
La Vela Rossa di Scampia (Napoli) è crollata parzialmente nel corso della notte: la struttura, in realtà, era già in fase di demolizione e si trovava quindi disabitata, il che ha permesso di evitare feriti. Alcuni detriti, però, sono caduti a ridosso di un condominio adiacente (situato in via Gioberti): la Protezione Civile della Regione Campania ha quindi stabilito l'evacuazione di 47 famiglie in via precauzionale, che questa mattina stanno gradualmente facendo rientro nelle loro abitazioni.
Nel frattempo è stata allestita una zona di accoglienza temporanea con delle torri faro, dopo che il cedimento di una cabina elettrica (colpita da alcuni detriti) ha lasciato al buio il quartiere.
L'incidente, verificatosi poco dopo le 23 di ieri, 19 maggio, avviene a meno di due anni dal crollo della Vela Celeste, che aveva provocato 3 morti, 13 feriti e 800 sfollati, accelerando i lavori per la demolizione della Vela Gialla e di quella Rossa, iniziati per quest'ultima il 17 dicembre 2025.
Cosa è successo nella notte alla Vela Rossa di Scampia
Secondo le prime informazioni, il crollo sarebbe stato causato dal cedimento del vano ascensori: i residenti della zona hanno riportato di aver sentito un forte boato, simile a quello di un terremoto o di un'esplosione, poco dopo le 23 di ieri 19 maggio. Sul luogo sono subito intervenuti i Vigili del Fuoco e il personale sanitario, che hanno escluso la presenza di persone sotto le macerie. Nel frattempo, hanno evacuato gli inquilini dell'edificio adiacente, situato in via Gioberti.
L’assessora alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, ha appena confermato tramite un post su Facebook che «stanno progressivamente facendo ritorno nelle proprie abitazioni i cittadini di Scampia appartenenti ai 47 nuclei familiari sgomberati ieri in via precauzionale a seguito del crollo verificatosi alla Vela Rossa. Al momento, restano temporaneamente fuori casa solo alcune persone residenti nella scala F, per un totale di 49 persone di cui 31 adulti e 18 ragazzi».
Una parte dei cittadini, infatti, era stata allontanata solo per l’assenza di energia elettrica causata dal danneggiamento di una cabina elettrica ed è quindi rientrata subito nelle proprie abitazioni. Altri residenti, invece, dovranno attendere ancora alcune ore, non potendo accedere in sicurezza alle abitazioni a causa delle macerie che ingombrano l’ingresso del fabbricato.
L'assessora Zabatta ha comunque ribadito che «il sistema regionale di Protezione civile si è immediatamente attivato per garantire assistenza alla popolazione per tutta la notte», predisponendo «6 gazebo grandi e 6 piccoli, 14 kit led con relativo materiale elettrico, 150 sedie, 10 tavoli pieghevoli, 50 coperte, una torre faro, un generatore carrellato, un generatore di piccole dimensioni, oltre ad acqua potabile e generi di prima necessità».
I lavori per la demolizione della Vela Rossa: il progetto ReStart
Come accennato, la Vela Rossa (anche nota come Vela D) era già in fase di demolizione dal 17 dicembre 2025, un'operazione iniziata con lo sgombero degli ultimi 11 nuclei familiari. L'intervento segue lo stesso schema già adottato per la Vela Gialla: prima lo sgombero degli inquilini ancora residenti, poi le lavorazioni preliminari e infine l'abbattimento della struttura portante in calcestruzzo armato. Nel caso della Vela Rossa, l'edificio contava 239 unità immobiliari e 98 garage/depositi, con 105 unità abitative occupate.

La demolizione delle Vele di Scampia fa parte del progetto ReStart, avviato dal Comune di Napoli con l'obiettivo di rigenerare l'intera area. Il piano prevede la demolizione delle strutture fatiscenti, la costruzione di nuovi edifici residenziali, la realizzazione di spazi pubblici e servizi e la riqualificazione del costruito esistente, come nel caso della Vela Celeste, che non verrà abbattuta ma ristrutturata.
Il progetto è finanziato con 159 milioni di euro, in parte provenienti dai fondi PNRR, si articola in tre fasi e dovrebbe terminare intorno al 2027, con l'obiettivo di realizzare 433 nuovi alloggi a efficienza energetica autonoma.