L'Infernogallus jamesi – chiamato comunemente "pollo infernale" – è un genere estinto di dinosauro teropode oviraptorosauro appartenente alla famiglia dei Caenagnathidae, vissuto nel Cretaceo superiore (tra i 100 e i 66 milioni di anni fa) negli stessi ambienti di giganti iconici come il Tyrannosaurus rex, il Triceratops e l'Ankylosaurus.
Grande all'incirca quanto un tacchino (o un grosso pappagallo), lungo circa 1,5 metri e con un peso medio stimato tra i 9 e i 15 chilogrammi (in media 12 kg), questo piccolo dinosauro potrebbe chiarire il legame evolutivo tra i teropodi erbivori e la diffusione delle piante da fiore (angiosperme).
Questa nuova specie è stata descritta in uno studio guidato da Gregory F. Funston della Stony Brook University (New York) pubblicato su Nature.

L'esemplare oggetto dello studio morfologico e tassonomico è stato rinvenuto nella Hell Creek Formation, uno dei depositi fossiliferi più importanti degli Stati Uniti, essenziale per lo studio della fauna del Cretaceo Superiore. L'elemento più importante della ricerca, è il cranio dell'animale, quasi completo e articolato. Si tratta del primo rinvenuto in queste ottime condizioni di conservazione per il gruppo. La sua anatomia ha permesso agli studiosi di ricostruire l'organizzazione dei muscoli responsabili dei movimenti mandibolari, individuando caratteristiche insolite rispetto agli altri teropodi non aviani. La disposizione della muscolatura avrebbe consentito alla mandibola di muoversi prevalentemente in senso antero-posteriore, cioè avanti e indietro, anziché limitarsi al movimento verticale tipico di molti dinosauri.

Questa particolare meccanica permetteva una lavorazione prolungata del cibo all'interno della bocca. Le creste e le scanalature presenti sulle superfici di contatto delle ossa mandibolari potevano combaciare durante il movimento, contribuendo a schiacciare e trattare alimenti morbidi.
Una configurazione simile, sviluppatasi indipendentemente nel corso dell'evoluzione, si osserva oggi in alcuni pappagalli specializzati nel consumo di frutti. Va detto che i caenagnatidi rappresentano uno dei gruppi di teropodi non aviani che condivide più tratti in comune con i teropodi aviani, gli uccelli.
Sulla base di queste caratteristiche, gli autori interpretano i caenagnatidi come erbivori altamente specializzati, la cui alimentazione sarebbe stata costituita in larga parte da frutti carnosi prodotti dalle angiosperme, le piante da fiore. Questa divisione delle piante si diffuse molto durante il Cretaceo.
Le angiosperme (e i loro frutti) aumentarono progressivamente di dimensioni e varietà durante il Cretaceo, parallelamente alla diversificazione degli oviraptorosauri, che probabilmente ne erano ghiotti consumatori.
La ricerca individua così uno dei candidati più convincenti per documentare l'adattamento dei dinosauri a una dieta basata sui frutti delle piante da fiore.
Rimane tuttavia da chiarire quale ruolo questi animali abbiano avuto nella diffusione delle angiosperme durante il Cretaceo superiore e, più in generale, nell'evoluzione degli ecosistemi vegetali che avrebbero caratterizzato il successivo Cenozoico. Al momento, infatti, non ci sono elementi sufficienti per ipotizzare che che gli oviraptosauri abbiano svolto un ruolo attivo nella proliferazione delle angiosperme (defecando e diffondendo i semi), come accade invece per altri animali.
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