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19 Aprile 2026
16:30

Si dice “macchina per scrivere” o “macchina da scrivere”: quando vanno usate le due preposizioni

Tecnicamente, "per" si usa quando dobbiamo indicare lo scopo di un oggetto, mentre "da" l'uso che dev'essere compiuto su un oggetto. Quindi, "macchina per scrivere" sarebbe la forma corretta, anche se "macchina da scrivere" è ormai pienamente entrato nell'uso comune.

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Si dice “macchina per scrivere” o “macchina da scrivere”: quando vanno usate le due preposizioni
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A non tutti forse è capitato di imbattersi in un oggetto ormai considerato “vintage”: nata alla fine del Diciannovesimo secolo, la macchina per scrivere è a modo suo l’antenata del computer, capolavoro di ingegneria che ha rivoluzionato la società, rendendo possibile la scrittura veloce e di precisione e facendo anche la storia in Italia, grazie a Camillo Olivetti e poi al figlio Adriano.

In ogni caso, anche se non ne avete avuta una tra le mani, ne avrete tutti sentito parlare… quasi sicuramente come “macchina da scrivere”. Esiste però un’altra forma grammaticale, “macchina per scrivere”, che sulla carta dovrebbe essere più corretta, anche se nel linguaggio comune in pochi la usano. In questo articolo vi spieghiamo se utilizzare la preposizione per o la preposizione da e quanto le due forme siano più o meno diffuse.

Il caso Olivetti: un cambio di rotta storico

Tornando a Olivetti e attingendo alla sua storia, l’azienda è stata costituita nel 1908 come “prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere”. Tuttavia, secondo l’Accademia della Crusca, massimo riferimento per la lingua italiana, che ha ricostruito l’utilizzo nel corso della storia di queste forme, entrambe sono legittime in quanto sono state entrambe impiegate da autori, giornalisti e scrittori.

All’interno della storia della letteratura l'Accademia della Crusca riporta come Umberto Eco prediliga “macchina per scrivere” all’interno de Il cimitero di Praga (2010), così come Alberto Moravia in Una cosa è una cosa (1967), mentre Luigi Pirandello e Italo Svevo preferiscono la forma “macchina da scrivere”.

"Macchina da scrivere" viene riportata da molti vocabolari come variante accettata, ma anche come principale o unica. Il dizionario Treccani riporta la forma “macchina per (o, più comunemente, da) scrivere”. In generale i dizionari italiani accettano entrambe le forme: lo Zingarelli “macchina per o da scrivere”, il GRADIT “macchina da, per scrivere”, il Sabatini-Coletti, “macchina per (o da) scrivere” mentre il Devoto-Oli sceglie l’opzione da, senza alternative.

Da dove nasce il dilemma tra “da” e “per”

In italiano, la preposizione corretta da utilizzare quando si vuole indicare a che cosa serve un oggetto attraverso un verbo all'infinito è solitamente per, con la struttura "oggetto + per + infinito". Secondo questa regola, quindi, dovremmo utilizzare le forme “macchina per scrivere”. Lo stesso vale per “gomma per cancellare” – che molti chiamano nel linguaggio corrente “da cancellare” –, per “l’ago per cucire” e così via.  La preposizione per qui indica infatti scopo o destinazione: quella macchina esiste allo scopo di scrivere, quella gomma serve allo scopo di cancellare.

Quando la nostra intenzione è quella di usare la forma passiva, possiamo impiegare la preposizione da. Per esempio, “caffè da macinare”, cioè “che deve o può essere macinato”. Seguendo questa regola, quindi, dire “macchina da scrivere” corrisponderebbe alla “macchina che deve o può essere scritta”. In realtà la preposizione da è polifunzionale e come tutte le preposizioni serve a esprimere diversi significati: tra questi, quando è seguita da verbo all’infinito, non esclusivamente quello passivo, ma anche quello di fine o scopo, la destinazione dell’oggetto di cui si parla e l’uso a cui è adibito, come nel caso di “macchina da scrivere”, “gomma da cancellare”, etc. Certo, è più comune, nell’uso, che accada quando abbiamo da + sostantivo, come nel caso di “scarpe da corsa”, “sala da ballo”, “pallone da calcio” e così via.

E quindi, quale forma è la più corretta? La conclusione dell'Accademia della Crusca è che "forme come macchina da scrivere o da cucire sono, oggi, residui cristallizzati di un costrutto che era certo molto più produttivo in passato, ma ciò non toglie loro il diritto di stare e restare nel vocabolario dell’italiano". Dunque, macchina per cucire sarebbe più corretto, ma l'uso, come spesso accade, ha legittimato la sua alternativa.

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