
Il Lago d’Averno, situato lungo il margine occidentale della caldera dei Campi Flegrei, nei giorni scorsi è tornato a tingersi di un colore tra il rosa e il rosso come già accaduto altre volte in passato. Il curioso fenomeno non ha niente a che vedere con il bradisismo, ma è legato alla proliferazione e alla fioritura di una particolare alga che in presenza di determinate condizioni è in grado di rendere l’acqua colorata. Negli ultimi anni questi episodi sono diventati più frequenti a causa dell’aumento delle temperature legato al cambiamento climatico in corso.

La fioritura delle alghe che colora di rosso il Lago d’Averno
All’origine del colore rosso che hanno assunto le acque del Lago d’Averno, che occupa il cratere di un vulcano spento nel Comune di Pozzuoli, c’è la fioritura dell’alga Planktothrix rubescens. Si tratta di un cianobatterio che presenta un pigmento fotosintetico di colore rosso-bruno, la ficoeritrina, e che prospera in ambienti caratterizzati da un’alta concentrazione di sali minerali.

L’alga fiorisce solitamente nei mesi invernali e primaverili, quando si verifica un rimescolamento delle acque del lago. A causarlo è il raffreddamento degli strati superficiali delle acque del lago: diventando più fredde si appesantiscono e sprofondano, favorendo la risalita dei cianobatteri in superficie, dove trovano le condizioni favorevoli alla fioritura. In passato l’alga fioriva saltuariamente, con cadenza tra i cinque e i dieci anni. Negli ultimi anni invece il fenomeno è diventato più frequente, a causa dell’aumento delle temperature che favorisce la crescita di queste microalghe. In passato, l’analisi delle acque del lago in concomitanza con questi episodi ha rivelato la presenza di tossine: l’alga è infatti potenzialmente tossica e in grado di danneggiare l’ecosistema del lago. La sua proliferazione, inoltre, sottrae ossigeno alle acque e può mettere a rischio i pesci che le abitano. Nel mondo esistono altri laghi che occasionalmente si tingono di rosa a causa dei microrganismi: ne sono esempi il Laho Hillier in Australia e il Lago Retba in Senegal.
Come si è formato il Lago d’Averno: le caratteristiche
Il Lago d’Averno, con una superficie di 0,55 km² e una profondità massima di 35 m, è il secondo lago dei Campi Flegrei per dimensioni, dopo il Lago Fusaro. Si è formato in una depressione circolare originata dal collasso di un edificio vulcanico alto meno di 100 m s.l.m. e situato a circa 800 m dalla costa, lungo il margine occidentale della caldera dei Campi Flegrei. Il lago è alimentato da una falda idrica superficiale, prossima al livello del mare. È una delle aree dei Campi Flegrei, insieme a quella della Solfatara e di Baia, in cui i fenomeni vulcanici secondari, come le fumarole, sono più intensi. I materiali vulcanici presenti nell’area del Lago d’Averno sono riconducibili a due eruzioni vulcaniche, avvenute rispettivamente 5250 e 4280 anni fa. La prima eruzione ha avuto luogo lungo il margine sud-occidentale del lago e ha generato un edificio vulcanico ora sepolto dai depositi dell’eruzione successiva. Quest’ultima è avvenuta in tre fasi, durante le quali si è generata una colonna eruttiva alta fino a 10 km, con colate piroclastiche ed esplosioni freatomagmatiche, dovute all’interazione tra magma e acqua circolante nel sottosuolo. Come conseguenza di questo evento, il centro eruttivo è migrato e si è formato l’edificio che si osserva attualmente.
