Prosegue l'accensione graduale dei riscaldamenti in Italia: dopo Milano, da domani 1° novembre 2026 gli impianti potranno essere accesi nella zona D, che comprende gran parte delle province del Centro Italia. I termosifoni, infatti, non vengono attivati in modo uniforme in tutto il Paese: la Penisola è suddivisa in diverse zone climatiche, calcolate in base alle temperature medie stagionali, come previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica n.412 del 1993.
Lo scorso 15 ottobre sono scattati i riscaldamenti nella zona E (la più popolosa, con circa 4.000 comuni), mentre ora è il turno della zona climatica D, che normalmente include:
- Toscana: Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena;
- Marche: Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro;
- Abruzzo: Chieti, Pescara, Teramo;
- Liguria: Genova, La Spezia, Savona;
- Lazio: Roma, Viterbo;
- Umbria: Terni;
- Emilia-Romagna: Forlì;
- Campania: Avellino;
- Puglia: Foggia;
- Molise: Isernia;
- Basilicata: Matera;
- Calabria: Vibo Valentia;
- Sicilia: Caltanissetta;
- Sardegna: Nuoro.
Attenzione, però, alle eccezioni: il Comune di Roma ha posticipato l'accensione al 15 novembre 2026, anticipando anche lo spegnimento dal 15 all'8 aprile 2027. Nell'Ordinanza del Sindaco n.145 del 29 ottobre 2026, vengono anche ridotte le ore di utilizzo giornaliere e la temperatura massima consentita. Più nel dettaglio è previsto:
- Durata massima di accensione degli impianti di riscaldamento: 11 ore giornaliere;
- Riduzione di 1 °C della temperatura dell’aria rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale: 17 °C (+ 2 °C di tolleranza) per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili e 19 °C +2 °C di tolleranza per tutti gli altri edifici.
Nella zona climatica D, infatti, è generalmente consentito l'utilizzo dei termosifoni fino a un massimo di 12 ore giornaliere, mantenendo una temperatura massima all'interno degli edifici di 20 °C (con +2 °C di tolleranza), ma i Comuni possono comunque stabilire criteri più restrittivi. Qui sotto una tabella esemplificativa:
| Zona climatica | Periodo di accensione | Ore di funzionamento | Temperatura max consentita |
|---|---|---|---|
| Zona A (Comuni con il clima più caldo) | Dal 1° dicembre al 15 marzo | Max 6 ore giornaliere | 20°C (+ 2°C di tolleranza) |
| Zona B (gran parte della Sicilia) | Dal 1° dicembre al 31 marzo | Max 8 ore giornaliere | 20°C (+ 2°C di tolleranza) |
| Zona C (che include ad esempio Napoli e Bari) | Dal 15 novembre al 31 marzo | Max 10 ore giornaliere | 20°C (+ 2°C di tolleranza) |
| Zona D (la maggior parte dei Comuni del Centro Italia) | Dal 1° novembre al 15 aprile. Eccezione Roma, dal 15 novembre | Max 12 ore giornaliere (11 a Roma) | 20°C (+ 2°C di tolleranza) Eccezione: 19 °C (+ 2°C di tolleranza) |
| Zona E (Nord Italia) | Dal 15 ottobre al 15 aprile. | Max 14 ore giornaliere | 20°C (+ 2°C di tolleranza). Eccezione Lombardia: 19 °C (+ 2°C di tolleranza) |
| Zona F (Comuni con il clima più freddo) | tutto l'anno | nessuna limitazione | 20°C (+ 2°C di tolleranza) |
Tra l'altro, domani 1° novembre potranno essere avviati anche gli impianti a Bologna, nelle zone di pianura dell'Emilia-Romagna e negli edifici pubblici e nelle attività commerciali di Venezia: in questi tre casi, l'accensione inizialmente prevista per il 15 ottobre era stata rinviata per ridurre consumi ed emissioni.
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