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11 Agosto 2026
7:00

Quando finirà la quarta ondata di caldo, afa a Ferragosto: previsioni e dati dell’estate 2026 da record

L'ondata di calore sull'Italia durerà almeno fino a metà agosto, con picchi di 40 gradi a Ferragosto e anomalie simili all'estate record del 2003. Luglio 2026 ha segnato il record di caldo per gli oceani, i ghiacciai alpini arretrano e gli incendi hanno già bruciato oltre 75.000 ettari, soprattutto in Sicilia.

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Quando finirà la quarta ondata di caldo, afa a Ferragosto: previsioni e dati dell’estate 2026 da record
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Credit: ECMWF

L’ondata di calore che sta attraversando l’Italia, da Nord a Sud, non sembra voler allentare la presa e l’allerta per caldo estremo resta alta: secondo le prime stime le temperature non scenderanno prima di metà agosto. Le previsioni per Ferragosto parlano di termometri che resteranno di molto sopra la media, con picchi di 36-39 gradi in molte città e punte fino a 40 gradi.

Bollino rosso in 19 città: quanto durerà la quarta ondata di caldo

Se giovedì 6 agosto il bollino rosso ha coperto per la prima volta, tutte insieme, le 27 città che il Ministero della Salute tiene sotto osservazione, oggi scenderanno a 19 – con Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo – mentre domani saranno 20.

Dino Zardi, ordinario di Fisica dell'atmosfera e del clima all'Università di Trento, descrive la situazione come un plateau, una distesa di giorni tutti ugualmente roventi che durerà finché l'anticiclone africano non mollerà la presa. Secondo Lorenzo Tedici de iLMeteo.it, questa ondata di caldo che si trascina da settimane potrebbe continuare fino al 18 agosto: "Analizzando le ultime mappe, non possiamo escludere che la tanto attesa rinfrescata, intravista per il 19 agosto, si riveli solo un intervallo di modesta entità".

Stando alle proiezioni del Centro Meteo Europeo, nel periodo compreso tra il 22 e il 25 agosto un'ondata di aria rovente proveniente dal Nord Africa potrebbe raggiungere il nostro Paese, interessando in particolare le regioni centrali e meridionali con picchi termici notevoli.

Le previsioni meteo di Ferragosto in Italia: temperature oltre i 35 gradi

Questa settimana sarà dominata da tempo stabile e soleggiato, con un caldo destinato a farsi sempre più intenso. Se inizialmente i termometri segneranno massime tra i 32 e i 38 gradi, da metà settimana le colonnine potranno salire a 36-39 gradi, fino a toccare punte di 40 gradi.

Secondo gli esperti de iLMeteo.it, “le temperature più elevate si registreranno soprattutto sulle regioni del Centro, specie nelle zone interne dell'Umbria, della Toscana e del Lazio. Saranno queste le zone dove i termometri potranno toccare la soglia dei 40°C. Anche sul resto del Paese il grande caldo sarà protagonista e, se non si raggiungeranno i picchi di 40°C, resteremo comunque di pochissimo al di sotto di tale soglia”. Inoltre, sempre secondo gli esperti, tra il 17 e il 18 agosto, il solido campo anticiclonico di matrice subtropicale potrebbe cominciare a mostrare i primi segnali di cedimento, sotto la spinta di correnti più fresche in discesa dall’Atlantico.

Il caldo rovente di queste settimane ricorda da vicino l'estate del 2003, quando un’afa cocente travolse l'intera Europa. Fu un evento eccezionale per intensità e durata, e per le vittime che provocò: da maggio a settembre, il caldo causò più di 70mila morti in 16 Paesi europei, circa 20mila in Italia e altrettanti in Francia. Per oltre vent'anni quell'estate è rimasta il punto di riferimento del caldo estremo in Italia. Nonostante ciò l’estate che stiamo vivendo sembra intenzionata a strapparle il primato: dovremo aspettare la fine della stagione e i dati completi; nel frattempo le anomalie termiche registrate in buona parte del Paese corrono su valori quasi sovrapponibili a quelli di allora e non è escluso che finiscano per superarli. E quando la morsa del caldo si allenterà, non prima di metà agosto, non è detto che si possa tirare il fiato, considerando che un Mediterraneo così surriscaldato è il carburante ideale per i nubifragi.

Mari mai così caldi: il record di luglio

Secondo Copernicus, il programma europeo di osservazione e monitoraggio della Terra, luglio 2026 è stato il mese più caldo di sempre per la superficie degli oceani extrapolari, con una media di 20,96 gradi che batte i 20,89 del 2023, in parte per effetto di El Niño. Record anche in Europa, tra Atlantico e Mediterraneo occidentale, dove diffuse e severe ondate di calore marine hanno colpito ecosistemi e comunità costiere e nei prossimi mesi la situazione è destinata ad accentuarsi.

Parallelamente, Legambiente segnala sulle Alpi temperature di 4 gradi sopra la media, con lo zero termico stabilmente sopra i 4.000 metri, e lancia l'allarme per i ghiacciai, che si ritirano a ritmi sempre più veloci. I numeri della Fondazione Glaciologica Italiana, snocciolati dal presidente Valter Maggi, dicono che dei circa 900 ghiacciai alpini censiti, quasi tutti perdono massa, e l'Adamello, il gigante delle Alpi italiane, in un anno ha visto sfumare qualcosa come 12 milioni di metri cubi d’acqua. Il permafrost, lo strato di terreno perennemente gelato che alle quote più alte tiene letteralmente incollate le rocce, si sta sciogliendo, moltiplicando frane e distacchi.

Incendi e roghi: oltre 500.000 ettari bruciati in Europa

Secondo il conteggio di Copernicus EFFIS aggiornato al 10 agosto, dal 1 gennaio in Italia sono andati in fumo 75.782 ettari, di cui 3.974 nell'ultima settimana. L'epicentro è la Sicilia, per l'ISPRA la regione più bruciata d'Italia per il quarto anno di fila, dove dal 18 luglio i Vigili del Fuoco hanno accumulato oltre 1.400 interventi, tra centinaia di sfollati nelle province di Palermo e Agrigento, danni ad aziende agricole e tratti dell'A19 chiusi al traffico.

A Creta, in Grecia, i roghi sono costati la vita ad alcuni vigili del fuoco e hanno svuotato la zona di Rethymno, con circa 8.000 evacuati nel pieno della stagione turistica, mentre raffiche fino a 125 km/h tenevano i Canadair inchiodati a terra. Allargando lo sguardo all'intera Unione Europea, il bollettino EFFIS, sempre al 10 agosto, conta 502.329 ettari bruciati da inizio anno, 38.169 dei quali nell'ultima settimana. Il climatologo Luca Mercalli ricorda che l'intensificazione delle estati era stata annunciata dalla comunità scientifica proprio a partire da quella stagione record del 2003, i cui valori quest'anno rischiano di cadere.

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