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1 Febbraio 2026
15:00

Storia della tortura: quali sono gli strumenti più efferati usati nel corso dei secoli

La tortura è l’inflizione di dolore fisico o psicologico per ottenere informazioni o punire. Diffusa sin dall’antichità, era praticata comunemente dai tribunali fino all’Illuminismo. Oggi è vietata dalle convenzioni internazionali, ma è usata ancora in molti Paesi (anche democratici).

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Storia della tortura: quali sono gli strumenti più efferati usati nel corso dei secoli
torture

La tortura è una pratica che consiste nel provocare dolore fisico o psicologico a una persona. Gli scopi per i quali si mette in atto sono generalmente: estorcere informazioni durante un interrogatorio; punire un nemico; esercitare semplicemente sadismo.

La tortura esiste sin dal mondo antico e in passato era regolarmente usata da tribunali e forze armate, solo a partire dall’Illuminismo alcuni intellettuali hanno messo in discussione la sua utilità. Oggi la tortura è vietata dalle convenzioni internazionali e dalle leggi di molti Stati ma, ciò nonostante, è usata in numerosi Paesi, incluse alcune democrazie. Essendo una pratica così diffusa, nel corso dei secoli sono stati elaborati  innumerevoli sistemi e strumenti, alcuni dei quali particolarmente efferati, per infliggere torture.

Cos’è la tortura e qual è lo scopo

La tortura è una forma di coercizione che consiste nell’infligge dolore fisico o psicologico. Si utilizza per estorcere informazioni, per punire un colpevole o un nemico o, in casi rari, per puro sadismo. In alcuni casi la tortura è inflitta con lo scopo di uccidere un condannato: chi applica la condanna vuole che la morte non sopraggiunga immediatamente, ma che sia preceduta da dolori e sofferenza.

Nella storia sono stati messi a punto degli appositi strumenti finalizzati ad infliggere dolore in maniera efficace. Il livello di efferatezza e le modalità di utilizzo di tali strumenti varia molto: si pensi che nel Medioevo si usava sia la gogna (collare metallico fissato ad una colonna per esporre il colpevole alla berlina) sia la ruota chiodata (ruota alla quale veniva bloccato e lasciato morire il condannato con gambe e braccia spezzate).

Camera di tortura antica in Cina (Wikimedia Commons)
Antica camera di tortura in Cina. Credit: via Wikimedia Commons

Breve storia della tortura: da Erodoto al Medioevo 

L’uso della tortura è antichissimo. Una delle prime attestazioni risale a Erodoto, storico greco del V secolo a. C., che racconta come un prigioniero persiano catturato dagli ateniesi fosse stato inchiodato vivo a un palo. In molte civiltà antiche, come quella greca e quella romana, in genere la tortura era ammessa contro schiavi e stranieri, mentre chi godeva dei diritti di cittadinanza non poteva essere torturato e, se condannato a morte, veniva giustiziato con metodi meno crudeli.

RIlievo assiro del VII secolo a. C. raffigurante torture (Wikimedia Commons)
RIlievo assiro del VII secolo a. C. raffigurante torture. Credit: via Wikimedia Commons

La tortura fu ampiamente usata nel Medioevo, tanto è vero che durante l'Illuminismo si ritenne (erroneamente) che in questa epoca fossero stati introdotti i sistemi più crudeli. La tortura era praticata da tutti i tribunali, compresi i tribunali dell’Inquisizione, del resto si consideravano affidabili le informazioni estorte tramite tortura e solo in casi rarissimi i giudici le mettevano in dubbio. Un caso pressoché unico riguarda il processo contro i cavalieri templari celebrato in Italia nel 1311: la sentenza, emessa dal vescovo di Ravenna, dichiarò che le confessioni estorte sotto tortura non erano da considerarsi attendibili.

La tortura fu regolarmente usata anche nei secoli successivi e solo nel Settecento, con l’Illuminismo, la sua legittimità fu messa in discussione. Tra i giuristi che presero posizione più nettamente contro questa pratica spicca la figura Cesare Beccaria, autore del celeberrimo trattato Dei delitti e delle pene (1764), nel quale condannò la tortura non solo perché crudele, ma anche perché inutile ai fini di ottenere informazioni affidabili. Nel corso dell’Ottocento pressoché tutti gli Stati europei abolirono, almeno in via ufficiale, la tortura.

