12 Aprile 2023
10:00

Storia delle mongolfiere. Come fu realizzato per la prima volta il sogno di volare

Le mongolfiere, inventate alla fine del ‘700, sono state il primo veicolo capace trasportare nell’aria un equipaggio umano. Scopriamo come ci hanno permesso di volare.

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A cura di Erminio Fonzo
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Storia delle mongolfiere. Come fu realizzato per la prima volta il sogno di volare
storia delle mongolfiere

Gli esseri umani hanno sempre desiderato di volare, ma sono riusciti nell’impresa solo alla fine del Settecento, quando furono inventati i palloni aerostatici e, in particolare, la mongolfiera. Si tratta di un pallone di tessuto, riempito con un gas più leggero dell’aria, che può sollevarsi dal suolo ma non può essere manovrato.

Il primo volo umano, avvenuto nel 1783 ad opera dei fratelli Montgolfier, rappresentò un evento epocale e colpì l’immaginario della popolazione in tutta Europa. Le mongolfiere, però, non ebbero grande diffusione e furono sostituite da mezzi più efficienti nella seconda metà dell’Ottocento. Oggi sono usate per ragioni pubblicitarie, per turismo e per voli di intrattenimento, oltre che, in qualche caso, per motivi militari.

L'umanità e il sogno del volo

Volare è stato sempre il sogno proibito degli esseri umani, che sin dalla notte dei tempi fantasticavano di sollevarsi da terra e muoversi nell’aria come gli uccelli. Il desiderio è testimoniato da numerosi miti, come quello di Dedalo e Icaro.

Icaro e Dedalo in un dipinto del J.P. Gowy (1635)
Icaro e Dedalo in un dipinto del J.P. Gowy (1635)

Per millenni, però, il volo è stato solo un sogno, perché l’umanità era in grado al massimo di costruire piccoli oggetti capaci di sollevarsi da terra grazie alla spinta dell’aria, come gli aquiloni, attestati in Cina dal VI secolo a. C.

Le lanterne cinesi

Pochi secoli dopo, nella stessa Cina furono inventate le lanterne celesti, costitute da un involucro di carta o tessuto leggero, alla base del quale si pone una piccola fiamma. Il calore sprigionato dalla fiamma riscalda l’aria nell’involucro, rendendola meno densa di quella esterna e facendo così sollevare la lanterna. In Estremo Oriente le lanterne furono usate per le segnalazioni militari per molti secoli, ma non si diffusero nel resto del mondo. Il primo caso documentato del volo di una lanterna in Europa risale solo al 1709, quando fu fatto un esperimento a Lisbona.

Una laterna cinese moderna (credit Richy)
Una laterna cinese moderna (credit Richy)

L’invenzione della mongolfiera

Le lanterne cinesi non erano in grado di trasportare un uomo. Tuttavia, il principio con il quale funzionano, far sollevare un oggetto perché è più leggero dell’aria, è alla base dell’invenzione della mongolfiera, la "mamma" dei palloni aerostatici, inventata in Francia nel 1783 da due fratelli, Joseph-Michel e Jacques-Étienne Montgolfier (da cui il nome del veicolo).

La mongolfiera è composta da un involucro di tessuto riempito con idrogeno (più di recente si usano altri gas, in genere elio) e da una sorta di cesta per l’equipaggio. Si solleva perché l’idrogeno è più leggero dell’aria. Il funzionamento è quindi completamente diverso da quello degli aerei, che sono più pesanti dell’aria e volano perché spinti da motori. Le mongolfiere hanno un grave limite: non si possono direzionare (se non in maniera limitata, cambiando l’altitudine) e sono guidate solo dalla forza del vento.

Modello del pallone dei Montgolfier esposto al Museo della scienza di Londra
Modello del pallone dei Montgolfier esposto al Museo della scienza di Londra

Il primo volo

I fratelli Montgolfier fecero le volare i primi palloni aerostatici nel 1783. Il primo esperimento con esseri umani a bordo avvenne il 15 ottobre a Parigi, ma non si trattava di un volo vero e proprio, perché il pallone era ancorato al suolo con una corda.

