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3 Luglio 2026
10:30

In Italia il primo impianto europeo per recuperare le terre rare dai magneti dei rifiuti elettronici

L'Italia si prepara a ospitare, a Ceccano (FR), il primo impianto industriale europeo in grado di estrarre e purificare le terre rare direttamente dai magneti dei rifiuti elettronici (RAEE). È il progetto europeo INSPIREE, guidato dall'azienda Itelyum, che promette di rivoluzionare la nostra economia circolare e ridurre la dipendenza strategica dalla Cina.

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In Italia il primo impianto europeo per recuperare le terre rare dai magneti dei rifiuti elettronici
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Le terre rare sono 17 elementi chimici fondamentali per le tecnologie del futuro, dalle auto elettriche agli smartphone. Poiché la Cina ne controlla quasi interamente l'estrazione e la lavorazione globale, l'Europa si trova in una condizione di forte dipendenza geopolitica. Per rispondere a questa sfida, l'Italia scende in campo con il progetto europeo INSPIREE: a Ceccano (Frosinone), presso lo stabilimento di Itelyum, sorgerà un impianto industriale all'avanguardia che utilizzerà una tecnologia innovativa brevettata dall'Università dell'Aquila per recuperare e purificare questi preziosi materiali direttamente dai magneti dei rifiuti elettronici (RAEE), avviando una vera e propria rivoluzione di economia circolare a chilometro zero.

Perché la transizione ecologica dipende dalle terre rare

Nonostante il nome possa trarre in inganno, le terre rare – un gruppo di 17 elementi chimici della tavola periodica, tra cui neodimio, disprosio, lantanio e ittrio – non sono poi così scarse nella crosta terrestre. Il vero problema è che si trovano in concentrazioni bassissime e mischiate ad altri minerali. Separarle richiede processi chimici complessi, costosi e, purtroppo, spesso altamente inquinanti. Eppure, senza di loro, la transizione ecologica si fermerebbe istantaneamente: sono i componenti chiave dei magneti permanenti usati nei motori delle auto elettriche e nelle turbine eoliche.

La risposta europea al dominio cinese sulle terre rare entro il 2030

Oggi più del 70% delle terre rare viene estratto in Cina, e la percentuale sale a oltre il 90% se parliamo della loro raffinazione e trasformazione in magneti finiti. Capite bene che se Pechino decidesse di chiudere i rubinetti dell'export, l'intera industria tecnologica e green europea finirebbe letteralmente in ginocchio. Per questo motivo l'Unione Europea, tramite il Critical Raw Materials Act, ha stabilito obiettivi chiarissimi: entro il 2030, almeno il 25% del fabbisogno europeo di materiali critici dovrà provenire dal riciclo. Ed è proprio qui che entra in gioco l'eccellenza italiana.

A confermare la portata epocale di questo passo è stata la viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Vannia Gava, che ha commentato con entusiasmo il via libera definitivo al progetto:

Con questa autorizzazione compiamo un passo strategico per il futuro industriale del Paese. Garantire l'approvvigionamento di materie prime critiche significa oggi rafforzare la nostra autonomia industriale, energetica e tecnologica. Il recupero delle terre rare dai RAEE è una sfida ambientale, ma anche una scelta di politica industriale che punta a ridurre le dipendenze esterne e a rendere l'Italia protagonista e competitiva.

Il progetto INSPIREE: Ceccano diventa la capitale del riciclo hi-tech

Questa straordinaria scommessa tecnologica ha un nome e un indirizzo ben precisi. Parliamo del progetto europeo INSPIREE – finanziato dal programma LIFE dell'Unione Europea – e la sua casa sarà a Ceccano, in provincia di Frosinone (Lazio). A guidare questa rivoluzione industriale è Itelyum, azienda italiana leader nell'economia circolare e nella rigenerazione dei rifiuti complessi, in collaborazione con un consorzio d'eccellenza che unisce attori pubblici e privati, tra cui il consorzio per i RAEE Erion, Glob Eco e l'Università degli Studi dell'Aquila. L'impianto di Ceccano, una volta a regime, sarà in grado di trattare fino a 2.000 tonnellate all'anno di magneti permanenti esausti, arrivando a recuperare circa 500 tonnellate di ossidi e sali di terre rare purissimi: cifre sufficienti a rimettere in circolo materiali per far funzionare milioni di nuovi dispositivi hi-tech e motori elettrici.

Il processo si basa su una tecnologia idrometallurgica innovativa brevettata proprio dall'Università dell'Aquila:

  • Smantellamento e selezione: i magneti permanenti vengono della scheda elettronica separati dai vecchi dispositivi ed elettrodomestici.
  • Trattamento idrometallurgico: i magneti vengono trattati con speciali soluzioni acide organiche a basso impatto ambientale. La cosa incredibile? Queste soluzioni chimiche possono essere riutilizzate fino a 5 volte, riducendo al minimo gli sprechi di solventi.
  • Purificazione: gli elementi di terre rare vengono fatti precipitare sotto forma di sali ed isolati dagli altri metalli – come ferro o boro – con un livello di purezza altissimo, pronti per essere fusi in nuovi magneti.

I vantaggi del riciclo delle terre rare in Italia

Recuperare le terre rare direttamente sul territorio nazionale, come avverrà a Ceccano, porta con sé vantaggi straordinari che vanno ben oltre il semplice riciclo. Dal punto di vista ecologico, questo innovativo processo idrometallurgico riduce drasticamente i consumi energetici e le emissioni di gas serra rispetto alle devastanti attività estrattive tradizionali in miniera. Ma la vera rivoluzione è strategica: riducendo la nostra dipendenza da paesi terzi come la Cina, blindiamo la filiera tecnologica europea e creiamo ricchezza a chilometro zero, trasformando un rifiuto elettronico complesso in "oro verde" pronto a ritornare sul mercato globale. Con il progetto INSPIREE e lo stabilimento Itelyum di Ceccano, l'Italia dimostra dunque che la transizione ecologica e tecnologica non si fa solo a parole, ma si costruisce un grammo alla volta, recuperando il nostro domani direttamente da ciò che credevamo fosse da buttare.

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