
Quale percorso seguì Annibale per attraversare le Alpi nel 218 a.C.? La domanda accompagna gli storici da millenni, e continua a suscitare dibattiti. Un nuovo studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, condotto da Emilio Berti dell'Università di Jena, in Germania e da Fritz Vollrath dell'Università di Oxford, nel Regno Unito, affronta il problema da una prospettiva inedita, il costo energetico sostenuto dall'esercito cartaginese durante la traversata, rivelando che solo il valico del Colle delle Traversette avrebbe permesso al generale cartaginese di portare in Italia 37 elefanti.
Gli autori hanno sviluppato un modello biomeccanico per stimare l'energia necessaria a uomini, cavalli ed elefanti nell'affrontare i principali valichi alpini proposti nel corso degli anni dagli studiosi. L'analisi ha preso in considerazione fattori come pendenza, distanza, altitudine e massa degli animali, valutando quanto ciascun itinerario avrebbe inciso sulle riserve energetiche dell'esercito. I risultati indicano che il Colle delle Traversette, nelle Alpi Cozie tra Francia e Italia, rappresenta il percorso più compatibile con una spedizione di quelle dimensioni. Secondo i calcoli, la traversata lungo questo valico avrebbe richiesto un dispendio energetico compreso tra l'11 e il 19% inferiore rispetto agli altri itinerari analizzati, rendendolo la scelta più efficiente dal punto di vista fisiologico.

Uno degli aspetti più interessanti dello studio riguarda gli elefanti, protagonisti della celebre impresa di Annibale. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, i modelli mostrano come questi animali avrebbero affrontato la traversata in condizioni relativamente migliori rispetto ai soldati. Grazie alle loro consistenti riserve di grasso corporeo e all'efficienza della locomozione quadrupede, gli elefanti avrebbero consumato solo una piccola parte delle proprie riserve energetiche, mentre i fanti avrebbero subito uno sforzo proporzionalmente molto più elevato. Questo non significa che l'attraversamento sia stato semplice. Le fonti antiche descrivono condizioni climatiche difficili, terreni impervi e numerose perdite tra uomini e animali. Tuttavia, secondo gli autori, il fattore limitante non sarebbe stato rappresentato dagli elefanti, bensì dalla capacità dell'esercito cartaginese di sostenere una marcia tanto impegnativa in ambiente montano.
Lo studio non pretende affatto di risolvere definitivamente il dibattito sul percorso seguito da Annibale, ma introduce un nuovo criterio quantitativo nella discussione. Integrando dati storici, topografici e biomeccanici, i ricercatori hanno dimostrato come l'analisi del consumo energetico possa contribuire a valutare la plausibilità dei diversi itinerari. La ricerca rappresenta dunque un primo esempio di approccio interdisciplinare applicato alla storia antica. L'unione tra archeologia, fisiologia animale e modellizzazione matematica offre infatti nuovi strumenti per affrontare questioni storiche ancora aperte, affiancando alle tradizionali fonti letterarie e archeologiche i dati ricavati dalle moderne scienze biologiche.