
È periodo di sagre: lo è in realtà tutto l'anno, a partire soprattutto da giugno e luglio, ma il periodo di maggior concentrazione in Italia è soprattutto tra fine estate e inizio autunno, con un mese di settembre particolarmente ricco: settembre e ottobre sono i solitamente i mesi del raccolto per eccellenza (uva e vendemmia, funghi, tartufo, castagne, prime olive e così via), e le sagre nascono spesso per celebrare proprio quei prodotti appena raccolti.
Ad esempio, anche la Sagra dei Osei di Sacile, Pordenone, si tiene solitamente a settembre, il primo weekend. Di origini medievali, è la manifestazione ornitologica più antica d'Europa ed è considerata una delle sagre più antiche d'Italia, con attestazione al 1274: un documento di quell'anno autorizzò infatti il trasferimento del mercato avicolo dentro le mura della città. Non si trattava di un generico "atto comunale": fu il patriarca di Aquileia Raimondo della Torre a concedere il trasferimento del mercato, spostandolo dal preesistente "mercato di San Lorenzo" del 10 agosto, dove gli abitanti dei paesi vicini si scambiavano già uccelli da canto e da richiamo.
Nata come mercato locale di uccelli da canto e da richiamo, nei secoli si è trasformata in una grande kermesse popolare con gare di canto tra uccelli (il celebre "Torzo"), mostre, bancarelle gastronomiche: nel 1907 fu organizzato per la prima volta "in forma moderna", ottenendo risonanza nazionale grazie a un articolo pubblicato sulla Domenica del Corriere. Nel 1909 venne scritto un regolamento vero e proprio, che diede alla manifestazione la forma che, nelle linee essenziali, conserva ancora oggi. Da lì i riconoscimenti successivi: nel 1957 è diventata "Esposizione nazionale degli uccelli", nel 2007 "Fiera nazionale specializzata". Dal 1998 ospita anche il "Campionato europeo di imitazione del canto degli uccelli", con i "chioccolatori", all'alba dell'ultimo giorno.
Si svolge ogni anno il primo weekend di settembre: quella di quest'anno è stata celebrata il 6 settembre ed è arrivata alla 753esima edizione, ancora più antica dell'Oktoberfest tedesco. Insieme alle gare, ospita una mostra ornitologica nazionale con esemplari e animali da corte, mercato e bancarelle gastronomiche, il Palio delle Contrade tra i quartieri della città.
La parola "sagra", che oggi associamo a stand di porchetta e salsicce, banchetti che dispensano tartufi o altre prelibatezze e gare di canto tra polli allo spiedo ha in realtà un'origine molto più solenne e religiosa di quanto si pensi, e ci aiuta l'etimologia. Come possiamo leggere sul Vocabolario Treccani, "sagra" è il femminile sostantivato dell'aggettivo "sagro", un'antica variante di sacro. Non è un caso, quindi, che il primo significato del termine fosse legato alla religione: indicava infatti la festa con cui si celebrava la consacrazione di una chiesa, di un altare o dell'immagine sacra di un santo.
Da lì il significato si è progressivamente allargato: da festa solenne che ricorda la fondazione o la consacrazione di una chiesa, o il giorno dedicato al santo patrono di un paese, è diventata un'occasione in cui, accanto alle funzioni religiose, si organizzavano anche la fiera, il mercato e festeggiamenti estesi e collaterali. È esattamente da questo affiancamento tra parte sacra e parte più ricreativa che nasce la sagra come la intendiamo oggi: una festa popolare dedicata a un prodotto tipico o a un raccolto, dalla sagra dell'uva o dei fichi a quella del pesce o del formaggio tipico di una certa zona.
Una Parola al Giorno descrive bene questo passaggio, parlando di un vero e proprio "moto dal sacro al profano": il termine ha conservato il suo nucleo di "celebrazione solenne", tanto che si può ancora usare in senso figurato per grandi commemorazioni civili o patriottiche – persino il compositore e direttore d'orchestra Igor' Fëdorovič Stravinskij lo ha scelto per il suo balletto La sagra della primavera; nel linguaggio comune si è spostato, e oggi la parola richiama soprattutto la festa popolare di paese, spesso dedicata a un prodotto tipico o alla gastronomia locale.