0 risultati

Esercito di Terracotta cinese creato forse anche da donne e bambini: analizzate 79 impronte digitali

Avatar autore
A cura di Andrea Basso
Archeologo
Immagine
L'esercito di terracotta a Xi'An. Credit: By xiquinhosilva - https://www.flickr.com/photos/xiquinho/27718581472/in/album-72157669496699682/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=147287690
79 impronte digitali analizzate su 36 statue dell’esercito di terracotta cinese suggeriscono che alla loro produzione potrebbero aver partecipato anche donne e minori. Lo studio presenta però limiti metodologici invalicabili, e non consente di ricostruire con certezza la composizione della manodopera.

L’esercito di terracotta del primo imperatore cinese Qin Shi Huang, costruito tra il 246 e il 206 a.C, potrebbe essere stato realizzato da una forza lavoro più diversificata di quanto ipotizzato finora, sia a livello di genere che di età. Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Cultural Heritage, con capofila Xiaoxi Li del Museo del Mausoleo dell'Imperatore Qin Shi Huang di Xi'An, ha analizzato 79 impronte digitali conservate sull’argilla delle statue, individuando indizi della possibile partecipazione di donne e bambini nella realizzazione del grande progetto funerario.

Questo venne avviato nel III secolo a.C. e fu un progetto grandioso, tanto che la camera funeraria dell'imperatore non è ancora stata individuata. Solo complessi secondari del mausoleo (come quello dell'esercito di terracotta) sono stati scavati dagli archeologi. L'area sepolcrale di Qin Shi Huang è patrimonio UNESCO dal 1987.

Lo studio cinese si è concentrato su 79 impronte ben conservate, individuate su 36 statue nell’unità di scavo T23 della Fossa 1. Il complesso in cui è stato rinvenuto l'esercito di terracotta è infatti diviso in otto fosse. Il campione proviene, dunque, da un settore circoscritto del complesso e rappresenta soltanto una parte delle circa 8.000 figure a grandezza naturale che compongono l’esercito, rappresentate anche con armi e armature.

Immagine
Dettaglio di alcune delle statue nelle fosse. Credit: By kevinmcgill from Den Bosch, Netherlands – KAM_5111, CC BY–SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31690622

Per stimare l’età e il sesso di chi lasciò le impronte, gli studiosi hanno impiegato un modello statistico bayesiano basato sulla larghezza media delle creste papillari dei polpastrelli. La morfologia delle impronte varia infatti in relazione a età e sesso, ma le sovrapposizioni tra gruppi diversi rendono poco affidabili le classificazioni basate su una singola traccia.

Il modello consente invece di analizzare l’insieme delle misurazioni e di quantificare l’incertezza delle stime, correggendo i risultati con un grado accettabile di approssimazione. Questi indicano una distribuzione stimata composta per il 45% da uomini adulti, per il 32,7% da donne adulte e per il 22,3% da individui sotto i 15 anni. Questa soglia anagrafica arbitraria è stata scelta sulla base di testi giuridici del periodo della dinastia Qin (221-206 a. C.), nei quali l’età aveva un ruolo importante nella definizione della responsabilità legale, un po' come i 14 anni nell'ordinamento giuridico italiano.

Dal punto di vista metodologico, lo studio di Xiaoxi Li presenta alcune problematiche. Le percentuali non corrispondono necessariamente alla composizione effettiva della manodopera impiegata per la realizzazione delle statue. Queste infatti misurano semplicemente la frequenza delle impronte classificate dal modello: una stessa persona potrebbe averne lasciate diverse, mentre altri lavoratori potrebbero non averne lasciate affatto.

Inoltre, i dati di riferimento utilizzati dagli studiosi cinesi per interpretare le impronte provengono da popolazioni europee moderne. Le differenze biologiche di questi rispetto agli abitanti della Cina antica potrebbero aver portato a sovrastimare o sottovalutare la presenza di donne e minori.

Immagine
Questo diorama, presente nel Museo del Mausoleo a Xi'An, mostra le fasi produttive delle statue. Credit: By ShashiBellamkonda – https://www.flickr.com/photos/drbeachvacation/4116782456/, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=139356809

Nonostante le problematiche metodologiche dello studio, l’ipotesi di una partecipazione femminile e minorile non è del tutto nuova. Alcune iscrizioni su oggetti di epoca Qin menzionano effettivamente la presenza di donne adulte, ragazze e ragazzi impegnati nella produzione artigianale sotto il controllo dello Stato. Non era però chiaro se questa organizzazione del lavoro, relativa ad altre sfere della produzione, riguardasse anche la fabbricazione dell’esercito di terracotta.

Le impronte non permettono ancora di ricostruire con precisione chi svolgesse le singole mansioni, né di estendere i risultati a tutte le officine coinvolte. Offrono però una nuova prospettiva di studio a riguardo dell’organizzazione della produzione imperiale: anche le tracce lasciate involontariamente sull’argilla da qualcuno più di 2200 anni fa possono contribuire a restituire visibilità alle persone che lavorarono a uno dei più imponenti complessi funerari dell’antichità.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views