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25 Settembre 2026
11:30

Rilevato un segnale radio da un pianeta oltre il Sistema Solare: non è una comunicazione aliena

Il segnale proviene dal pianeta extra-solare Beta Pictoris, è la prima rilevazione mai effettuata di un segnale generato dal campo magnetico di un esopianeta.

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Rilevato un segnale radio da un pianeta oltre il Sistema Solare: non è una comunicazione aliena
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Immagine generata con IA.

Gli astronomi hanno captato per la prima volta nella storia emissioni di onde radio provenienti da un pianeta al di fuori del Sistema Solare: non sono gli alieni, ma le aurore del pianeta. Il segnale proviene dal gigante gassoso Beta Pictoris b, distante circa 64 anni-luce dalla Terra, ed è stato rilevato utilizzando i dati del radiotelescopio MeerKAT in Sud Africa. Non si tratta, purtroppo, di uno scenario da fantascienza in cui il segnale radio proviene da una civiltà aliena, ma di un fenomeno naturale simile alle emissioni radio associate alle aurore dei pianeti dotati di campo magnetico del Sistema Solare. La scoperta, presentata in un articolo in preprint ora sottoposto a revisione paritaria, ha permesso agli astronomi di sfruttare il segnale radio prodotto da elettroni energetici che si muovono nel campo magnetico del pianeta per misurarne direttamente la sua intensità per la prima volta.

Come è stato rilevato il segnale radio proveniente da Beta Pictoris b

Beta Pictoris b è un giovane gigante gassoso con una massa di circa 12 volte quella di Giove, in orbita a circa 10 unità astronomiche dalla stella Beta Pictoris, un sistema di appena 23 milioni di anni. Il pianeta era già stato osservato direttamente nell'infrarosso, ma finora nessun segnale radio era mai stato attribuito in maniera inequivocabile all'esopianeta e in generale a nessun esopianeta prima d'ora.

Il gruppo guidato da Kevin Ortiz Ceballos, dell'Harvard & Smithsonian Center for Astrophysics, ha osservato il sistema in quattro occasioni tra febbraio 2025 e maggio 2026 utilizzando MeerKAT, un interferometro composto da 64 radiotelescopi in Sudafrica. I ricercatori hanno rilevato emissione radio tra 0,85 e 3,5 GHz, costituita sia da una componente persistente sia da brevi lampi ricorrenti. 

Il problema principale era stabilire se il segnale provenisse effettivamente dal pianeta oppure dalla sua stella. Gli astronomi hanno quindi utilizzato come punti di riferimento nel cielo nove quasar, galassie con buchi neri attivi estremamente lontane la cui posizione è nota con grande precisione. In questo modo hanno potuto registrare con precisione la posizione dell'immagine ottenuta da MeerKAT e confrontarla con quelle previste per la stella Beta Pictoris e i suoi pianeti. Il risultato è che la sorgente radio coincide proprio con la posizione di Beta Pictoris b, permettendo di attribuire per la prima volta direttamente un'emissione radio a un esopianeta.

Le caratteristiche del segnale hanno inoltre permesso di determinarne l'origine. I lampi sono molto rapidi, ricorrenti e fortemente polarizzati, caratteristiche tipiche dell'emissione radio aurorale prodotta dalla cosiddetta electron cyclotron maser instability. In questo meccanismo gli elettroni energetici vengono accelerati lungo le linee del campo magnetico del pianeta e si muovono a spirale attorno ad esse. In determinate condizioni il loro moto amplifica in maniera coerente le onde radio, producendo emissioni estremamente intense. Il fenomeno ha analoghi anche nel Sistema Solare: Terra, Giove, Saturno, Urano e Nettuno producono emissioni radio aurorali associate ai loro campi magnetici.

Il segnale ha permesso di misurare il campo magnetico di un esopianeta per la prima volta

La caratteristica fondamentale dell'emissione electron cyclotron maser è che la sua frequenza dipende direttamente dall'intensità del campo magnetico nella regione in cui viene prodotta. Più intenso è il campo, maggiore può essere la frequenza delle onde radio generate dagli elettroni. MeerKAT ha rilevato il segnale di Beta Pictoris b fino al limite superiore delle osservazioni, pari a 3,5 GHz. Da questo valore gli astronomi hanno ricavato un campo magnetico di almeno 1,25 kilogauss, cioè circa 1250 gauss, nella regione da cui parte l'emissione.

Si tratta di un campo estremamente intenso. Per confronto, quello terrestre alla superficie è dell'ordine di mezzo gauss, mentre quello di Giove è dell'ordine di alcuni gauss. Beta Pictoris b possiede quindi un campo magnetico centinaia di volte più intenso di quello di Giove e migliaia di volte quello terrestre, un valore compatibile con le previsioni teoriche per un pianeta gigante molto giovane, caldo e massiccio.

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