
Un carro in bronzo senza confronti nella Penisola Iberica, ceramiche greche, avori orientali e un vaso in alabastro di origine egiziana. Sono alcuni dei reperti emersi durante l'ottava campagna di scavi nel sito di Casas del Turuñuelo, in Estremadura, nella Spagna sudoccidentale, che offrono nuove informazioni sui rapporti tra la civiltà di Tartesso e le grandi culture del Mediterraneo nel V secolo a.C.
La civiltà tartessica è stata una delle più importanti della Spagna protostorica, ossia prima dell'arrivo dei Fenici, dei Cartaginesi e dei Romani. I Tartessi diedero vita a una civiltà raffinata e complessa, che gestiva una rete commerciale che si dipartiva lungo tutto il Mediterraneo. La scoperta, annunciata dall'Instituto de Arqueología de Mérida (CSIC-Junta de Extremadura) nell'ambito del progetto Construyendo Tarteso, riguarda un edificio monumentale già noto per gli eccezionali ritrovamenti degli ultimi anni, tra cui il celebre sacrificio rituale di decine di animali e le prime raffigurazioni di volti umani attribuite alla cultura tartessica.

Il reperto più significativo della nuova campagna è un carro in bronzo conservato in modo straordinario. Gli archeologi lo interpretano come un oggetto destinato a contesti cerimoniali o di prestigio, piuttosto che a un impiego quotidiano.
Si tratta di un manufatto senza confronti diretti nella Penisola Iberica: gli esempi più simili provengono infatti dall'Etruria, nell'Italia centrale, a conferma dei contatti che le élite tartessiche intrattenevano con altre regioni del Mediterraneo. Accanto al carro, a riprova di ciò, sono stati rinvenuti numerosi oggetti di importazione. Tra questi figurano ceramiche greche, avori di provenienza orientale e un vaso realizzato in alabastro egiziano.
L'insieme dei reperti testimonia l'arrivo, in seno alla realtà tartessica, di beni di lusso provenienti da aree molto distanti, probabilmente attraverso una fitta rete di scambi commerciali che collegava il sud della Penisola Iberica ai principali centri del Mediterraneo.

Secondo i ricercatori, questi ritrovamenti confermano il ruolo di Tartesso come protagonista delle rotte commerciali dell'epoca. Le comunità dell'estremo occidente mediterraneo non erano realtà isolate, ma partecipavano attivamente alla circolazione di merci, materie prime e manufatti di pregio. Gli oggetti rinvenuti a Casas del Turuñuelo rappresentano quindi non solo beni di lusso, ma anche indicatori delle relazioni economiche e culturali che caratterizzavano il Mediterraneo del V secolo a.C.
La campagna di scavo ha inoltre permesso di ampliare la conoscenza dell'edificio monumentale, che continua a restituire reperti di eccezionale interesse. Gli archeologi sottolineano come il sito costituisca un sito unico per comprendere gli ultimi decenni della civiltà tartessica, poco prima della sua scomparsa, dovuta verosimilmente all'ascesa commerciale dei centri fenici della costa.