
Meta vuole fare un passo oltre i chatbot che si limitano a rispondere alle domande. Con Muse, il nuovo assistente personale basato sull'AI, l'obiettivo è permettere al sistema di occuparsi direttamente di compiti concreti, utilizzando app, servizi e strumenti messi a disposizione dall'utente.
Il lancio iniziale è previsto negli Stati Uniti e alla base del funzionamento c'è Muse Spark, il modello sviluppato dall'azienda per gestire richieste che necessitano di più passaggi e coordinare gli strumenti necessari a portarle a termine. È questo il principio che distingue il nuovo assistente da un normale sistema conversazionale: non deve limitarsi a spiegare cosa fare, ma può intervenire per svolgere alcune delle operazioni richieste.
Cos'è Muse e come funziona il nuovo agente AI di Meta
Muse è un esempio di AI agentica, cioè di sistemi capaci di ricevere un obiettivo, stabilire una sequenza di azioni e interagire con applicazioni o servizi per raggiungerlo. Nel suo caso, basta descrivere in linguaggio naturale ciò che si vuole ottenere e lasciare che l'agente elabori un piano operativo.
Per interagire con piattaforme esterne può sfruttare integrazioni già predisposte. Se un servizio non è supportato ma mette a disposizione un'API pubblica, Muse può configurare una connessione utilizzando le credenziali fornite dall'utente, mentre quando non esiste un'interfaccia di questo tipo può operare attraverso un browser. In questo modo riesce a muoversi tra strumenti differenti per completare i vari step del compito.
Per le operazioni che richiedono più tempo è in grado di continuare a lavorare anche dopo la chiusura dell'app e fornire poi un aggiornamento sul risultato o sulle eventuali fasi ancora necessarie.
Il sistema è inoltre progettato per ricordare dettagli emersi nelle conversazioni e tenerne conto nelle richieste successive. Meta cita la possibilità di suggerire il menu per una cena sulla base delle preferenze già comunicate o di ricordare eventuali restrizioni alimentari degli invitati prima di spedire gli inviti. Il contesto accumulato nel tempo può quindi contribuire ai compiti futuri, senza dover fornire ogni volta le stesse informazioni.
Per utilizzare Muse, Meta ha previsto un sito Web dedicato, oltre a un'app per iOS e una per Android. In seguito l'agente arriverà anche sui suoi occhiali AI, estendendo così la disponibilità ai dispositivi indossabili. Al momento, però, l'azienda non ha fornito dettagli precisi sui tempi e sulle modalità di questa integrazione.
Cosa può fare: dall’invio mail agli acquisti
Le funzioni coprono diversi aspetti della vita digitale. Muse può inviare email, organizzare viaggi, compilare moduli, pianificare attività ed effettuare acquisti online. Può anche collegarsi a servizi come il calendario e, secondo Meta, affrontare richieste più articolate, come cercare soluzioni per ridurre una bolletta o adattare un programma di allenamento quando cambiano gli impegni della persona.
Non tutti i passaggi vengono però eseguiti senza controllo. Prima di operazioni considerate sensibili, come spedire un messaggio o concludere un acquisto, Muse chiede una conferma. L'automazione può così procedere nelle fasi intermedie, lasciando alla persona la decisione finale quando l'azione produce conseguenze concrete.

Per i pagamenti Meta ha integrato Link di Stripe, che può generare una carta monouso evitando di esporre direttamente i dati di quella reale durante la transazione. È inoltre previsto il supporto a Shop Pay e a 1Password, così da consentire all'agente di utilizzare credenziali già esistenti.
Come si usa Muse anche su WhatsApp
Oltre ai canali dedicati, Meta permette di interagire con Muse direttamente tramite WhatsApp. L'esperienza è pensata per essere simile a una normale conversazione: basta scrivere all'assistente ciò che si vuole ottenere, proprio come si farebbe inviando un messaggio a un'altra persona.

Muse si affianca quindi a Meta AI già presente su WhatsApp, ma nasce con uno scopo diverso. Si tratta, infatti, di un agente personale progettato per prendere in carico attività e portarle avanti. Attraverso la chat l'utente può ricevere aggiornamenti e fornire le eventuali conferme necessarie, mentre il sistema lavora sugli strumenti collegati per completare quanto richiesto.
Quali dati usa l’assistente AI e come Meta vuole proteggerli
Per operare sui servizi collegati, un sistema di questo tipo ha inevitabilmente bisogno di permessi e informazioni personali. Meta afferma che è l'utente a scegliere quali applicazioni collegare e quale livello di accesso concedere: per la posta elettronica, per esempio, si può consentire soltanto la lettura oppure autorizzare anche l'invio dei messaggi.
Dal punto di vista tecnico, Muse funziona all'interno di Muse Secure VM, una macchina virtuale dedicata nel cloud dotata di un proprio browser. È qui che vengono conservati i dati e le credenziali di accesso dei servizi collegati. Nello stesso ambiente opera pure Sentinel, un agente separato a livello di sistema che controlla le azioni dirette verso Internet e può richiedere il consenso della persona prima di procedere.
Stando a quanto dichiarato dall'azienda, Muse non può visualizzare direttamente password e metodi di pagamento. Le credenziali vengono conservate in uno spazio protetto e possono essere utilizzate senza essere mostrate all'agente. Meta sostiene inoltre che le conversazioni e i dati presenti nella macchina virtuale non vengono condivisi con i suoi sistemi pubblicitari. È possibile revocare gli accessi concessi, scegliere di non utilizzare le proprie interazioni per l'addestramento dei modelli AI dell'azienda e chiedere a Muse di dimenticare specifiche informazioni apprese nel corso delle conversazioni.
Per controllare cosa avviene, l'assistente mette altresì a disposizione una cronologia delle operazioni già effettuate e di quelle che intende compiere. Meta ha annunciato anche Muse Confidential VM, che il gruppo prevede di introdurre più avanti nel 2026. L'intera macchina virtuale, comprese le conversazioni e i dati personali, dovrebbe essere cifrata con una chiave sotto il controllo dell'utente.
Quanto costa e quando arriverà in Italia
Muse potrà essere utilizzato gratuitamente entro determinati limiti, mentre per chi avrà bisogno di affidargli un numero maggiore di attività sono previste due formule in abbonamento: Power da 20 dollari al mese e Maximum da 100 dollari al mese.
Anche per accedere senza abbonamento sarà però necessario fornire una carta di pagamento. Un indicatore mostrerà quanto margine di utilizzo resta, permettendo di sapere quando ci si sta avvicinando alla soglia massima.
Per quanto riguarda l'Italia, invece, bisognerà ancora aspettare. Meta non ha infatti comunicato quando il servizio sarà disponibile nel Paese né indicato quali saranno le prossime tappe dell'espansione internazionale.