
Nelle fitte foreste pluviali della Repubblica Democratica del Congo, tra il fiume Lomami e il fiume Lualaba, è stata confermata la scoperta di una nuova specie di primate: il Colobus congoensis, noto alle popolazioni locali come "Likweli". Descritta sulla rivista PLOS One dopo una serie di elusivi avvistamenti nel Parco Nazionale del Lomami iniziati nel 2008, questa scimmia di piccola taglia si distingue per un folto mantello nero, una peculiare "maschera" facciale dai toni crema-arancio e una vistosa macchia bianca perianale. Le analisi morfologiche, acustiche e del DNA hanno dimostrato che si tratta di una specie a sé stante, lontana "cugina" del colobo nero (C. satanas). È solo la quinta nuova scimmia africana scoperta negli ultimi 75 anni, ma rischia di scomparire prima ancora di essere conosciuta a fondo: gli scienziati ne chiedono l'inserimento immediato tra le specie "In pericolo" (Endangered) a causa del suo ridottissimo areale (circa 1.700 km²), minacciato quotidianamente dalla rapida deforestazione e dal bracconaggio.
Il Colobus congoensis: aspetto e differenze con le altre specie
Il Likweli è una scimmia colobo di piccola taglia, con una lunga coda e un pelo completamente nero che sulle spalle forma quasi un mantello lucido. Intorno alla bocca, sul labbro superiore e sul filtro nasale spicca una macchia di pelle glabra color crema-arancio, incorniciata da zigomi grigio scuro e da un cerchio nero attorno agli occhi, che dà al muso un aspetto quasi mascherato. A completare il quadro, una vistosa chiazza perianale bianca (più pelosa nei maschi, glabra nelle femmine) che in natura non si ritrova con questa estensione in nessun'altra specie del genere Colobus.

Il lavoro dei ricercatori – guidati da John Hart della Lukuru Wildlife Research Foundation e Kate Detwiler della Florida Atlantic University – non si è fermato all'aspetto esteriore. Confrontando cranio, denti e DNA mitocondriale di tre esemplari con quelli di altre 13 specie di colobini africani, il team ha potuto collocare con precisione il Likweli sull'albero genealogico dei primati: il suo parente più stretto è il Colobus satanas (il colobo nero, endemico dell'Africa centro-occidentale). La loro linea evolutiva si è divisa tra i 4 e i 5 milioni di anni fa, e oggi i territori in cui vivono le due specie sono separati da oltre 1.200 km.
Anche il richiamo vocale rimanda a questa specie: i ruggiti del Likweli condividono con quelli del C. satanas un ritmo di impulsi rapido e la modulazione di frequenza, tratti assenti in tutte le altre specie di colobo. Ma nel dettaglio acustico (durata, timbro, sequenza dei richiami secondari) restano comunque distinguibili.

L'habitat del "Likweli" e i primi avvistamenti nel parco del Lomami in Congo
Il Likweli vive esclusivamente nella fascia di foresta pluviale compresa tra il fiume Lomami e il fiume Lualaba (il tratto superiore del RDC), nella provincia di Tshopo, all'interno e nei dintorni del Parco Nazionale del Lomami. Predilige in particolare le foreste alte e chiuse su terreni argillosi, mentre evita le zone di savana sabbiosa o soggette a inondazioni stagionali.
Il primo indizio della loro esistenza risale al 2008, quando i conservazionisti della Lukuru Wildlife Research Foundation fotografarono per caso, tra le fronde più alte della foresta, una scimmia che non corrispondeva a nessuna specie conosciuta nella zona. Bisogna aspettare il novembre 2018 perché Jean Pierre Kapale, durante una pattuglia di sorveglianza, fotografi di nuovo l'animale. Nei dieci mesi successivi il suo team lo documenta altre sette volte, e confrontando le foto del 2008 e del 2018 si conferma che si tratta della stessa specie, mai descritta prima.
Tra il 2018 e il 2022 i ricercatori totalizzano 114 osservazioni sul campo in un'area di circa 1.700 km². Gli animali vengono avvistati soprattutto in piccoli gruppi (in media 6 individui) e spesso in associazione con altre specie di scimmie, un comportamento di socialità mista piuttosto comune tra i primati della zona. Curiosamente, la specie è quasi sconosciuta anche alle comunità locali che vivono ai confini del suo areale. I due nomi con cui viene chiamata riflettono proprio questa elusività: Likweli, datogli dal popolo Balanga, e kasaba nkoni ("lo scuoti-rami"), usato dalle comunità Mituku.

Perché la nuova specie di scimmia africana è in pericolo
Il Colobus congoensis è solo la quinta nuova specie di scimmia africana descritta negli ultimi 75 anni, un evento raro in un'epoca in cui gran parte della biodiversità dei grandi mammiferi si considerava già mappata.
Ma la buona notizia della scoperta porta con sé una cattiva notizia sulla conservazione. I ricercatori propongono di classificare la specie come "Endangered" (in pericolo) nella Lista Rossa IUCN, per una combinazione di fattori tutti documentati nello studio: un areale estremamente ristretto (circa 1.700 km², contro i 60.000 km² tipici delle altre specie di Colobus), popolazioni numericamente scarse e disperse, e minacce crescenti legate alla deforestazione e alla pressione venatoria. Solo nella provincia di Tshopo, che ospita gran parte del suo territorio, la perdita di foresta primaria è stimata al 4% annuo, mentre la popolazione umana della Repubblica Democratica del Congo cresce a un ritmo del 3,2% annuo con conseguente espansione di caccia, pesca e agricoltura itinerante proprio nelle zone cuscinetto del parco. Proprio per questo, secondo gli autori dello studio, la protezione effettiva del Parco Nazionale del Lomami rappresenta oggi la misura più urgente per garantire la sopravvivenza del Likweli.