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Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi invernali, le competizioni di Pechino 2022 si svolgeranno al 100% su neve artificiale. Si tratta di una scelta "obbligata", dal momento che negli ultimi anni in quell'area della Cina nevica solo per pochi giorni all'anno. Nonostante possa sembrare un "controsenso", pensiamo al fatto che già nelle precedenti edizioni delle Olimpiadi la neve artificiale sia stata usata in grandi quantità: nel 2014 a Sochi, in Russia, usarono l'80% di neve artificiale; nel 2018 a Pyeongchang, in Corea del Sud, addirittura il 98%.

Ma come viene prodotta esattamente questa neve artificiale? E ci sono problemi per l'ambiente?

La neve artificiale di Pechino 2022

Il processo per produrre la neve artificiale per le Olimpiadi di Pechino è iniziato a novembre 2021. Ma come viene prodotta esattamente la neve artificiale?

Ne abbiamo parlato approfonditamente qui, in un video dedicato alla produzione di neve artificiale. Per riassumere, possiamo dire che questa viene creata con appositi generatori e, così come quella naturale, è composta solamente da acqua. Questi generatori possono essere principalmente di tre tipi: a bassa pressione, ad alta pressione o a lancia (che funziona anch'essa ad alta pressione). Il concetto che sta alla base di queste tecniche è però piuttosto simile: vengono prodotte delle piccole particelle di ghiaccio attorno alle quali cristallizzerà il vapore acqueo, creando dei veri e propri fiocchi di neve!
Nel caso di Pechino, poi, i generatori utilizzati sono in grado di creare neve dalle specifiche granulometrie, così da garantire la massima performance in ogni disciplina.

L'impatto ambientale

Nonostante la neve artificiale sia una soluzione spesso utilizzata per sopperire alla mancanza di quella naturale, a volte il suo impatto ambientale può essere considerevole – specialmente se si parla di una manifestazione grande come i giochi olimpici. Secondo le stime della BBC l'evento necessiterà di 1,2 milioni di metri cubi di neve per un totale di 222,8 milioni di litri d'acqua, in una regione della Cina dove già normalmente l'acqua scarseggia. L'area attorno a Pechino infatti, come già dimostrato uno studio del 2021 nel campo della sostenibilità urbana, sta già fronteggiando una crisi idrica che negli anni a venire potrebbe rivelarsi un grosso ostacolo al suo sviluppo.

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in foto: Mappa dello stress idrico a Pechino (credit: CWR, WRI).

La riposta di Pechino alle varie critiche non è tardata ad arrivare, chiarendo che l'acqua utilizzata contribuisce per meno del 2% al consumo idrico locale. In aggiunta, i generatori per la neve utilizzati per l'evento usano il 20% in meno dell'energia rispetto a quelli delle precedenti edizioni dei giochi.

Bibliografia
Zhang, Z., Shi, M., Chen, K.Z. et al. Water scarcity will constrain the formation of a world-class megalopolis in North China. npj Urban Sustain 1, 13 (2021).

Articolo a cura di
Stefano Gandelli