0 risultati
video suggerito
video suggerito
30 Maggio 2026
16:30

Opere d’arte trafugate dai nazisti: dai Monuments Men and Women alla mostra del Museo d’Orsay a Parigi

Durante la Seconda guerra mondiale, nel periodo in cui il partito nazista rimase al potere in Germania e della Shoah, furono perpetrate per anni cosiddette "spoliazioni naziste", cioè il furto sistematico di opere d'arte polacche ed ebraiche: migliaia di queste opere non furono però mai restituite. Ora molte di esse saranno esposte in una sala dedicata del Museo d'Orsay a Parigi, per la mostra "A chi appartengono queste opere?”.

Ti piace questo contenuto?
Opere d’arte trafugate dai nazisti: dai Monuments Men and Women alla mostra del Museo d’Orsay a Parigi
Immagine
American GIs hand–carry paintings down the steps of the Neuschwanstein castle under the supervision of Capt. James Rorimer. NARA photo– 239–RC–14–5

Il Musée d’Orsay di Parigi, che ospita la più grande collezione al mondo di arte impressionista e post-impressionista, ha inaugurato una nuova sala dedicata alle opere d’arte rubate dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e mai reclamate. E ce ne sono tantissime: questo perché durante la Seconda Guerra Mondiale, per tutti gli anni in cui il partito nazista fu al potere in Germania, furono perpetrate in tutti i Paesi d'Europa le cosiddette "spoliazioni naziste", cioè il furto sistematico di opere d'arte. A rotazione il museo esporrà le 225 opere che custodisce nell'ambito della mostra “A chi appartengono queste opere?”.

Secondo la Jewish Claims Conference, i nazisti si impossessarono di circa 650.000 opere d'arte e oggetti religiosi appartenenti a ebrei e altre vittime. Di queste, più di 30.000 opere risultano ancora disperse: alcune potrebbero essere state distrutte, altre solo nascoste. Tra le opere mai più ritrovate ce ne sono alcune di preziosissime: l’Italia, per esempio, deve ancora recuperare dalla Germania oltre mille opere d’arte, tra cui quadri di Michelangelo, Perugino, Marco Ricci, Tiziano, Raffaello, Canaletto, sculture greche e romane, violini di Stradivari, mobili, manoscritti.

La storia dei "Monuments Men and Women"

Le forze alleate hanno tentato di opporsi al trafugamento sistematico di opere d'arte: in particolare, c'era un gruppo di circa 345 uomini e donne di 13 nazionalità diverse, per lo più intellettuali o artisti reclutati tra direttori di musei, bibliotecari, studiosi d'arte e architetti, che facevano parte del programma Monuments, Fine Arts, and Archives (le cui gesta hanno ispirato il film del 2014 Monuments Men). Questi "agenti" recuperarono molti tesori dell'arte europea sottratti dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

Tra le opere che sono riusciti a salvare c'è il famoso dipinto Nella serra di Édouard Manet, che raffigura una donna con un abito blu e un ombrello chiuso in grembo, che si rilassa su una panchina in un parco, un famosissimo Autoritratto di Rembrandt, il ritratto del Dottor Paul Gachet di Vincent van Gogh, e L'arte della pittura di Jan Vermeer, opera acquistata personalmente da Adolf Hitler nel 1940 e recuperata dalle forze alleate nel 1945.

La galleria di opere rubate dai nazisti al Musée d'Orsay

La Francia, dal canto suo, ha fatto un grande lavoro negli anni successivi alla guerra per rintracciare i proprietari delle opere raccolte dai nazisti sul proprio territorio. Secondo un rapporto pubblicato da un gruppo di lavoro istituito dal governo francese nel 1997, circa 100mila opere d'arte furono saccheggiate durante la guerra solo in Francia: circa 60mila di queste sono state recuperate in Germania e Austria alla fine della guerra, e tre quarti sono state restituite ai legittimi proprietari (o ai loro discendenti); circa 15mila opere non sono mai state restituite perché non è stato possibile accertare l'identità dei proprietari originali e degli eredi. 

La galleria del museo francese ospita adesso una mostra intitolata “A chi appartengono queste opere?”: presenterà una selezione a rotazione delle 225 opere attualmente custodite dal museo. Dodici dipinti e una scultura sono attualmente in mostra, inclusa un'opera di Edgar Degas, e il museo ha incaricato un team di ricercatori specializzati nella provenienza di opere d'arte per ricostruire la storia di queste opere non reclamate, con l'obiettivo di poterle restituire ai legittimi proprietari.

La nuova sala del Musée d’Orsay è concepita come uno spazio espositivo dinamico e non permanente, pensato per mettere in evidenza una selezione di opere attualmente classificate come non attribuite o in attesa di restituzione. L’allestimento non segue una logica cronologica o stilistica, ma una struttura documentaria: ogni opera è presentata come un caso singolo, accompagnato da informazioni sulla sua provenienza nota, sulle lacune nella sua storia e sugli eventuali tentativi di identificazione dei proprietari. Infatti, l’obiettivo non è soltanto espositivo, ma anche informativo, con supporti digitali e d'archivio che permettono di accedere a informazioni aggiuntive sulla provenienza delle opere, sui passaggi di proprietà noti e sui dati ancora mancanti, con aggiornamento continuo delle informazioni, in linea con l’idea che la collezione non sia statica ma soggetta a revisioni man mano che emergono nuove evidenze, aperte a possibili sviluppi futuri.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views