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30 Settembre 2026
16:30

Ragazzi via di casa dopo i 30 anni, Italia tra le ultime in Europa

Secondo i dati Eurostat, in Europa i giovani escono di casa in media a 26,3 anni. In Italia invece a 30,2 anni, quasi 4 anni dopo la media europea e 8,8 anni più tardi dei finlandesi, i più precoci a lasciare il nido. In parte è colpa del tasso di occupazione, che pone l'Italia in fondo alla classifica europea.

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Ragazzi via di casa dopo i 30 anni, Italia tra le ultime in Europa
giovani vivono con genitori

I più recenti dati Eurostat indicano che in Italia i giovani lasciano la casa dei genitori in media a 30,2 anni, quasi quattro anni dopo la media dell’Unione europea, che nel 2025 si è fermata a 26,3 anni. Più tardivi degli italiani sono soltanto croati, greci e slovacchi, mentre gli spagnoli sono equiparabili ai giovani del Bel Paese. All’opposto, in Finlandia si esce di casa già a 21,4 anni: quasi 9 anni prima degli italiani. Tra le possibili cause, i dati mettono in evidenza una relazione tra uscita più tardiva e minore occupazione giovanile: nei Paesi baltici e del Nord Europa, dove i giovani lasciano prima il nido familiare, ci sono già molti lavoratori tra i 20-29enni, mentre l'Italia in questa fascia di età ha il tasso di occupazione più basso di tutto il resto d'Europa.

Quando escono di casa gli italiani: siamo tra gli ultimi in Europa

Andare a vivere da soli a 20 o 21 anni è una realtà abbastanza comune in alcuni Paesi del Nord Europa. In Italia, invece, il passaggio alla vita fuori dalla famiglia arriva mediamente dopo i 30 anni. A fotografare questa differenza è l’ultimo rapporto di Eurostat, pubblicato il 15 settembre 2026 sui dati relativi al 2025. Nell’Unione europea, i giovani hanno lasciato la casa dei genitori a 26,3 anni in media, appena 0,1 anni in più rispetto al 2024. Un valore che, secondo l’ufficio statistico europeo, è rimasto sostanzialmente stabile intorno ai 26 anni dal 2002.

L’Italia si trova nella parte più tardiva della classifica: 30,2 anni è l’età media alla quale i giovani italiani lasciano il nucleo familiare. Lo stesso valore viene registrato in Spagna mentre con maggiore permanenza all’interno della famiglia di origine rispetto all’Italia troviamo soltanto tre Paesi: Croazia, con 31,5 anni, Grecia e Slovacchia, entrambe a 30,9 anni.

All’estremo opposto troviamo invece soprattutto i Paesi del Nord e del Baltico. In Finlandia l’età media è di appena 21,4 anni, seguita dalla Danimarca con 21,8 e da Estonia e Lituania con 22,7 anni.

La distanza tra gli estremi è notevole: tra Finlandia e Italia ci sono 8,8 anni di differenza nell’età media di uscita dalla casa dei genitori. Questo non significa, però, che in Finlandia tutti i giovani vadano a vivere da soli a 21 anni, così come in Italia tutti rimangano con i genitori fino a 30. Si tratta di una stima statistica elaborata da Eurostat sulla base dei dati dell’Indagine europea sulle forze di lavoro (EU-LFS). L'indicatore individua, in sostanza, l'età alla quale il 50% della popolazione considerata non vive più in una famiglia con i propri genitori.

Perché viviamo con i genitori fino a 30 anni?

Per capire perché i tempi siano così diversi tra i vari Paesi europei, l’Eurostat suggerisce di guardare anche al mercato del lavoro: nella maggior parte dei Paesi in cui i giovani lasciano la casa dei genitori prima della media europea, il tasso di occupazione della stessa fascia d’età è superiore alla media UE. È il caso, per esempio, di Paesi Bassi, Danimarca, Germania e Svezia: in questi Stati l’uscita dalla casa dei genitori tende ad avvenire prima e l'occupazione tra i 20-29enni tende a essere più elevata.

Il fenomeno si presenta in maniera opposta nei Paesi in cui si rimane più a lungo con i genitori. In particolare, Grecia, Croazia, Spagna e Italia, sono quattro Paesi dove l’età di uscita è più elevata delle media UE mentre il tasso di occupazione giovanile si trova al di sotto della media europea.

L'uscita di casa sembra quindi strettamente legata alla possibilità di raggiungere una sufficiente autonomia economica: in Italia si esce dalla casa dei genitori più tardi rispetto alla maggior parte d’Europa, ma il tasso di occupazione italiano tra i 20 e i 29 anni è il più basso dell’Unione Europea, e l’unico inferiore al 50%.

Ci potrebbero però essere anche altri fattori, come il costo delle case, che potrebbero incidere concretamente sulla possibilità di vivere in autonomia. Per un giovane, infatti, lasciare la famiglia significa affrontare spese come affitto o mutuo, utenze e altre necessità quotidiane. Il report Eurostat non riduce infatti questa situazione a un'unica causa: mostra piuttosto una forte differenza tra i Paesi europei e una correlazione tra occupazione giovanile e momento dell’uscita dalla famiglia di origine.

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