
Per certificare una piscina destinata alle grandi competizioni, il regolamento ufficiale della World Aquatics prevede una prova che può sembrare uno scherzo: si prende un pallone da basket, lo si fa galleggiare al centro di un quadrato di 2,5 metri di lato creato sull'acqua tendendo due linee galleggianti di traverso a una corsia, e si aspetta un minuto. Se allo scadere del tempo il pallone non ha toccato nessuna delle quattro corsie che lo circondano, la vasca supera l’esame. È una prova elementare, ma racconta con precisione l'obiettivo di chi progetta un impianto da competizione: l'acqua deve stare ferma. Non solo prima della gara, ma soprattutto durante, mentre otto atleti la stanno mettendo in movimento con tutta la potenza che hanno. Una piscina "veloce" è una piscina che riesce a smaltire l'energia che i nuotatori stessi le trasferiscono, prima che quell'energia torni indietro sotto forma di onde, correnti e turbolenza. Ed è per questo che agli Europei di Parigi 2026 si nuota in una vasca molto diversa da quella dei Giochi Olimpici del 2024, pur trovandosi nella stessa città.
Il primo avversario di un nuotatore è l'acqua che lui stesso muove
Nei 50 stile libero un nuotatore supera gli 8 km/h, e a quell'andatura l'acqua lo frena in tre modi diversi che convivono tra loro. C'è l'attrito viscoso, cioè l'acqua che scorrendo lungo la pelle e il costume tende a trattenerli, c'è la resistenza di forma, che dipende da quanto il corpo è ingombrante e da quanta acqua deve spostare per farsi largo, e infine c'è la resistenza d'onda, cioè l'energia che il nuotatore spende per sollevare le onde che si trascina dietro come farebbe la prua di una barca. È quest’ultima la più insidiosa delle tre, perché cresce molto rapidamente al crescere della velocità e finisce quindi per pesare proprio quando si va più forte.
Le ricerche di biomeccanica del nuoto, a partire dallo studio di riferimento Wave drag on human swimmers, hanno mostrato che alle velocità di gara questa componente arriva a pesare moltissimo sul totale, ed è lo stesso motivo per cui la fase subacquea dopo il tuffo e dopo ogni virata rende così tanto, visto che sott'acqua non si fanno onde. Il vantaggio è tale che il regolamento è dovuto intervenire per limitarlo, imponendo di riemergere entro 15 metri dopo la partenza e dopo ogni virata.
Il guaio è che quelle onde, una volta create, non spariscono ma rimbalzano contro le pareti, scavalcano le corsie e si sommano fra loro, restando in vasca per tutta la durata della gara. Ogni atleta finisce così per nuotare anche nell'acqua mossa da chi gli sta accanto e in quella che ha smosso lui stesso qualche secondo prima, e progettare una piscina veloce significa costruire un impianto capace di assorbire quelle onde il più in fretta possibile.
Profondità e larghezza, quali sono le misure che contano
La profondità è il parametro più discusso, e il regolamento lo ha reso via via più stringente. La scheda di certificazione delle vasche da nuoto della World Aquatics dal 2024 fissa per i Giochi Olimpici e i Mondiali una profondità minima di 2,5 metri in vasca da 50 metri, che sale a 3 metri quando la stessa vasca ospita anche il nuoto artistico.
La ragione è quantitativa prima ancora che qualitativa. Una vasca da 50 × 25 metri profonda 2,15 metri (la misura della piscina temporanea installata alla Défense Arena di Parigi per le gare olimpiche del 2024, che rispondeva al regolamento precedente con limite minimo di profondità di 2 metri) contiene circa 2,7 milioni di litri. La stessa vasca portata a 3 metri ne contiene 3,75 milioni: quasi il 40% di acqua in più a disposizione per diluire e dissipare esattamente la stessa quantità di energia. Più massa d'acqua significa perturbazioni meno intense a parità di potenza immessa dagli atleti, e un fondo più lontano dal punto in cui i nuotatori compiono le fasi subacquee.
Per quanto riguarda la larghezza, il regolamento impone corsie da 2,5 metri e, negli eventi di alto livello come Olimpiadi e Mondiali, due corsie laterali aggiuntive da lasciare vuote. In pratica, la vasca è più larga di quanto servirebbe agli atleti: quelle due corsie non ospitano nessuno e funzionano da cuscinetto, perché sono il posto in cui le onde vanno a morire invece di rimbalzare contro la parete e rientrare in gara.
Corsie e bordi: l’ingegneria dietro ai dettagli
I galleggianti colorati che dividono le corsie sembrano un semplice segnale visivo, ma realtà sono componenti tecnici progettati per distruggere l'energia delle onde. Ogni singolo disco galleggiante ruota indipendentemente dagli altri e ha una geometria che lascia passare il flusso invece di respingerlo, distribuendo l'energia dell'onda lungo tutta la linea anziché rifletterla verso la corsia accanto. L'azienda produttrice dei galleggianti, la svedese Malmsten, ha collaborato con il politecnico KTH di Stoccolma per arrivare ad ottenere uno smorzamento dell'energia ondosa del 90,5%, un dato che spiega perché la differenza fra una corsia da competizione e una da piscina comunale sia tutt'altro che estetica.
Un ultimo parametro fondamentale è dato dal bordo della vasca: nelle piscine da competizione moderne il livello dell'acqua coincide con il piano della banchina e l'acqua tracima in continuazione dentro una canaletta perimetrale. Il vantaggio è che l'onda, arrivando al bordo, non trova una parete verticale contro cui rimbalzare, ma cade dentro la canaletta e sparisce.
Il regolamento fissa anche altri requisiti per garantire risultati il quanto più simili tra le varie competizioni, come la temperatura dell’acqua tra 25° e 28°C, il contenuto di sale nell’acqua (troppo sale faciliterebbe il galleggiamento degli atleti) e l’illuminazione, anche se quest’ultima è più utile ai giudici e ai sistemi di cronometraggio che agli atleti.
La vasca degli Europei 2026 di nuoto dell’Olympic Aquatics Centre di Parigi
Le gare in vasca dei Campionati Europei si disputano dal 10 al 16 agosto 2026 all’Olympic Aquatics Centre di Parigi, impianto costruito in occasione dei Giochi Olimpici del 2024 e che in quell’occasione aveva ospitato le gare di tuffi e nuoto artistico, oltre ad alcuni incontri di pallanuoto. Nel 2024 le gare di nuoto si svolsero nella vasca temporanea della Défense Arena, che fu giudicata troppo “lenta” da atleti e addetti ai lavori. La vasca principale dell’Olympic Aquatics Centre è una struttura modulare in acciaio inossidabile lunga 70 metri e larga 25, la più grande di questo tipo in Europa, realizzata dall'azienda mantovana Piscine Castiglione. Grazie a due ponti mobili e a un fondo mobile può assumere quindici configurazioni diverse, fra cui quella olimpica con vasca da 50 metri e dieci corsie.