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19 Febbraio 2026
12:34

Tempesta Pedro sull’Italia con piogge, forti venti e neve: dove sta arrivando e perché si chiama così

La tempesta Pedro ha raggiunto l'Italia, dove porterà piogge intense e neve abbondante: è il 16° ciclone della stagione. A Genova il maltempo ha causato il crollo di un muro, mentre la Protezione Civile ha diramato l'allerta gialla in 9 regioni. Vediamo perché il ciclone è stato ribattezzato con questo nome e chi lo stabilisce.

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Tempesta Pedro sull’Italia con piogge, forti venti e neve: dove sta arrivando e perché si chiama così
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Le precipitazioni sull’Italia in corso oggi 19 febbraio. Credit: ECMWF

Una nuova perturbazione atlantica sta interessando l'Italia: si tratta della tempesta Pedro, un ciclone originatosi nelle acque dell’Atlantico settentrionale – ora sceso al largo della Liguria – che porterà piogge diffuse, nevicate e venti fino a 100 km/h oggi 19 febbraio e domani 20 febbraio. Il maltempo colpirà inizialmente il Centro-Nord (soprattutto la Liguria e parte del versante tirrenico), per poi spostarsi verso Sud: a Genova 52 persone sono state evacuate dopo il crollo di un muro a causa del maltempo, mentre la Protezione Civile ha diramato l'allerta gialla per rischio idrogeologico in nove regioni (Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise, Toscana e Umbria). Sulle Alpi sono attese nevicate consistenti, con accumuli fino a 40-50 centimetri in sole 24 ore oltre i 1.000 metri.

La tempesta Pedro, tra l'altro, ha già provocato parecchi disagi e allagamenti in alcune regioni di Francia e Spagna. Ma vi siete mai chiesti chi assegna i nomi a queste tempeste, tra cui anche il ciclone Harry che lo scorso gennaio ha provocato ingenti danni nel Sud Italia? Non si tratta di una scelta casuale, ma fa parte di una strategia studiata per attirare l’attenzione dei cittadini: assegnare nomi semplici e facilmente riconoscibili ai cicloni di maggiore impatto facilita la comunicazione tra media, istituzioni e popolazione, rendendo più immediata la percezione del rischio e del potenziale danno in arrivo.

Perché questa tempesta è stata rinominata Pedro: chi lo stabilisce

La tempesta Pedro appartiene a quella categoria di fenomeni meteorologici di grande impatto a cui viene assegnato un nome: non si tratta di una scelta casuale, ma l'idea è legata alla percezione del rischio da parte della popolazione.

Gli abitanti, infatti, tendono a prestare maggiore attenzione al fenomeno atmosferico nel caso in cui gli venga attribuito un nome reale, rispetto a un appellativo generico (come, in questo caso, potrebbe essere “depressione atlantica”). Ecco perché dal 7 ottobre 2025 a oggi, in Europa altre 15 tempeste di grande intensità sono state battezzate con un nome proprio, come visibile nel post di X qui sotto dell'AEMET, l'Agenzia Meteorologica Spagnola.

Dare un nome a un evento meteorologico può essere utile anche per facilitare la comunicazione tra media e istituzioni, rendendo il messaggio più immediato, diretto e percepibile, esattamente come avviene per gli uragani negli Stati Uniti.

Ma chi assegna questi nomi? Dal 2017, i nomi delle tempeste ad alto impatto vengono stabiliti di comune accordo dai Servizi meteorologici ufficiali di Spagna, Francia, Portogallo, Belgio, Lussemburgo e Andorra. All'inizio della stagione, il 1° settembre 2025, era già stata presentata la lista di circa 20 nomi (maschili e femminili, in ordine alternato) da utilizzare per le tempeste particolarmente intense in arrivo sull'Europa sud-occidentale.

E se l’origine del nome “Pedro” può risultare curiosa, altrettanto interessanti sono i numeri legati alla stagione in corso (2025-2026). Finora, infatti, sono state ribattezzate un totale di 16 tempeste (Pedro inclusa): un numero elevato, ma non record assoluto, che resta in mano alla stagione 2023-2024, con 17 tempeste. A differenza di quell’anno, però, in cui ci vollero sei mesi per raggiungere il totale, le 16 tempeste attuali si sono però succedute in appena quattro mesi.

Le previsioni della tempesta Pedro: dove colpirà

Ma quindi, cosa dobbiamo aspettarci in Italia dal ciclone Pedro? Secondo le previsioni, la Liguria e il versante tirrenico saranno tra le zone più colpite oggi, 19 febbraio, mentre sull'arco alpino sono attese nevicate piuttosto intese, con accumuli fino a 40-50 cm in appena 24 ore. Il centro di bassa pressione responsabile della tempesta si muoverà però rapidamente, consentendo un graduale miglioramento del meteo sul Centro-Nord già da domani, venerdì 20 febbraio. Al Sud, invece, l’instabilità persisterà più a lungo, con piogge, temporali e nevicate. I venti rimarranno sostenuti, in particolare sulle Isole maggiori e lungo l’Adriatico centro-settentrionale: in Sardegna sono previsti venti di burrasca che potrebbero causare mareggiate lungo le coste.

Più nello specifico, le previsioni per il 20 febbraio indicano che:

  • Al Nord le precipitazioni saranno intense soprattutto in Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.
  • Al Centro le piogge interesseranno soprattutto la Toscana, l'Umbria e il Lazio, come come la Sardegna. Il tempo resterà instabile lungo l’Adriatico e fino all’Appennino.
  • Al Sud si prevede instabilità diffusa, con rovesci e temporali alternati a brevi schiarite, in particolare in Sicilia.
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