0 risultati

Nuovo decreto Sicurezza, cosa cambia: le misure dal fermo preventivo al reato di partecipazione violenta

Avatar autore
A cura di Sara Brugnoni
Junior News Editor
consiglio dei ministri
Un'audizione del Consiglio dei Ministri in Parlamento. Credit: Consiglio dei Ministri
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto sicurezza: tra le nuove misure, introdotto il reato di partecipazione violenta, l’imputabilità presunta per i minori tra i 14 e i 18 anni e le sanzioni ai genitori dei minori che procurano danni. Bocciati, invece, i poteri di polizia all’Esercito dopo il parere contrario della Presidenza della Repubblica.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto sulla sicurezza, con misure per prevenire e contrastare le violenze nelle piazze, dopo i gravi episodi di Milano avvenuti lo scorso weekend. In un videomessaggio, la Presidente Giorgia Meloni ha presentato il contenuto del provvedimento: tra le novità, istituito il reato di partecipazione violenta a una manifestazione, esteso il fermo preventivo anche alle zone più affollate (come quelle della movida) e introdotta la presunzione di imputabilità per i minori sopra i 14 anni.

Bocciata, invece, la proposta avanzata dal ministro della Difesa Guido Crosetto di dotare l'Esercito di poteri di polizia per un periodo temporaneo di 3 mesi. 500 unità militari aggiuntive saranno comunque schierate a Milano, nell'ambito dell'operazione “Strade Sicure”, ma non avranno gli stessi poteri della polizia giudiziaria.

Quest'ultima misura, in particolare, è saltata dopo il confronto con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: per il Quirinale, quindi, dotare i militari di poteri di polizia (e quindi del potere di arrestare un cittadino durante un corteo) non sarebbe risultato in linea con gli standard democratici.

Vediamo più nel dettaglio tutte le misure del nuovo decreto Sicurezza.

Minori già imputabili tra i 14 e i 18 anni

Tra i maggiori cambiamenti di questo decreto, i minori saranno considerati imputabili già dai 14 anni. Finora, chi aveva un'età compresa tra i 14 e i 18 anni era considerato imputabile solo se veniva dimostrata, caso per caso, la sua capacità di intendere e di volere. Ora, invece, la situazione è ribaltata: la capacità di intendere e di volere si presume fino a prova contraria. 

Insomma, si presume che il minore fosse in grado di capire quello che stava facendo, salvo prova contraria. La difesa, quindi, dovrà dimostrare concretamente l'incapacità di intendere o di volere del minore al momento del fatto.

Nuovo reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche

Con il decreto sicurezza viene inoltre istituito un nuovo reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche: sarà punito chi partecipa a un gruppo di 5 o più persone utilizzando armi, strumenti atti a offendere o esplosivi. Il nuovo reato di partecipazione sarà punito con la reclusione da 2 a 5 anni e una sanzione da 10.000 a 20.000 euro.

Le pene aumentano per alcune ipotesi di devastazione e saccheggio e per l’attentato a impianti di pubblica utilità commessi nel corso di manifestazioni.

Arresto differito per danneggiamento, devastazione e saccheggio

In questo caso, viene concessa alla polizia giudiziaria la possibilità di procedere all'arresto in flagranza differita (ovvero quando la persona non è colta immediatamente sul fatto) per i reati di danneggiamento di gruppo, devastazione e saccheggio, attentato a impianti pubblici e partecipazione violenta a manifestazioni. La norma consentirà quindi agli agenti di arrestare un sospettato entro un massimo di 48 ore, se ci sono foto, video o sistemi informatici che documentano il fatto in modo inequivocabile.

«Chi rompe, paga»: sanzioni a carico dei genitori di minori violenti

Il decreto istituisce anche il principio del «chi rompe, paga». Se un minore partecipa a reati violenti o danneggiamenti di gruppo, il Prefetto potrà applicare una multa nei confronti dei genitori. La sanzione può andare dai 500 ai 1.000 euro, che salgono fino a 2.000 euro in caso di reiterazione.

Più nello specifico, se il danno è a un bene pubblico (come una pensilina, un semaforo, una camionetta), è direttamente il Prefetto a inviare a casa l'ingiunzione di pagamento. Se il danno è invece nei confronti di un bene privato (con danni causati a una vetrina, un negozio, un'auto), il proprietario potrà recarsi dal giudice e ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo.

Fermo preventivo esteso anche alle zone di movida

Il fermo preventivo sarà esteso anche alle zone con il maggiore afflusso di persone (come quelle di movida) e, quindi, non limitato alle manifestazioni. La misura, in realtà, era già stata introdotta dal precedente decreto Sicurezza, convertito in legge ad aprile, ma limitatamente alle manifestazioni pubbliche.

Ora invece, chi commette «fatti e atti che turbino l’ordine e la sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone», tra cui i minori di oltre 16 anni, potrà essere accompagnato e trattenuto presso gli uffici di polizia fino a un massimo di 12 ore.

Avatar utente
Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views