
Ad Awunbarna, nel nord-ovest della Terra di Arnhem, nell'estremo nord dell'Australia, un nuovo studio ha documentato una concentrazione eccezionale di grandi pitture rupestri, in particolare raffigurazioni del Serpente Arcobaleno, una delle principali figure ancestrali delle tradizioni aborigene della regione. La ricerca è stata basata sullo studio di 165 siti di arte rupestre e ha permesso di individuare 29 raffigurazioni del Serpente Arcobaleno in 21 siti, 20 delle quali attribuibili al periodo successivo al contatto con gli europei (XVIII-XIX secolo). Lo studio, pubblicato su Australian Archaeology, ha come capofila Paul S.C Taçon, della Griffith University.
Il dato è particolarmente significativo perché Awunbarna presenta una concentrazione di queste immagini senza paragoni nel resto dell’Arnhem Land occidentale. Il più grande Serpente Arcobaleno individuato misura 6,88 metri seguendo la curvatura del corpo. Le figure non sono però semplici rappresentazioni di serpenti: alcune combinano caratteristiche di diversi animali, con teste simili a quelle di coccodrilli o mammiferi, pinne, code appuntite e dettagli anatomici interni.

La tradizione del Serpente Arcobaleno è molto più antica delle pitture recenti. Raffigurazioni di questo essere sono presenti nell’arte rupestre della Terra di Arnehm da oltre 6.000 anni, mentre alcune delle fasi più antiche dell’arte della regione risalgono a oltre 10.000 anni fa. Nelle tradizioni locali il Serpente Arcobaleno è un Essere Ancestrale associato alla creazione e alla trasformazione del paesaggio, all’acqua e a eventi di distruzione; le sue storie continuano a essere trasmesse dalle comunità aborigene.

L'aspetto più interessante dello studio riguarda però il momento in cui queste immagini divennero particolarmente frequenti e monumentali. La maggior parte dei grandi Serpenti Arcobaleno di Awunbarna sembra infatti risalire agli ultimi secoli, dopo l'inizio del contatto con gli europei, tra il XVIII e il XIX secolo.
Gli archeologi interpretano questo fenomeno come una risposta ai profondi cambiamenti culturali e territoriali provocati dall'arrivo degli stranieri. La scelta di rappresentare in dimensioni eccezionali gli esseri ancestrali e gli animali della tradizione avrebbe potuto costituire un modo per riaffermare il legame con il territorio, la continuità delle conoscenze e l'autorità culturale delle comunità aborigene in una fase di forte trasformazione.

Le pitture non sono inoltre isolate dal contesto culturale. In alcuni casi sono state realizzate sopra o accanto a raffigurazioni di soggetti introdotti dagli europei, come navi, cavalli e armi. La loro presenza suggerisce quindi una scelta deliberata: accanto alle novità portate dal mondo esterno, gli artisti continuarono a utilizzare immagini legate alla cosmologia e alle tradizioni locali.
Le grandi dimensioni avrebbero inoltre reso queste raffigurazioni particolarmente adatte alla trasmissione delle conoscenze durante le visite ai siti e all'insegnamento intergenerazionale. Il progetto ha documentato anche altri soggetti eccezionali, tra cui l'unica grande raffigurazione di una balena conosciuta nella Terra di Arnhem, lunga oltre due metri, e un gigantesco personaggio maschile alto circa 2,1 metri. Ancora più insolito è un grande geoglifo a forma di Serpente Arcobaleno, realizzato disponendo blocchi e pietre su un'area di circa 38 × 37 metri.

Nel complesso, la ricerca mostra quindi come l'arte rupestre di Awunbarna non sia soltanto una testimonianza del passato remoto, ma anche un mezzo attraverso cui le comunità aborigene hanno interpretato e affrontato il cambiamento storico. L'esplosione delle grandi raffigurazioni durante il periodo del contatto europeo potrebbe essere letta proprio come una forma di riaffermazione della cultura e dei rapporti con il territorio in un'epoca di profonde trasformazioni.
