
Nella notte del 24 giugno per tener lontani i diavoli e la tristezza va raccolta l'Erba di San Giovanni. Di cosa si tratta in realtà? Leggende a parte, nella settimana in cui cade il solstizio d'Estate e la ricorrenza di San Giovanni (proprio il 24 giugno), si verifica il picco di fioritura dell'Iperico (Hypericum perforatum), chiamato per questo "Erba di San Giovanni".
La “magia” sta nel fatto che, se stropicci i suoi petali gialli tra le dita, rilasciano un succo rosso intenso, che la leggenda associava al sangue del Santo decapitato. I fiori di un giallo molto intenso, quasi dorato, crescono spontanei nei prati aridi e sassosi di tutta Italia proprio in questo momento dell'estate e la pianta è molto apprezzata nella fitoterapia e nelle medicine tradizionali per le sue proprietà terapeutiche. Per secoli, i suoi estratti sono stati utilizzati come rimedio per trattare diverse patologie, tra cui i disturbi depressivi. L'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha approvato alcune applicazioni, sempre sotto controllo medico, proprio per il trattamento dei sintomi depressivi da lievi a moderati e per il trattamento di piccole lesioni della pelle. È una pianta molto delicata e non va utilizzata come rimedio "fai-da-te", perché può avere gravi effetti collaterali, come la fotosensibilizzazione se applicato sulla pelle esposta al sole, e ridurre l'efficacia di molti farmaci. I più famosi? I contraccettivi orali!
Disclaimer: questo articolo ha scopo unicamente divulgativo. Per qualsiasi informazione medica è fondamentale rivolgersi al proprio medico curante.
Cos'è l'Iperico e perché i suoi fiori rilasciano un liquido rosso sangue
Pianta erbacea perenne di origine Asiatica, l'Iperico è ormai ampiamente diffuso in quasi tutto il mondo ed è molto comune in Italia. Il nome della specie H. perforatum è dovuto al fatto che le foglie, ricche di ghiandole da cui si ricava un olio essenziale, se osservate in controluce sembrano bucherellate. La pianta predilige ambienti aridi e sassosi fino ai 1600 metri di quota, ma si adatta bene anche agli incolti e ai margini delle strade. Può raggiungere l'altezza di un metro e i fiori, di un giallo-oro molto acceso, sono riuniti in infiorescenze (cioè gruppi di singoli fiori) all'apice del fusto. Se messi in infusione in olio d'oliva e lasciati macerare per circa 40 giorni, i fiori tingono l'olio di rosso intenso e "sanguigno" grazie all' ipericina, un pigmento presente nella pianta che si accumula in particolare nell'infiorescenza. Il preparato ottenuto si chiama, in gergo tecnico "oleolito", ma è dai più conosciuto come "olio di iperico", molto usato nella tradizione fitoterapica, così come diversi altri estratti della pianta, soprattutto negli Stati della penisola balcanica.

Le proprietà della pianta: le approvazioni dell'Agenzia Europea dei Medicinali
È una pianta officinale molto nota, utilizzata da secoli in fitoterapia: sia per uso cutaneo, come trattamento delle infezioni batteriche e come cicatrizzante, sia in preparazioni ad uso interno per contrastare infiammazioni e forme lievi di depressione. La parte della pianta più ricca di principi attivi è rappresentata dai fiori, anche più delle foglie. Le due principali molecole che conferiscono queste proprietà antibatteriche sono l'ipericina e l'iperforina e il loro contenuto cambia al variare di fattori ambientali e in base alle aree geografiche di provenienza dei fiori. Lunghi periodi con temperature rigide ne favoriscono la produzione da parte della pianta, come dimostrato da diversi studi.
Dato il suo grande utilizzo nella tradizione fitoterapica di diversi paesi, la pianta è stata oggetto della valutazione da parte dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) che ne ha approvato l'uso per diverse indicazioni, sia come pianta medicinale a uso ben consolidato (Well established use) che come uso tradizionale (Traditional use). La differenza tra le due approvazioni, come riportato dall'Agenzia sta nel fatto che la prima (l'uso consolidato) richiede che la pianta abbia un uso stabile e costante in Europa da almeno 10 anni e che la sua efficacia sia comprovata da studi clinici; per l'uso tradizionale invece sono necessari almeno 30 anni di utilizzo nel mondo, di cui 15 in Europa, anche senza studi clinici. La commercializzazione, quindi, è autorizzata in base a ben precise Direttive comunitarie.
