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22 Aprile 2026
13:53

Stasera il picco dello sciame meteorico delle Liridi: dove e a che ora vedere le “stelle cadenti di aprile”

Il picco dello sciame meteoricoqq è atteso intorno alle 21:40 italiane, con circa 18 meteore all'ora visibili a occhio nudo in condizioni ideali. Lo spettacolo sarà favorito dalla Luna illuminata solo al 30% e durerà fino al 30 aprile.

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Stasera il picco dello sciame meteorico delle Liridi: dove e a che ora vedere le “stelle cadenti di aprile”
stelle cadenti

È in arrivo il picco dello sciame meteorico delle Liridi, le “stelle cadenti di aprile”, anche se non si tratta di stelle ma di meteore, cioè piccoli detriti rocciosi che diventano incandescenti mentre attraversano la nostra atmosfera, lasciando una scia luminosa. Il picco è previsto per le 21:40 (ora italiana) del 22 aprile, con una finestra di osservazione ottimale che va dalle 21:30 alle 2:30 e si prevede una frequenza di circa 18 meteore all'ora in cieli perfettamente bui (ma il numero può variare a seconda di molti fattori). Lo sciame durerà comunque fino al 30 aprile. Se il meteo lo permette, lo spettacolo astronomico sarà favorito da una Luna crescente non molto luminosa.

Dove e quando guardare stasera nel cielo

Il picco delle Liridi nel 2026 è previsto per le 21:40 del 22 aprile ma avremo buone condizioni di osservazione fino alle 2:30 del mattino.

Il radiante dello sciame (cioè il punto del cielo da cui le meteore sembrano provenire) si trova nella costellazione della Lira, non distante dalla stella Vega, una delle più luminose del cielo notturno e facilmente riconoscibile. Dalle nostre latitudini il radiante sorge in direzione est intorno alle 20:30, per poi salire sempre più in alto nel corso della notte in direzione nord-est: più il radiante è alto sull'orizzonte, più meteore sarà possibile osservare. In realtà però non serve necessariamente puntare gli occhi al radiante: le meteore copriranno una vasta area di cielo.

radiante liridi
Il radiante dello sciame meteorico delle Liridi. Credit: Bruce McClure and Joni Hall, CC BY–SA 3.0, via Wikimedia Commons

In condizioni ideali ci si possono aspettare circa 18 meteore all'ora. Si tratta quindi di uno sciame che non ha l'intensità delle Perseidi di San Lorenzo, ma comunque degno di nota. Anzi, in passato le Liridi si sono rivelate sorprendentemente attive, con impennate in certi anni fino a 90 meteore all'ora.

Come osservare a occhio nudo le Liridi: i consigli

Come tutti gli sciami meteorici, le Liridi si osservano tranquillamente a occhio nudo. Anzi, strumenti come binocoli o telescopi sono controproducenti perché restringono il campo visivo, mentre le mateore possono comparire in qualsiasi punto del cielo e hanno una durata molto breve.

Per un'osservazione migliore, consigliamo di allontanarci quanto più possibile dall'inquinamento luminoso, che riduce con il suo bagliore diffuso il numero di meteore visibili. Meglio arrivarci 15-20 minuti prima dell'inizio della finestra di osservazione (quindi verso le 21:10-21:15) in modo che gli occhi abbiano il tempo di adattarsi al buio.

Un altro “trucco” è non fissare direttamente il radiante: grazie alla visione periferica del nostro occhio, le meteore appaiono più lunghe e spettacolari un po' lontano dal punto di origine. Possiamo quindi vagare liberamente con lo sguardo attorno alla direzione nord-est e semplicemente aspettare che lo spettacolo faccia il suo corso.

Il picco delle Liridi cade quest'anno con la Luna crescente illuminata per circa il 30%, quindi interferirà solo in misura limitata con la visibilità delle meteore. In ogni caso, il nostro satellite tramonterà poco dopo la mezzanotte, rendendo le ore successive più buie.

Che cosa sono le Liridi e da dove proviene lo sciame

Gli sciami meteorici avvengono quando il nostro pianeta, percorrendo la sua orbita, incontra una zona popolata da frammenti rocciosi e polverosi lasciati da un corpo progenitore, che generalmente è una cometa. Nel caso delle Liridi, il corpo progenitore è la cometa Thatcher (C/1861 G1), scoperta il 5 aprile 1861 dall'astronomo dilettante A.E. Thatcher. Ogni volta che questa cometa si avvicina al Sole, il calore ne provoca una disgregazione parziale che disperde piccoli detriti, grandi pressappoco come un chicco di riso. Quando la Terra attraversa queste zone specifiche, i frammenti entrano nell'atmosfera a velocità decine di chilometri al secondo: l'attrito fa il resto, bruciando i detriti a decine di chilometri di quota producendo così le scie luminose che vediamo durante lo sciame.

Il nome “Liridi” deriva dal fatto che il radiante dello sciame si trova nella costellazione della Lira. Questa costellazione però non è la fonte delle meteore: è solo un riferimento per capire da quale direzione arrivano.

Fonti
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Filippo Bonaventura
Content editor coordinator, Autore
Coordinatore editoriale di Geopop, autore di contenuti e responsabile del magazine geopop.it, dove scrivo principalmente di astronomia, spazio, fisica e meteorologia. Ho una laurea in Astrofisica, un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste e in passato ho fatto divulgazione scientifica con il progetto “Chi ha paura del buio?”.
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