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Perché i cani di taglia grande vivono meno: la risposta si trova nel loro DNA e nei “geni saltellanti”

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Biologa ambientale
perchè cani di taglia grande vivono meno
Un nuovo studio pubblicato su Science individua una possibile spiegazione del perché i cani di taglia grande vivono meno di quelli piccoli. Gli autori suggeriscono che, con l’età, il loro DNA perde più in fretta alcune “etichette” chimiche che controllano i cosiddetti “geni saltellanti”.

Tra un Chihuahua e un Alano possono esserci decine di chili di differenza, ma anche una notevole differenza nella durata della vita. In generale, infatti, i cani di taglia piccola vivono più a lungo di quelli di taglia grande, un fenomeno che da tempo incuriosisce gli scienziati. Ma da cosa dipende? Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science suggerisce una possibile spiegazione: con l'invecchiamento, il DNA dei cani perde alcuni segnali chimici che contribuiscono a regolarne il funzionamento. Questo processo sembra essere più rapido nelle razze di taglia grande e coinvolge in particolare alcune sequenze genetiche chiamate LINE1, conosciute anche come "geni saltellanti". La ricerca, condotta analizzando il DNA di quasi 900 cani, potrebbe aiutarci a capire meglio non soltanto perché i nostri amici a quattro zampe invecchiano a velocità diverse, ma anche alcuni meccanismi dell'invecchiamento nei mammiferi in generale.

I "geni saltellanti" e il loro ruolo nell'invecchiamento dei cani di taglia grande

Per capire cosa hanno scoperto gli scienziati, dobbiamo immaginare il DNA come un enorme manuale di istruzioni che le cellule utilizzano per funzionare. Non tutte le istruzioni, però, vengono lette nello stesso momento: l'organismo dispone di diversi meccanismi per regolare quali geni attivare e quali tenere sotto controllo. Uno di questi è la metilazione del DNA, un processo chimico che consiste nell'aggiungere un preciso gruppo di atomi, chiamato gruppo metile, in determinati punti del DNA. È un po' come applicare delle etichette, che contribuiscono a regolare l'utilizzo delle istruzioni genetiche senza cambiarne le lettere.

Con il passare degli anni, alcune di queste etichette possono andare perdute. E questo potrebbe avere conseguenze anche su particolari sequenze del DNA chiamate elementi trasponibili, soprannominate "geni saltellanti" perché possono spostarsi o produrre nuove copie in altre zone del genoma. Tra questi troviamo i LINE1, elementi che, quando diventano attivi, possono inserirsi in nuove posizioni e interferire con il funzionamento del DNA. Normalmente, la metilazione contribuisce a mantenerli sotto controllo.

Per capire come cambia questo sistema nel tempo, i ricercatori hanno studiato i modelli di metilazione del DNA di circa 900 cani coinvolti nel Dog Aging Project. I risultati hanno mostrato che i cani di taglia maggiore presentavano una demetilazione degli elementi trasponibili associata all'età del 31% più forte rispetto ai cani di taglia minore.

In altre parole, i cani più grandi sembrano perdere più velocemente alcuni dei segnali chimici che aiutano a controllare questi elementi genetici. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui invecchiano prima, anche se lo studio non dimostra ancora un rapporto diretto di causa-effetto: per capire se la perdita di metilazione contribuisca davvero ad accorciare la vita dei cani serviranno ulteriori ricerche.

Il possibile legame con l'invecchiamento umano: gli studi sul DNA

Studiare l'invecchiamento dei cani potrebbe aiutarci a capire anche quello degli esseri umani. Infatti, cani e persone condividono molti meccanismi biologici. Inoltre, i cani vivono spesso nei nostri stessi ambienti e sono esposti ad alcuni fattori ambientali simili. Le differenze nella durata della vita tra razze della stessa specie offrono quindi ai ricercatori un'opportunità preziosa per studiare quali processi biologici siano associati a un invecchiamento più rapido.

Se ulteriori studi confermassero che i LINE1 contribuiscono attivamente al processo di invecchiamento, i meccanismi che li tengono sotto controllo potrebbero diventare un interessante punto di partenza per nuove ricerche sulla salute e sulla longevità. Per ora, però, non sappiamo se intervenire su questi elementi possa davvero allungare la vita.

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