Preparati a base d'Iperico sono approvati dall'EMA come uso consolidato per il trattamento degli episodi depressivi da lievi a moderati o della sintomatologia associata a forme depressive di lieve entità e, come uso tradizionale, per trattare lievi infiammazioni cutanee o piccole ferite. In alcuni casi anche per il trattamento di lievi disturbi gastrointestinali o per favorire il sonno. Ricordatevi: sempre dietro controllo medico!
Il meccanismo d'azione contro la depressione e cosa dicono gli studi
L'iperforina, isolata anch'essa dai fiori e dalle ghiandole presenti sulle foglie, è uno dei composti più esaminati di questa pianta per due proprietà: è in studio per la sua capacità di indurre l'apoptosi, cioè la morte di alcune linee di cellule tumorali o di inibirne la crescita ed è efficace nel trattamento dei sintomi della depressione da lieve a moderata, come riportato dall'EMA. Per questo l'Iperico è definito anche il "Prozac da erboristeria". Il suo meccanismo d'azione è ancora dibattuto, ma si ritiene che agisca come inibitore della ricaptazione di alcuni neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell'umore, come la dopamina, la noradrenalina, la serotonina e il glutammato. In pratica, impedisce che, una volta rilasciati da specifici neuroni, vengano "ricatturati" da questi stessi neuroni per immagazzinarli nuovamente, aumentando la concentrazione di questi neurotrasmettitori e la loro durata d'azione.

Una revisione sistematica di studi condotti sull'efficacia dell'iperico per il trattamento del disturbo depressivo ha dimostrato una certa efficacia del prodotto, che si è mostrato superiore rispetto al placebo e in generale, secondo una revisione Cochrane (una delle organizzazioni più autorevoli e rigorose) con efficacia comparabile a quella dei farmaci antidepressivi. C'è da ammettere che gli studi sono stati condotti su pazienti di diversi Paesi e hanno testato estratti di iperico di diversa provenienza per cui è difficile valutare in maniera oggettiva i risultati, vista la grande variabilità dei dati. In ogni modo, è sempre utile ricordare che qualsiasi scelta terapeutica va prescritta e controllata dal proprio medico curante e mai è opportuno optare per soluzioni "fai da te".
Attenzione agli effetti collaterali: naturale non significa sicuro
L’idea che un rimedio vegetale o un estratto di pianta sia automaticamente privo di rischi è molto comune, ma non corrisponde alla realtà. Anche i prodotti di origine naturale possono avere controindicazioni, interazioni con farmaci ed effetti indesiderati, e questo è anche il caso dell'Iperico, che a livello del fegato interagisce con alcuni enzimi (in gergo tecnico è induttore dei CYP3A4), velocizzando il metabolismo e l'eliminazione di alcuni farmaci dal nostro organismo, e quindi riducendo la loro efficacia.
Preparati a base di Erba di San Giovanni possono avere interazioni ad esempio con la ciclosporina e con alcuni antivirali, pertanto, l'uso concomitante con questi prodotti è vietato. L'esempio più famoso è però quello dei contraccettivi: se prendete insieme iperico e un contraccettivo orale, rischiate che quest'ultimo abbia un effetto molto ridotto o che non funzionino affatto! Gli estratti a base di iperico possono avere un evidente effetto fotosensibilizzante, tanto che è bene evitare l’esposizione intensa ai raggi UV delle aree cutanee trattate. Non esponetevi al sole dopo aver strofinato la pelle con olio di iperico, perché molto probabilmente potreste provocarvi un doloroso eritema, scottature o macchie scure. E questo vale sia per creme e unguenti sia se lo assumete per via orale, come compresse. È chiaro a questo punto, come abbiamo già anticipato, che è essenziale consultare un medico o un farmacista prima di assumere preparati a base di Iperico.