
Un prototipo da competizione oceanica di 30 metri (100 piedi) progettato per volare letteralmente sull'acqua grazie ai foil, concepito per sfidare i record mondiali e alimentato interamente da energie rinnovabili. Si chiama Ferrari Hypersail, ed è uno dei progetti di ingegneria più ambiziosi che il Cavallino Rampante abbia mai intrapreso fuori dalle piste in asfalto. In occasione della Milano Design Week 2026, Ferrari ha svelato la livrea di questo monoscafo oceanico mostrando il "vestito" definitivo della barca a vela prima del varo, previsto entro l'anno. Questa volta il celebre rosso lascia spazio a un colore altrettanto iconico. A farla da padrone è infatti il Giallo Fly, la storica "seconda anima" della casa di Maranello. Dal 22 al 26 aprile, i progetto è visibile al Ferrari Flagship Store di Milano e attraverso un'installazione scultorea sulla terrazza di HIGHLINE Milano, affacciata su Piazza del Duomo.
La livrea con il Giallo Fly: la storia di un colore
La livrea svelata alla Design Week combina due colori precisi, entrambi non casuali. Il materiale dominante è il carbonio, che nella sua nuova variante cromatica è stato rinominato Grigio Hypersail. Non si tratta solo di una scelta estetica ma è l'espressione diretta delle proprietà fisiche del materiale che costituisce l'intera struttura della barca: leggerezza e prestazioni.

Su questa base grigia risalta il Giallo Fly, che il Ferrari Design Studio ha scelto come colore principale della livrea applicandolo alla cabina, ai foil e alle linee della murata. La scelta ha una storia precisa. Il giallo è storicamente la seconda anima di Ferrari dopo il rosso: nacque dall'intuizione di Fiamma Breschi, vedova del pilota Luigi Musso (noto per il suo inconfondibile casco giallo) e amica di Enzo Ferrari. Il colore venne adottato per la prima volta su una 275 GTB, la prima Ferrari gialla della storia. Nel caso di Hypersail, casca a pennello il doppio significato del nome, "fly" come il colore storico e "fly" come il volo del monoscafo sui foil .

Il contrasto tra Grigio Hypersail e Giallo Fly richiama esplicitamente la 512 BB, il primo esempio di livrea "integrata" nella storia Ferrari. Sulla vela compare il logo con la F lunga di Ferrari, che dà continuità a una presenza visiva coerente iniziata sulle monoposto di F1 del 2023/2024 e proseguita sulla Daytona SP3 donata all'asta a Pebble Beach.
Il design come conseguenza della funzione
Il Ferrari Design Studio, guidato da Flavio Manzoni, ha lavorato in simbiosi con Guillaume Verdier (celebre progettista di velieri foiling) e il team di ingegneri fin dal primo giorno come co-autori della forma. La silhouette affusolata di Hypersail richiama la purezza delle proporzioni della Ferrari Monza SP1/SP2, mentre l'esterno del coachroof – la struttura che emerge dalla coperta – evoca l'architettura della 499P vincitrice del campionato WEC nel 2025.
Un caso emblematico di questa integrazione sono i pannelli solari, integrati nella coperta e nelle murate in posizioni determinate da uno studio avanzato dell'esposizione solare che l'imbarcazione avrà durante la navigazione oceanica. Questi pannelli sono calpestabili, dotati di grip specifico e montati con sistemi di fissaggio tecnici che garantiscono all'equipaggio la massima libertà di movimento.

Come spiega Matteo Lanzavecchia, Head of Vehicle Engineering Ferrari e Chief Technology Officer di Hypersail: «Il volo dell'imbarcazione è reso possibile da un sofisticato sistema di controllo che eredita il know-how sviluppato sulle vetture Ferrari, alimentato da energia recuperata da fonti rinnovabili come il vento, il Sole e il movimento». In pratica, Ferrari ha applicato la stessa filosofia tecnologica che fa funzionare l'ibrido a una barca oceanica da 30 metri.
Cos'è Ferrari Hypersail
Il progetto Ferrari Hypersail nasce nel 2024 dall'incontro tra la Ferrari e Giovanni Soldini, il navigatore oceanico italiano più titolato di sempre, e ora continua con l'ingresso di Enrico Voltolini nel ruolo di Team Principal. L'idea rivoluzionaria alla base era progettare un monoscafo di 100 piedi (30 metri) dotato di tecnologia foiling, capace di sollevarsi e volare letteralmente sulle onde dell'oceano aperto. Più che una semplice barca, Hypersail è un vero e proprio "laboratorio galleggiante" dove ingegneria, design e ricerca si fondono. L'obiettivo è trasferire nel mondo nautico il know-how d'eccellenza sviluppato nel motorsport. Non a caso, il team di ingegneri Ferrari ha applicato a questo scafo gli stessi principi aerodinamici, i medesimi sistemi di controllo e la stessa filosofia di sviluppo che hanno portato per tre volte la Ferrari 499P a trionfare alla leggendaria 24 Ore di Le Mans.
Le linee dell'imbarcazione sfidano la forza del mare aperto con soluzioni ingegneristiche innovative pensate per ridurre al minimo la resistenza idrodinamica e raggiungere velocità mai viste prima su un monoscafo di questa categoria.
Il monoscafo ha un sistema a tre punti d'appoggio con i foil e una chiglia basculante dotati di flap, una soluzione mai vista nella vela oceanica. Queste appendici funzionano proprio come le ali degli aerei, regolando i flap, il computer di bordo e i velisti controllano la portanza per garantire stabilità e assorbire i violenti impatti ad alta velocità. Far funzionare l'idraulica complessa di queste componenti richiede molta energia che Hypersail ha deciso di generare senza l'ausilio di motori a combustione, sfruttando sistemi avanzati di raccolta e stoccaggio di energia solare, eolica e cinetica. Questo garantisce l'autosufficienza totale per navigare intorno al mondo a zero emissioni.
Sopra la coperta, il "motore" alimentato dal vento è una doppia vela che crea un profilo alare perfetto e simmetrico e ottimizza i flussi aerodinamici e annulla le turbolenze.