
Il PIN di 6 cifre previsto dalla verifica in due passaggi che attualmente viene impiegato su WhatsApp potrebbe essere rimpiazzato. La piattaforma, infatti, starebbe lavorando all’introduzione di una password alfanumerica (composta quindi da lettere e numeri) compresa tra 6 e 20 caratteri.
A prima vista potrebbe sembrare una variazione marginale, ma l’impiego di lettere oltre ai numeri amplierebbe notevolmente il numero di combinazioni disponibili. La novità riguarderebbe la chiave personale scelta dal titolare del profilo, richiesta dopo la conferma del numero telefonico, mentre il funzionamento complessivo dipenderebbe dalle regole adottate da WhatsApp. L'attivazione della verifica in due passaggi, comunque, non sarà obbligatoria.
La password potrebbe prendere il posto del PIN: da 6 a 20 caratteri
Il riferimento al nuovo sistema è stato individuato nella versione beta 2.26.29.4 di WhatsApp per Android. Gli elementi presenti nell’applicazione mostrano un messaggio che invita a sostituire il PIN con una password.

Oggi il PIN usato per la verifica in due passaggi è un codice personale composto da 6 cifre e scelto dal proprietario dell’account. Quando si tenta di registrare lo stesso recapito telefonico su un altro dispositivo, questa sequenza viene richiesta oltre al codice temporaneo inviato dal servizio.
Con la soluzione allo studio sarebbe possibile utilizzare anche caratteri alfabetici. La password prenderebbe il posto del PIN anziché affiancarlo, evitando così l’introduzione di un ulteriore controllo.
Questa impostazione rappresenta un cambio di direzione rispetto a una precedente soluzione presa in considerazione dalla piattaforma. Inizialmente era stata ipotizzata una credenziale compresa tra 6 e 20 caratteri, contenente almeno una lettera e un numero, da aggiungere alla combinazione già esistente. Le indicazioni più recenti suggeriscono invece la presenza di un solo elemento per il secondo livello di verifica.
Perché una password alfanumerica offre molte più combinazioni
La differenza tra i due formati può essere compresa attraverso il calcolo combinatorio. In termini teorici, un PIN di 6 cifre può assumere tutte le sequenze comprese tra 000000 e 999999, per un totale di 106, cioè 1.000.000 di possibilità.
Una password alfanumerica può invece utilizzare lettere oltre alle cifre e, qualora fosse più lunga del codice attuale, offrire un numero ancora maggiore di configurazioni. In assenza di indicazioni definitive da parte di WhatsApp non è possibile quantificare con precisione questa differenza, ma le combinazioni crescerebbero rapidamente all’aumentare dei caratteri utilizzabili e della lunghezza della chiave.
Una maggiore varietà, tuttavia, non garantisce automaticamente una protezione efficace. Espressioni come “password1”, nomi propri, date di nascita e successioni da tastiera rimangono facili da prevedere.
La sicurezza dipenderebbe quindi anche dalla scelta compiuta dall’utente. La chiave dovrebbe essere lunga, poco prevedibile, priva di riferimenti personali e diversa da quelle impiegate su altri servizi. La tendenza a utilizzare formule comuni è infatti uno dei motivi per cui alcune password risultano particolarmente vulnerabili.
La password non sostituirebbe il codice ricevuto tramite SMS
Per comprendere la modifica occorre distinguere i due codici attualmente coinvolti nella registrazione di un account. Quello temporaneo inviato tramite SMS o comunicato attraverso una chiamata serve a verificare che la persona disponga del numero telefonico indicato. Viene generato per una specifica richiesta e non può essere scelto dal destinatario.
Il PIN della verifica in due passaggi, al contrario, viene configurato in anticipo dal proprietario del profilo. Quando questa protezione è attiva, il messaggio ricevuto sul telefono non è sufficiente per completare la procedura su un nuovo dispositivo e bisogna conoscere anche l’informazione segreta impostata nell’app.
La password in sviluppo interesserebbe esclusivamente questo secondo elemento. Il codice temporaneo continuerebbe a essere necessario per confermare il possesso del recapito, mentre la combinazione scelta dall’utente costituirebbe la barriera successiva.
La distinzione è altresì rilevante per la truffa del codice a 6 cifre su WhatsApp. In questi raggiri, i criminali cercano di convincere la vittima a comunicare la sequenza ricevuta via SMS, così da provare a trasferire il profilo su un altro smartphone.
Una chiave personale più complessa potrebbe ostacolare il furto qualora il malintenzionato fosse già entrato in possesso del primo codice. Non offrirebbe però alcuna difesa se venisse consegnata volontariamente: PIN, password e sequenze di conferma non dovrebbero mai essere condivisi tramite chat, chiamate o pagine raggiunte attraverso collegamenti sospetti.
Quando potrebbe arrivare e cosa accadrebbe ai PIN già impostati
Non è ancora noto come verrebbe gestito il passaggio per chi ha già attivato la verifica in due passaggi. L’applicazione potrebbe invitare queste persone a creare una nuova password, ma al momento non sono state mostrate schermate complete della procedura né sono state fornite istruzioni ufficiali.
Tra gli altri aspetti da chiarire figurano la lunghezza consentita, i caratteri accettati e il metodo previsto per recuperare l’accesso in caso di dimenticanza. Resta inoltre da capire se l’aggiornamento verrebbe proposto automaticamente a chi possiede già un PIN o se sarebbe necessario intervenire manualmente dalle impostazioni.
Il sistema si trova ancora in una fase preliminare e non è disponibile neppure per i beta tester. Non esiste una data di rilascio e WhatsApp non ha annunciato pubblicamente l’arrivo della modifica. Quanto emerso descrive quindi una soluzione in lavorazione, che potrebbe subire ulteriori variazioni, oppure non raggiungere la versione stabile dell’app.