
È piccola, quasi nera e spunta tra le foglie morte di una foresta montana thailandese. Thismia daemona, soprannominata “fiore del diavolo” per l’aspetto scuro e le tre appendici simili a corna, è una nuova specie descritta da un gruppo di ricercatori thailandesi. La sua particolarità non è soltanto estetica, infatti, non possiede clorofilla, e di conseguenza non ricava energia dalla luce e non produce il proprio nutrimento attraverso la fotosintesi. Ottiene invece carbonio e altre sostanze nutritive dai funghi presenti nel suolo. L’analisi della forma e del DNA hanno permesso di distinguerla dalle specie conosciute, ma la scoperta è accompagnata dal fatto che finora ne è stata individuata una sola popolazione, nella quale sono noti meno di 50 individui.
Una pianta nascosta nel sottobosco thailandese
I ricercatori hanno raccolto due esemplari nel maggio 2025 all’interno del Parco nazionale di Thong Pha Phum, nella provincia di Kanchanaburi, nella Thailandia occidentale. Crescevano all’ombra, tra la lettiera di foglie e piccoli bambù, a circa 930–970 metri di altitudine. Il ritrovamento è insolito anche per il luogo. Le specie del genere Thismia sono generalmente associate a foreste pluviali costantemente umide e poste a quote inferiori; Thismia daemona è stata trovata invece in una foresta montana stagionale, quasi a 1.000 metri. Secondo gli autori, questo suggerisce che queste piante potrebbero tollerare ambienti più vari di quanto si pensasse. Individuarle, del resto, non è semplice. Le Thismia compaiono sopra il terreno soltanto per un breve periodo, durante la fioritura e la produzione dei frutti. Il genere comprende circa 120 specie riconosciute, concentrate soprattutto nel Sud-est asiatico. Con Thismia daemona, quelle segnalate in Thailandia passano da 15 a 16.

Un fiore scuro con tre “corna” e parti arancio-rosse
Compreso il fiore, la pianta può raggiungere 125 millimetri di altezza. Le radici, chiare e ricoperte di peli, hanno una forma che ricorda il corallo. Il fiore è quasi nero, con parti esterne carnose di colore arancio-rossastro, sei strutture interne azzurre e traslucide e tre appendici sottili lunghe 18–23 millimetri. Proprio l’aspetto ha ispirato il nome scientifico. L’epiteto daemona richiama la somiglianza con una figura diabolica, dovuta alle parti arancio scuro e alle appendici simili a corna.

Come vive senza fotosintesi
La maggior parte delle piante contiene clorofilla, il pigmento verde che assorbe l’energia luminosa impiegata nella fotosintesi per produrre nutrimento. Thismia daemona, invece, è priva di clorofilla e non può usare questo processo. La pianta ricava, invece, il carbonio e gli altri nutrienti di cui necessita dai funghi del terreno. Questa strategia prende il nome di micoeterotrofia. Proprio grazie a questo adattamento, trascorre gran parte della propria esistenza nascosta sotto la lettiera e affiora per fiorire e formare i frutti.
Forma e DNA confermano la nuova specie
Per capire se si trattasse davvero di una specie nuova, gli studiosi hanno seguito due strade. Prima hanno esaminato al microscopio stereoscopico e con fotografie ad alta risoluzione esemplari vivi e conservati in etanolo al 70%, confrontandone i caratteri con le descrizioni scientifiche delle altre specie del gruppo.
Poi hanno analizzato il DNA di un esemplare, studiandone cinque regioni: tre appartenenti al DNA nucleare, e due a quello mitocondriale. L’analisi filogenetica, cioè la ricostruzione delle relazioni di parentela, ha incluso complessivamente 27 accessioni riferite a 24 specie di Thismia. In questo caso, per accessioni si intendono gli esemplari o i record genetici inseriti nel confronto. Due diversi metodi di analisi hanno restituito lo stesso schema generale delle relazioni.
I risultati collocano Thismia daemona nella sezione Geomitra e indicano la Thismia betung-kerihunensis, specie del Borneo, come parente conosciuta più vicina. Gli autori precisano però che questa relazione è stata ricavata dal campione limitato di DNA studiato. Le due si distinguono anche a vista: il nuovo fiore è nerastro, con parti esterne spesse e arancio-rossastre, mentre quello di Thismia betung-kerihunensis è verde-azzurro e possiede parti esterne sottili. Il confronto della forma ha mostrato invece una maggiore somiglianza con Thismia limkokthayi, della Malaysia peninsulare. Thismia daemona se ne separa per una combinazione di caratteristiche, tra cui la superficie irregolare della struttura a cupola, le barre e il reticolo all’interno del tubo del fiore e le strutture interne azzurre e traslucide. Prima della scoperta, le specie della sezione Geomitra erano state registrate soltanto nella Malaysia peninsulare, nel Borneo e a Sumatra. Il ritrovamento nella Thailandia occidentale ne estende quindi verso nord l’area conosciuta.
Esistono meno di 50 individui conosciuti
La nuova specie è nota in una sola località e in una sola popolazione, e gli individui conosciuti sono meno di 50. Poiché è stata localizzata in un unico punto noto, gli autori non hanno potuto calcolare l’estensione complessiva della sua distribuzione, ma hanno registrato un'Area di Occupazione (AOO) formale, basandosi sui criteri dell'IUCN, di 4 km2. Nonostante ciò, lo studio chiarisce che l'area di diffusione reale è molto più piccola.
Il sito si trova in un parco nazionale protetto, ma è frequentato regolarmente dai turisti. Il passaggio delle persone potrebbe calpestare le piante o disturbare il delicato ambiente forestale dal quale dipendono insieme ai funghi del suolo. Per queste ragioni i ricercatori hanno assegnato in via preliminare a Thismia daemona la categoria “in pericolo critico” secondo i criteri IUCN. Non si tratta, però, di un ingresso formale nella Lista rossa, ma è la valutazione proposta nello studio.