Perché l’acqua tonica e il Gin Tonic sono fluorescenti al buio? La spiegazione scientifica

La fluorescenza dell'acqua tonica e del Gin Tonic è dovuta alla presenza di chinino cloridrato, una molecola in grado di assorbire i raggi UV ed emettere luce blu.

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10 Ottobre 2023
19:00
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Perché l’acqua tonica e il Gin Tonic sono fluorescenti al buio? La spiegazione scientifica
acqua tonica fluorescenza

Potrebbe essere capitato a qualcuno di noi: siamo in discoteca o in un locale, ci viene servito il Gin Tonic e, alla luce ultravioletta, questo cocktail alcolico si "illumina" e assume un colore blu/azzurrino.

Questo fenomeno prende il nome di fluorescenza ed è causato dalla presenza di chinino cloridrato, una sostanza presente nell'acqua tonica che conferisce il classico sapore amaro.

Il chinino cloridrato, quindi, è la molecola responsabile della fluorescenza di preparazioni alcoliche o analcoliche a base di acqua tonica.

In questo video-articolo vediamo nel dettaglio la spiegazione chimica di questo particolare fenomeno, partendo dal capire la composizione del Gin Tonic.

L'acqua tonica è una bevanda analcolica formata da:

  1. acqua;
  2. anidride carbonica;
  3. zucchero;
  4. acidificante (acido citrico);
  5. aromi, incluso chinino cloridrato (chiamato anche “cloridrato di chinino”).

Il chinino cloridrato, l'aroma che conferisce il classico gusto amaro alla bevanda, è una sostanza fluorescente che ha la seguente struttura molecolare:

chinino cloridrato
Struttura molecolare del chinino cloridrato.

Questa molecola è in grado di assorbire le onde elettromagnetiche che cadono nel ultravioletto ed emettere luce visibile nel blu: questo fenomeno prende il nome di fluorescenza. Quindi, qualsiasi bevanda contenente acqua tonica, come il famoso cocktail Gin Tonic, sarà fluorescente.

È possibile effettuare questo esperimento in casa: prendete una bottiglia di acqua tonica, spegnete la luce e accendete una lampada ad ultravioletti: vedrete proprio il colore blu acceso causato dalla presenza di chinino. Dopodiché, aggiungendo qualche goccia di candeggina, sarà possibile notare come svanisce la fluorescenza: l'ipoclorito contenuto nella candeggina è un ossidante, quindi strapperà elettroni alla molecola di chinino cloridrato, degradandola. Di conseguenza, non sarà più presente il chinino e con esso la sua fluorescenza.

Sono un appassionato del mondo microscopico, a partire dalle molecole fino agli artropodi. La laurea magistrale in chimica mi ha permesso di avere gli strumenti necessari per comprendere il funzionamento del mondo, ma soprattutto ha saziato la mia fame di risposte. Curioso, creativo e con idee folli: date una videocamera, un drone o una chitarra al DeNa e lo renderete felice.
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