sarà anche una cosiddetta Superluna. Il termine non è una definizione astronomica ufficiale, ma viene comunemente utilizzato per indicare un plenilunio che avviene in prossimità del perigeo, cioè il punto dell'orbita lunare più vicino alla Terra. Il perigeo arriverà infatti il 25 novembre intorno alle 22:00, circa 30 ore dopo il plenilunio, quando la distanza tra i centri della Terra e della Luna sarà di circa 359.347 km. Il nostro satellite apparirà quindi leggermente più grande e luminoso rispetto a una Luna piena media, anche se la differenza sarà difficile da percepire a occhio nudo senza un confronto diretto.
Il plenilunio di novembre è tradizionalmente chiamato Luna del Castoro, denominazione di origine nordamericana legata al periodo dell'anno in cui i castori si preparano all'arrivo dell'inverno costruendo e rafforzando le proprie tane. Il nome non indica naturalmente alcuna particolare proprietà fisica o colorazione della Luna.
Venere raggiunge la massima luminosità dell'anno il 24 novembre
Il 24 novembre toccherà invece a Venere, che raggiungerà il massimo assoluto di luminosità del 2026, con una magnitudine apparente in banda V di circa -4,89. Il pianeta sarà quindi l'oggetto più luminoso del cielo dopo Sole e Luna e sarà facilmente riconoscibile prima dell'alba in direzione est. La luminosità di Venere non dipende solamente dalla percentuale del disco illuminata dal Sole, ma dal compromesso tra distanza dalla Terra, dimensione apparente, frazione illuminata e modo in cui la spessa copertura nuvolosa venusiana diffonde la luce solare. In questo periodo il pianeta sarà relativamente vicino alla Terra e mostrerà quindi una grande superficie apparente, compensando il fatto che al telescopio apparirà ancora come una falce.
Urano all'opposizione il 25 novembre
Il 25 novembre Urano raggiungerà l'opposizione alle 23:40 circa ora italiana. In questa configurazione la Terra si trova tra il Sole e il pianeta, per cui Urano sorgerà intorno al tramonto, raggiungerà la massima altezza nelle ore centrali della notte e rimarrà osservabile fino all'alba. Il pianeta si troverà anche vicino alla minima distanza dalla Terra dell'anno, circa 18,4 unità astronomiche, cioè 2,75 miliardi di km, e raggiungerà una magnitudine apparente di circa 5,6. In teoria si tratta di un valore appena compatibile con la visibilità a occhio nudo sotto cieli eccezionalmente bui, ma nella pratica sarà molto più semplice individuarlo con un binocolo o un telescopio nella costellazione del Toro. La presenza della Luna quasi piena renderà inoltre molto difficile tentare l'osservazione senza strumenti.
;Resize,width=578;)