La tortura dal Novecento a oggi

L’abolizione però non ha fatto scomparire la tortura, alcuni regimi del Novecento la hanno usata regolarmente sia per ottenere informazioni sia per punire gli oppositori. Ricordiamo i casi del regime nazista, di diversi corpi di polizia della Repubblica sociale italiana (lo stato istituito dai fascisti in Italia dopo l’armistizio del 1943), di alcune dittature sudamericane degli anni ’70 e ‘80 come quella argentina e quella cilena.

Non si deve pensare, però, che la tortura sia usata solo da regimi dittatoriali. Al contrario, anche gli Stati democratici talvolta si servono della tortura. Nel Novecento, uno dei casi più noti riguarda le forze armate francesi, che torturano gli algerini in guerra per l’indipendenza negli anni ’50 e ‘60. In tempi più recenti, hanno sconvolto l’opinione pubblica di tutto il mondo le torture inflitte in Iraq dai soldati degli Stati Uniti nel 2003 contro prigionieri detenuti nel carcere di Abu Ghraib.

Prigioniero sotto tortura ad Abu Ghraib (Wikimedia Commons)
Prigioniero sotto tortura ad Abu Ghraib. Credit: via Wikimedia Commons

Secondo alcuni analisti, si configurano come torture anche gli interrogatori effettuati in alcune occasioni dalla polizia italiana, per esempio nei confronti delle persone arrestate nel 2001 per le proteste contro il G8 a Genova. Forme di tortura, anche molto efferate, sono usate dalle forze di sicurezza israeliane contro i palestinesi.

Più in generale, oggi la tortura è usata in numerosi Paesi, come denunciano Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani, sebbene non sempre vi sia accordo in merito a quali trattamenti possano essere considerati tortura. A differenza del passato, si tratta di una pratica tenuta segreta dalle autorità, perché viola la Convenzione dell’Onu contro la tortura, firmata nel 1984 da gran parte degli Stati, inoltre in molti Paesi è una pratica esplicitamente vietata dalla legge (in Italia, la tortura è considerata un reato dal 2017).

Quali sono gli strumenti e le tecniche di tortura

Nel corso degli anni, i tribunali e le autorità politico-militari hanno “inventato” decine e decine di forme di tortura, alcune finalizzate all’uccisione della persona torturata e altre mirate solo a infliggere dolore fisico o psicologico. Una delle forme più usate è, da sempre, la fustigazione, che consiste nel picchiare una persona con o senza l’ausilio di strumenti (fruste, bastoni, ecc.).

Nel mondo antico, tra le forme di tortura usate per uccidere erano diffusi metodi crudeli come la crocifissione e l’impalamento (inserimento di un palo dall’ano alla gola). Nei secoli seguenti si affermarono altri sistemi efferati, come il supplizio della ruota, che consisteva nel legare la vittima a una ruota, che veniva fatta girare mentre un boia colpiva il condannato per spezzargli le ossa e infliggergli altro dolore.

Uomo sottoposto al supplizio della ruota (Wikimedia Commons)
Uomo sottoposto al supplizio della ruota. Credit: via Wikimedia Commons

Il rogo consisteva invece nel bruciare vivi i condannati. Forme più “fantasiose” di esecuzione delle condanne a morte mediante tortura erano la bollitura, che prevedeva di inserire il condannato in acqua o olio bollente, o lo squartamento, spesso eseguito legando gli arti della vittima a quattro cavalli, che venivano poi fatti correre in direzioni opposte.

Tra le torture non mirate a uccidere, una delle più diffuse era la tecnica dei tratti di fune, usata anche dai tribunali dell’Inquisizione: si legava il condannato, lo si sollevava e lo si faceva precipitare rapidamente, provocando in tal modo dolore e slogature.  Tra le altre tecniche, era molto diffuso l’uso di pinze e tenaglie, talvolta arroventate, nonché la mutilazione di parti del corpo. In altri casi, si esponevano i condannati alle percosse, o semplicemente agli improperi, della folla, mediante l’utilizzo di strumenti come la gogna.

In tempi recenti, la tortura è effettuata spesso provocando dolore con l’utilizzo di scariche elettriche. Altre forme di tortura sono la privazione del sonno e il waterboarding, cioè una forma di annegamento simulato, usata dalle forze di sicurezza degli Stati Uniti.

Fonti
Amnesty International, Torture
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