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14 Ottobre 2026
13:30

Si accendono i riscaldamenti da domani 15 ottobre: il calendario con zone, regioni e orari

Dal 15 ottobre 2026 riscaldamenti accesi nella zona climatica E, la più popolosa con circa 4.000 comuni. Alcuni, tra cui Monza, Brescia e Bologna, hanno posticipato l’accensione per ridurre consumi. Temperatura massima negli edifici di 20 °C (+2 °C di tolleranza), in Lombardia 19 °C.

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Si accendono i riscaldamenti da domani 15 ottobre: il calendario con zone, regioni e orari
riscaldamenti accesi
Da domani 15 ottobre riscaldamenti accesi in gran parte del Nord Italia.

Riscaldamenti accesi in gran parte del Nord Italia da domani, 15 ottobre 2026: come ogni anno, la data di accensione degli impianti termici cambia a seconda del clima di ogni Regione e delle temperature medie stagionali.

Si parte appunto il 15 ottobre, quando scatteranno i riscaldamenti domestici centralizzati nella zona climatica E, che comprende la maggior parte delle Regioni settentrionali e grandi città come Milano, Torino e Aosta. Gli impianti potranno restare accesi fino a un massimo di 14 ore giornaliere, con la temperatura all'interno degli edifici che dovrà essere di massimo 20 °C (con +2 °C di tolleranza).

Le accensioni proseguiranno in maniera graduale lungo lo Stivale fino al 1° dicembre 2026, quando anche la zona climatica A (che include ad esempio Lampedusa, Porto Empedocle) potrà attivare i riscaldamenti.

Quest'anno tuttavia, diversi Comuni hanno scelto di posticipare la data di accensione, approfittando delle temperature ancora sopra la media stagionale per ridurre i consumi energetici e le conseguenti emissioni. Tra le eccezioni ci sono, ad esempio, i Comuni di Monza, Bergamo e Brescia, così come le zone di pianura in Emilia-Romagna. A Milano, invece, dal 15 al 30 ottobre gli impianti potranno funzionare solo per 8 ore al giorno.

Dove verranno accesi dal 15 ottobre e le eccezioni del 2026

Da domani 15 ottobre scatteranno i riscaldamenti nella zona climatica E, di fatto la più popolosa con circa 4.000 comuni coinvolti e quasi tutti i grandi centri urbani del Nord.

Come accennato, per la stagione 2026/2027 alcuni Comuni hanno però disposto una proroga dell'accensione, così da poter ridurre consumi ed emissioni. Di seguito la lista completa delle eccezioni:

  • Comune di Monza, accensione posticipata al 22 ottobre;
  • Comune di Brescia, accensione posticipata al 22 ottobre;
  • Comune di Bergamo, accensione posticipata al 22 ottobre;
  • Comuni di Corsico e Buccinasco (in provincia di Milano), accensione posticipata al 22 ottobre;
  • Comune di Bologna, accensione posticipata al 1° novembre;
  • Comune di Venezia, accensione posticipata al 1° novembre solo per edifici pubblici, uffici, negozi e attività commerciali.
  • Zone di pianura dell'Emilia-Romagna, accensione posticipata al 1° novembre.

Tra l'altro, in molti di questi casi, viene anticipata anche la data di spegnimento (teoricamente prevista il 15 aprile) in periodi compresi tra l'8 e il 12 aprile 2027.

I limiti di orari e temperatura

La normativa vigente (il Decreto del Presidente della Repubblica n.412 del 1993) oltre a suddividere l'Italia in 6 diverse zone climatiche in base alle temperature medie stagionali, stabilisce anche il numero di ore di funzionamento e la temperatura massima all'interno degli edifici.

Il Decreto prevede infatti che, nella zona climatica E, i riscaldamenti possano essere utilizzati fino a un massimo di 14 ore giornaliere. All'interno degli edifici residenziali, invece, la temperatura massima consentita è di 20 °C (+2 °C di tolleranza).

Attenzione, però, perché anche in questo caso i Comuni o le Regioni possono adottare criteri più restrittivi. Ad esempio, per il Comune di Milano:

  • Dal 15 al 30 ottobre i riscaldamenti potranno funzionare per massimo 8 ore al giorno, tra le 05:00 e le 23:00. Dal 31 ottobre 2026 al 15 aprile 2027, per un massimo di 13 ore al giorno, sempre nella stessa fascia oraria.

Per tutta la Regione Lombardia, invece:

  • La temperatura massima consentita per gli edifici residenziali è di 19 °C (+2 °C di tolleranza), ridotta di 1 grado rispetto ai 20 °C previsti per legge. Per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e simili il limite rimane invece invariato a 18 °C (+2 °C di tolleranza). Sono esclusi ospedali, cliniche o case di riposo, gli asili nido e le scuole dell’infanzia.
Fonti:
Comune di Milano Comune di Brescia Comune di Bergamo
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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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