Solo il 21 novembre 1783 fu compiuto il grande passo, staccando completamente il pallone dal suolo. A bordo vi erano due uomini, lo scienziato Jean-François Pilâtre de Rozier e l’aristocratico François Laurent d’Arlandes. La mongolfiera, partita dal Castello della Muette, alla periferia di Parigi, si sollevò fino a circa mille metri da terra e volò per 25 minuti, percorrendo 12 chilometri e atterrando nel quartiere di Butte-aux-Cailles.

impresa fratelli montgolfier

L’impresa rappresentò il coronamento di un sogno millenario e la notizia si diffuse presto in tutta Europa, colpendo l’immaginazione dei cittadini. Per esempio, in Italia il poeta Vincenzo Monti scrisse un’Ode al signor di Montgolfier, celebrando l’impresa come una vittoria dell’uomo sulle leggi della natura.

I voli successivi

Dopo il 1783 furono compiuti voli più lunghi e con più passeggeri. Nel gennaio del 1785, per esempio, il francese Jean-Pierre Blanchard attraversò in volo il canale della Manica, partendo dall’Inghilterra e atterrando in Francia dopo circa due ore e mezza.

Il primo volo sulla Manica
Il primo volo sulla Manica

Pochi anni dopo, nel 1793, lo stesso Blanchard effettuò la prima dimostrazione di un volo in America, a Philadelphia, alla presenza di un pubblico assai numeroso, tra il quale si trovava persino il presidente degli Stati Uniti, George Washington.

I limiti delle mongolfiere

Nonostante l’enfasi con la quale erano celebrate, le mongolfiere ebbero una diffusione piuttosto modesta, perché, essendo quasi impossibile guidarle, si rivelarono poco efficienti. Anche l’uso militare fu limitato a funzioni di ricognizione e osservazione del nemico.

Il primo uso di questo genere si registrò nel 1794, quando l’esercito francese si servì di un pallone per osservare i movimenti del nemico nella battaglia di Fleurus. Le mongolfiere furono usate con questa funzione fino alla guerra civile americana del 1861-1865, durante la quale l’esercito del Nord costituì un apposito reparto, il Balloon Corps. Tuttavia, nonostante sin dall’inizio dell’Ottocento si fosse cercato un modo per servirsi dei palloni per attaccare il nemico dall’alto, tutti i tentativi si rivelarono fallimentari.

Mongolfiera Intrepid, del Ballon Corps
La mongolfiera "Intrepid" dell’US Ballon Corps

Le mongolfiere, in sostanza, non rivoluzionarono né le tattiche militari, né il sistema dei trasporti, come negli stessi anni stavano facendo le ferrovie. Esse, però, ebbero un forte impatto culturale ed emotivo, dimostrando che gli esseri umani erano capaci di raggiungere traguardi che erano sempre stati considerati al di fuori della loro portata.

Le mongolfiere in tempi recenti

Il problema principale delle mongolfiere, come si è detto, è l’impossibilità di dirigerle. Dopo vari esperimenti, negli anni ’50 dell’Ottocento fu inventato un nuovo aeromobile, il dirigibile, che è dotato di motori che consentono di dirigere il movimento (da questo il nome).

Dirigibile Astra Torres del 1911
Il dirigibile "Astra Torres" del 1911

Il dirigibile mandò rapidamente in pensione le mongolfiere come mezzo di trasporto. Esse, però, hanno continuato a essere usate per ragioni ricreative e pubblicitarie e in alcune località sono organizzati periodicamente veri e propri festival dei palloni. Nel Novecento sono stati introdotti miglioramenti tecnici e sono cambiati i materiali di costruzione, con l’utilizzo di tessuti sintetici come il nylon.

Mongolfiera moderna a Bristol
Mongolfiera moderna a Bristol

In anni recenti sono stati conseguiti diversi record di volo su mongolfiera, tra i quali quello di altitudine, ottenuto in India del 2005 da un pilota che raggiunse i 21.000 metri di quota. Tuttavia, il volo recente più significativo è rappresentato dalla fuga nel 1979 di due famiglie da Berlino Est, al di sopra del muro, con una mongolfiera rudimentale costruita segretamente da loro stessi.

In qualche caso, le mongolfiere hanno ancora una funzione militare. Lo scorso 5 febbraio, un pallone cinese ha provocato un incidente diplomatico con gli Stati Uniti, i quali ritengono che sia stato inviato per spiare le loro basi militari. Le mongolfiere, inoltre, sono usate dalla Russia nella guerra contro l’Ucraina allo scopo di confondere le difese.

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