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4 Giugno 2026
9:36

Perché sempre più utenti usano DuckDuckGo al posto di Google e quali sono le differenze

Dopo gli annunci del Google I/O 2026, il motore di ricerca alternativo DuckDuckGo ha registrato un'impennata di installazioni, trainata da utenti che vogliono scegliere quanta AI usare nelle ricerche Web.

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Perché sempre più utenti usano DuckDuckGo al posto di Google e quali sono le differenze
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La crescita del motore di ricerca nato nel 2008 DuckDuckGo a cui abbiamo assistito di recente è sintomo di un cambiamento significativo nel modo in cui una parte degli utenti percepisce l'evoluzione in corso dei motori di ricerca. Al centro del dibattito non c'è tanto la qualità complessiva dei risultati, quanto il ruolo sempre più invasivo dell'intelligenza artificiale nella ricerca online. Al Google I/O 2026, la conferenza annuale per sviluppatori organizzata dal colosso di Mountain View, Google annunciato una trasformazione radicale del proprio servizio: la tradizionale lista di link blu viene sostituita da un agente AI capace di rispondere alle domande, eseguire compiti e avviare agenti di monitoraggio in background. La reazione di utenti e addetti ai lavori non si è fatta attendere.

Alcuni hanno denunciato i rischi per il Web aperto, mentre altri hanno sollevato preoccupazioni sull'accuratezza delle risposte generate e sulla perdita di controllo da parte degli utenti (problema, quello dell’accuratezza, già affrontato nelle settimane precedenti in quest’altro articolo).  È in questo scenario che DuckDuckGo ha trovato terreno fertile. Pur rappresentando solo circa il 2% del mercato della ricerca negli Stati Uniti, il motore orientato alla privacy ha registrato un'accelerazione significativa dopo gli annunci di Google. Secondo i dati diffusi dall'azienda, tra il 20 e il 25 maggio le installazioni dell'app negli Stati Uniti sono aumentate in media del 18,1% su base settimanale rispetto al periodo 13-18 maggio, con un picco del 30,5% il 25 maggio. Su iOS la crescita è stata ancora più pronunciata: in media +33% su base settimanale, con un picco del 69,9%.

Anche la pagina noai.duckduckgo.com – progettata per offrire una ricerca completamente priva di funzionalità basate sull'intelligenza artificiale, come risposte assistite e immagini generate automaticamente – ha registrato una crescita media del 22,7% su base settimanale, con un picco del 27,7% il 24 maggio. La tendenza si è mantenuta anche durante il weekend del Memorial Day (l'ultimo lunedì di maggio dedicato alla celebrazione di tutte i caduti dell'esercito americano), periodo in cui DuckDuckGo di solito registra un calo del traffico.

I dati di terze parti confermano il trend in crescita di DuckDuckGo. La società di analisi Apptopia ha rilevato un aumento medio del 29% dei download giornalieri di DuckDuckGo negli Stati Uniti e del 12% a livello globale nello stesso periodo.

«Google sta imponendo l'IA senza alcuna possibilità di rinunciare», ha dichiarato Gabriel Weinberg, CEO di DuckDuckGo, commentando i cambiamenti al motore di ricerca. «Vogliamo essere il posto che mette gli utenti al comando, permettendo loro di decidere quanta o quanta poca AI vogliono».

Vale la pena sottolineare che DuckDuckGo non è un servizio contrario all'intelligenza artificiale. Al contrario, offre una propria piattaforma chiamata Duck.ai, gratuita e senza necessità di registrazione, che consente di accedere a diversi modelli linguistici: Claude 4.5 Haiku di Anthropic, Llama 4 Scout di Meta, Small 3 24B di Mistral e GPT-5 mini di OpenAI. Tutte le conversazioni sono private: DuckDuckGo rimuove l'indirizzo IP prima che le richieste raggiungano i fornitori dei modelli, cancella le conversazioni entro 30 giorni e vieta che vengano usate per addestrare i modelli stessi.

L'azienda offre anche Search Assist, simile alle AI Overview di Google, e un filtro che esclude le immagini generate artificialmente dai risultati. Secondo Kamyl Bazbaz, chief communications and policy officer di DuckDuckGo, entrambe le funzionalità sono tra le più apprezzate dagli utenti. «Le persone vogliono semplicemente poter scegliere», ha detto.

Più che una fuga di massa da Google, dunque, l'ascesa di DuckDuckGo appare come il segnale di una domanda crescente di personalizzazione e controllo nell'esperienza di ricerca online. Chissà se alla luce di queste vicende Google deciderà di tornare sui propri passi e offrire ai propri utenti la possibilità di disattivare liberamente l’AI dal motore di ricerca.

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