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29 Luglio 2026
16:45

Terrarium aperto o chiuso? Quali sono le differenze e come scegliere quello giusto

Aperto o chiuso: la presenza o meno di un coperchio cambia completamente il microclima di un terrarium e, di conseguenza, le piante che ci possono vivere. Nel terrarium chiuso l'acqua si ricicla da sola in un piccolo ciclo idrico; in quello aperto evapora e va reintegrata. Ecco come funzionano e come scegliere quello giusto.

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Terrarium aperto o chiuso? Quali sono le differenze e come scegliere quello giusto
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Detto in parole semplici, un terrarium è di per sé un "pezzo" di natura messo dentro un contenitore di vetro. Ma basta una differenza apparentemente minima – la presenza o l'assenza di un coperchio – per cambiare tutto: il modo in cui circola l'acqua, l'umidità dell'aria, la temperatura interna e soprattutto il tipo di piante che ci possono sopravvivere. Ed è proprio questo a distinguere i terrarium chiusi dai terrarium aperti, e capire come funzionano è il modo migliore per non far morire le piante che li compongono.

Come funziona un terrarium chiuso

Il terrarium chiuso è sigillato, o quasi, da un coperchio o da un tappo. La sua caratteristica principale è che trattiene l'umidità e mette in moto un piccolo ciclo dell'acqua tutto interno: l'acqua presente nel terreno viene assorbita dalle radici e portata alle foglie, da qui evapora, condensa sulle pareti di vetro sotto forma di goccioline e infine ricade nel substrato, dove riparte il ciclo. È lo stesso meccanismo che, su scala enormemente più grande, regola il rapporto tra oceani, nuvole e pioggia: in pratica, è una versione in miniatura del ciclo idrologico terrestre. Il risultato è un ambiente caldo, umido e stabile, simile a quello di un sottobosco tropicale. Per questo nel terrarium chiuso danno il meglio le piante che amano l'umidità costante e la luce filtrata: muschi, felci, fittonia, alcune specie di Tradescantia. In condizioni favorevoli un terrarium chiuso può andare avanti per mesi o anni con pochissimi interventi – il caso limite è il celebre giardino in bottiglia di David Latimer, sigillato dal 1960 e innaffiato l'ultima volta nel 1972.

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Latimer e il suo giardino in bottiglia

A tenere in equilibrio questo piccolo mondo non è solo l'acqua, ma anche lo scambio dei gas. Durante il giorno la fotosintesi clorofilliana consuma anidride carbonica e produce ossigeno; la respirazione cellulare fa l'opposto, consumando ossigeno e producendo anidride carbonica. È proprio l'equilibrio tra questi due processi a determinare la stabilità del sistema.

Esistono poi diverse varianti di terrarium chiuso. I terrari a vassoio, per esempio, mantengono le tipiche caratteristiche di questa categoria ma sono particolarmente decorativi. Si possono realizzare anche ecosistemi ben più complessi, che includono piccoli animali e funghi capaci di smaltire la materia organica e mantenere sano il suolo: in questo caso, però, vanno progettati con grande cura per restare stabili a lungo senza troppi interventi di manutenzione.

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Come funziona un terrarium aperto

Il terrarium aperto, invece, non ha coperchio. Qui l'umidità non si accumula: l'aria circola liberamente e l'acqua evapora senza ritornare nel sistema. La conseguenza è che va innaffiato con regolarità, esattamente come un normale vaso da appartamento.

A differenza di quello chiuso, insomma, è un sistema "aperto" sull'esterno, con cui scambia di continuo gas, umidità, calore e nutrienti. Ciò significa anche che i suoi parametri – temperatura e umidità in primis – sono più variabili, e che le piante adatte sono quelle abituate ad aria più secca e a una buona ventilazione. Sono proprio le specie che soffrirebbero in un clima troppo umido, come piante grasse e succulente. In un terrarium chiuso queste piante marcirebbero in fretta, proprio per quell'eccesso di umidità che per loro è un problema, e non una risorsa.

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Nicole Pillepich
Divulgatrice
Credo non esista una parola giusta per definirmi: sono naturalista, ecologa, sognatrice e un po’ artista. Disegno da quando ho memoria e ammiro il mondo con occhio scientifico e una punta di meraviglia. Mi emoziono nel capire come funziona ciò che mi circonda e faccio di tutto per continuare a imparare. Disegno, scrivo e parlo di ciò che amo: natura, animali, botanica e curiosità.
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