
Svolta per milioni di automobilisti dal 1° ottobre 2026: chi guida un veicolo diesel Euro 5 nei grandi comuni del Nord Italia dovrà fare i conti con nuove limitazioni alla circolazione. Al momento, non esistono dati certi sul numero di veicoli coinvolti da questo provvedimento: secondo gli ultimi dati rilasciati dall'ACI, analizzando solo le autovetture, nel 2025 la classe euro 5 rappresentava il 16% del parco auto totale italiano.
La misura, in realtà, sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° ottobre 2025, ma era stata rimandata con un emendamento alla Legge 105/2025 con l'obiettivo di fornire più tempo agli automobilisti per individuare alternative: il blocco, tra l'altro, è stato anche limitato alle città con più di 100.000 abitanti (rispetto ai 30.000 iniziali). Attenzione perché in caso di violazione del divieto, la sanzione potrebbe andare da 168 a 679 euro, con sospensione della patente da 15 a 30 giorni in caso di recidiva (due infrazioni nello stesso biennio).
Perché il blocco era stato rimandato e dove scatta
La misura era inizialmente prevista per il 1° ottobre 2025, ma un emendamento al Decreto Infrastrutture ne ha spostato l'entrata in vigore di dodici mesi. Il rinvio ha anche ridisegnato la platea dei comuni coinvolti: il divieto ora si applica prioritariamente nelle aree urbane con più di 100.000 abitanti, soglia alzata rispetto ai 30.000 previsti in origine.
Di conseguenza, nelle quattro regioni del Bacino Padano, i comuni con obbligo certo saranno:
- Milano, Bergamo, Brescia e Monza in Lombardia;
- Torino e Novara in Piemonte;
- Venezia, Padova, Verona e Vicenza in Veneto;
- Bologna, Parma, Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Rimini, Ferrara, Forlì e Piacenza per l'Emilia-Romagna.
Le Regioni, comunque, potranno decidere di estendere le restrizioni anche a comuni più piccoli. Le modalità del blocco variano da regione a regione e possono subire eventuali cambiamenti prima dell’entrata in vigore: in Lombardia, ad esempio, il divieto varrà tutto l'anno, mentre in Piemonte e in Emilia-Romagna dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30. Per il Veneto, infine, applica restrizioni feriali dalle 8:30 alle 18:30 ma solo dal 1°ottobre al 30 aprile.
Il provvedimento è stato adottato dal Governo con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'aria: la Pianura Padana, infatti, è tra le zone più inquinate d'Europa per concentrazioni di polveri sottili (PM10) e ossidi di azoto (NOx) e l'Italia ha ricevuto diverse condanne dalla Corte di Giustizia europea per il superamento sistematico dei limiti.
Come sapere se la tua auto è coinvolta
A questo punto, come capire se il proprio veicolo rientra nella categoria di quelli bloccati? In linea di massima, un veicolo diesel Euro 5 rientra tra quelli immatricolati tra settembre 2011 e agosto 2015, ma l'anno da solo non basta per averne la certezza, dato che alcune auto immatricolate in quel periodo possono avere un'omologazione diversa. Il metodo più certo e affidabile, quindi, è controllare la carta di circolazione: nei libretti in formato europeo A4, la classe ambientale si trova alla voce V.9 del riquadro 2.
In alternativa, si può consultare facilmente il Portale dell'Automobilista del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, accedendo alla sezione "Verifica Classe Ambientale": basta inserire targa e tipo di veicolo per ottenere la classificazione ufficiale, gratuitamente e senza registrazione.
Chi ha un diesel Euro 5 ma non può cambiare auto può valutare il sistema MoVe-In (Monitoraggio Veicoli Inquinanti), attivo in alcune regioni: si tratta di una scatola nera che sostituisce il blocco orario con un limite chilometrico annuale (in Lombardia fissato a 10.000 km, ad esempio).