Stella polare

Che navigatori saremmo stati se non conoscessimo la Stella Polare? Il suo nome è Polaris (o Alpha Ursae Minoris) ed è la stella è la più luminosa della costellazione dell'Orsa Minore; è stata, per secoli, un punto di riferimento per i marinai di tutto il mondo, perché ha permesso e permette tutt'oggi di individuare il Nord e orientarsi in mare aperto durante la notte. Ma voi sapete come trovarla? E sapete che tra qualche migliaio di anni cambierà?

Cosa rende la stella polare un punto di riferimento?

La Stella Polare può dunque essere utilizzata per orientarsi, ma perché? Il motivo non ha a che fare né con la luminosità, né con la grandezza della stella, ma con la sua posizione rispetto al nostro pianeta.
Per essere considerata un riferimento, una stella cosiddetta "polare" deve essere un astro visibile a occhio nudo e dev'essere allineato con il prolungamento immaginario dell'asse di rotazione di un pianeta (guarda disegno in basso). Da questa definizione possiamo capire che di stelle polari ce ne sono indicativamente due per ogni pianeta: una che punta al Polo Nord e una che punta al Polo Sud.

stella polare
in foto: Allineamento della stella polare rispetto alla Terra – Illustrazione di Geopop (Nicole Pillepich)

Nel caso della Terra non esiste una stella polare nell'emisfero australe – la porzione del globo che si trova a sud dell'equatore – o meglio, ci sono molte stelle in linea con l'asse ma non ne esiste una abbastanza luminosa da poter essere utilizzata come riferimento.
Potremmo quindi dire che esiste una sola stella polare terrestre, che è quella che segna il Nord. Per la precisione, indica il Nord celeste, cioè l’ideale prolungamento nel cielo dell’asse di rotazione terrestre.

astrolabio
in foto: Antico astrolabio in ottone

La stella polare ci dà anche altre importanti informazioni: guardandola possiamo sapere a che latitudine (a Nord dell'equatore) ci troviamo. Come? Semplicemente guardando l'altezza della stella nel cielo rispetto alla linea dell'orizzonte. Da centinaia di anni esiste uno strumento chiamato astrolabio, utilizzato in passato da esploratori e navigatori, che permette di determinare la posizione del Sole e delle stelle, calcolando la latitudine del punto in cui ci troviamo.

L'attuale stella di riferimento: Polaris

Il nome della stella che usiamo come riferimento è Polaris (o Alpha Ursae Minoris), una supergigante gialla con una massa pari a 4 volte e mezzo quella del nostro Sole. Appartiene a un sistema di tre o forse quattro stelle, ma gran parte della luce che vediamo appartiene ad una di esse. È una stella cefeide, cioè pulsante, la cui luminosità cambia con un ciclo di 4 giorni. È come se respirasse!
La sua distanza rispetto a noi è da anni oggetto di dibattito tra gli astronomi: secondo i recenti studi del team di astronomi dell’Università di Villanova, in California (2018), Polaris si trova a circa 137.14 parsec di distanza dalla Terra, un valore che corrisponde a poco meno di 450 anni luce. Il parsec (pc) è un'unità di misura utilizzata in ambito astronomico e corrisponde a 3,26 anni luce.
Finché ci troviamo nell’emisfero boreale possiamo vedere Polaris, ma nell’emisfero australe no, in quanto sparisce dietro l'orizzonte.

Trovare Polaris è molto semplice, basta individuare la costellazione del Piccolo Carro, chiamata anche Orsa minore: è la stella all'estremità del carro (vedi immagine). Se avete delle difficoltà basta trovare il Grande Carro (l'Orsa Maggiore) che è molto più grande e visibile, e cercare l'Orsa Minore lì vicino. Dato che al Polo Nord la latitudine è di 90 gradi, se guardiamo Polaris la troveremo a 90° (proprio sopra la nostra testa), mentre all'equatore, ovvero alla latitudine di zero gradi, la vedremo sempre all'orizzonte. In Italia, a una latitudine media di 42 gradi, la si può vedere più o meno in mezzo tra il punto sopra la nostra testa e l'orizzonte.

Polaris orsa minore
in foto: Mappa per individuare Polaris

La stella polare cambia nel tempo?

Sì, perché cambia la posizione della Terra nello spazio! L’asse della Terra nel tempo cambia la sua direzione a causa del movimento di precessione, che detto in termini pop, risulta come il movimento di una trottola, e della variazione della sua inclinazione. Si tratta di moti millenari la cui durata si aggira intorno ai 21.000 e 40.000 anni rispettivamente. Polaris è la nostra stella polare attuale ma ai tempi degli Egizi (4000 a.C.) era la stella Thuban; tra circa 12.000 anni sarà Vega ad essere allineata con il prolungamento nord dell'asse terrestre: sarà lei la futura Stella Polare!

Articolo a cura di
Nicole Pillepich