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22 Luglio 2026
13:00

Ora conosciamo il nome di un astronomo Maya: scoperta la prima firma nascosta per 1200 anni

Un nuovo studio ha identificato Sak Tahn Waax, un matematico-astronomo maya dell'VIII secolo, come autore delle più antiche tabelle astronomiche note nel sito di Xultun (Guatemala). È la prima volta che uno scienziato maya viene identificato per nome, restituendo un volto agli studiosi delle corti precolombiane.

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Ora conosciamo il nome di un astronomo Maya: scoperta la prima firma nascosta per 1200 anni
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Immagine generata con AI.

Per la prima volta nella storia degli studi precolombiani, gli archeologi sono riusciti ad attribuire un nome a un matematico-astronomo della civiltà maya. Lo studio, con capofila Franco D. Rossi del MIT, pubblicato sulla rivista Antiquity, ha identificato infatti Sak Tahn Waax ("Volpe dal petto bianco") come l'autore di una serie di calcoli astronomici realizzati nell'VIII secolo d.C. e conservati sulle pareti di un edificio del sito di Xultun, nel nord del Guatemala.

La scoperta nasce dalla rilettura delle iscrizioni dipinte nella Struttura 10K-2, un ambiente già noto per ospitare le più antiche tabelle astronomiche maya finora conosciute. Grazie a nuove tecniche di documentazione digitale e all'analisi epigrafica, i ricercatori hanno individuato un glifo che non indica semplicemente il proprietario della stanza, ma identifica il responsabile dei calcoli riportati sulle pareti. L'iscrizione associa infatti il nome Sak Tahn Waax a un titolo riconducibile a uno scriba o studioso di alto livello. Secondo gli autori, si tratta della prima testimonianza diretta di un matematico-astronomo maya identificabile individualmente, un risultato che offre una rara occasione per avvicinarsi alle persone che producevano il sapere scientifico nelle corti dell'epoca classica della civiltà maya (III-IX sec. d. C.).

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La "firma" di Sak Tahn Waax vicino alla formula matematica dipinta. Credit: Rossi et al.

Le pareti dell'edificio sono ricoperte da annotazioni numeriche e legate al calendario. Tra queste compare una complessa formula che mette in relazione i cicli di Venere e Marte, dimostrando l'elevato livello raggiunto dagli studiosi maya nell'osservazione del cielo. Questi calcoli erano fondamentali non solo per comprendere i moti degli astri, ma anche per stabilire il calendario delle cerimonie religiose, delle attività politiche e di altri eventi ritenuti importanti per la vita della comunità. Lo studio modifica anche l'immagine tradizionale della scienza maya. Le conoscenze astronomiche non appaiono più come il risultato di una tradizione anonima tramandata nel tempo, ma come il prodotto del lavoro di specialisti altamente qualificati, inseriti nelle élite politiche e culturali della società. Gli scribi di corte erano infatti responsabili della compilazione dei calendari, della registrazione degli eventi storici e dell'elaborazione di complessi modelli matematici basati sull'osservazione sistematica del cielo.

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Ricostruzione dell'ambiente della struttura con le formule matematiche dipinte a Xultun. Credit: Rossi et al.

Pur non trattandosi del "primo astronomo maya" in senso assoluto, Sak Tahn Waax è il primo del quale sia stato possibile ricostruire con sicurezza l'identità e l'attività grazie alle fonti archeologiche. La scoperta restituisce così un volto umano a una delle più avanzate tradizioni scientifiche del mondo precolombiano e apre nuove prospettive sul ruolo degli studiosi nelle corti maya dell'VIII secolo.

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