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23 Dicembre 2021
9:05

Terremoto di Sumatra: il sisma che nel 2004 generò il maremoto che distrusse l’Indonesia

Il 26 dicembre 2004 un violento terremoto di magnitudo 9.1 e un maremoto devastarono l'Indonesia e altri Paesi affacciati sull'Oceano Indiano.

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Terremoto di Sumatra: il sisma che nel 2004 generò il maremoto che distrusse l’Indonesia
Terremoto Pacifico
credit: U.S. Navy

Il 26 dicembre 2004 uno tra i più violenti terremoti mai registrati colpì le coste occidentali dell'isola di Sumatra, nell'Oceano Indiano. Alle ore 7:58 (1:58 italiane) un violento sisma di magnitudo 9.1 devastò la porzione settentrionale dell'arcipelago indonesiano che, dopo pochi minuti, venne raggiunto da un violento tsunami le cui onde raggiunsero anche i 30 metri di altezza. Secondo le ultime stime dell'ONU si contarono più di 126 mila vittime, quasi 94 mila dispersi e oltre 533 mila sfollati.

Ma come si formò questo terremoto? E per quale motivo si creò anche uno tsunami subito dopo?

Il terremoto di Sumatra

Il terremoto di Sumatra (o più precisamente di Sumatra – Andamane) ha fatto registrare dei valori di magnitudo pari a 9.1 ed è stato avvertito anche a 3000 km di distanza. L'ipocentro del sisma era posto, secondo i dati USGS, a circa 30 km di profondità mentre il suo epicentro, come ben visibile nell'immagine sottostante, era situato pochi km al largo della costa occidentale dell'isola di Sumatra. Pensate che si tratta del terzo terremoto più forte mai registrato, preceduto solo da quello del Cile nel 1960 (magnitudo 9.5) e quello dell'Alaska meridionale nel 1964 (magnitudo 9.2).

Ma cosa ha originato un sisma di questa portata?
Il terremoto del 26 dicembre 2004 ha avuto origine lungo una zona di subduzione, cioè laddove una placca tettonica (in questo caso quella Indiana) scorre al di sotto di un'altra (quella di Sunda). Il confine tra queste due placche è segnato da una fossa che prende il nome di "fossa di Sunda", cioè quella linea rossa segnata in carta come "Sunda trench".

Schema tettonico Sumatra
Schema tettonico dell’area di Sumatra (credit: Eric Geist, Geophysicist, USGS Pacific Coastal and Marine Science Center).

Il movimento tra queste due placche ha causato un accumulo di sforzi per secoli che, improvvisamente, sono stati liberati tramite un sistema di faglie, definito in gergo tecnico "megathrust". Questa struttura si è originata al di sotto della porzione sudorientale dell'isola di Sumatra e di Andamane, e in carta è rappresentata con una serie di linee azzurre.

La propagazione del terremoto non è stata istantanea lungo tutta la sua lunghezza: possiamo immaginarla come una crepa che si propaga in un lago ghiacciato. Inizialmente il fronte del terremoto si muoveva ad una velocità di 2,5 km/s e, per percorrere tutti e 1200 i km della faglia, impiegò complessivamente circa 8 minuti! Il terremoto ha anche generato un "gradino" sul fondale marino (cioè una dislocazione) con un altezza massima di 20 metri. Questo importante dislivello ha spostato anche tutta la colonna d'acqua sovrastante, dando vita ad un violento maremoto.

rottura sumatra
Velocità di propagazione del terremoto di Sumatra (credit: USGS).

Lo tsunami dell'Oceano Indiano nel 2004

Il terremoto di Sumatra è noto non solo per la sua violenza distruttiva e l'elevata magnitudo, ma anche per lo tsunami che si è generato pochissimo tempo dopo il sisma. Come abbiamo appena visto, infatti, la dislocazione del fondale marino ha costretto grandi volumi d'acqua a muoversi improvvisamente, generando a tutti gli effetti un maremoto. Come visibile dall'immagine sottostante, le onde dello tsunami del 26 dicembre si sono propagate in due direzioni, sia verso la costa che verso il mare aperto.

tsunami-sumatra-formazione

Le onde avviate verso il largo hanno raggiunto prima India e Sri Lanka, fino a raggiungere addirittura l'Oceano Atlantico e Pacifico (fonte: USGS). Quelle rivolte verso la costa, invece, hanno colpito inizialmente l'isola di Sumatra appena 25 minuti dopo il sisma, raggiungendo anche i 30 metri di altezza. Altre onde raggiunsero la Thailandia circa due ore dopo mentre altri Paesi dell'Oceano Indiano, come Birmania e Bangladesh, furono colpiti qualche ora più tardi.

simulazione tsunami sumatra
Simulazione dello tsunami di Sumatra (credit: USGS).
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Stefano Gandelli
Redattore
Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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