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Un blocco di ghiaccio da 250mila tonnellate incombe su Randa: cosa sta succedendo in Svizzera

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Credit: Carsten Steger, <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0">CC BY-SA 4.0</a>, via Wikimedia Commons
Un blocco di ghiaccio da 250mila tonnellate si muove fino a 20 cm al giorno sopra il villaggio svizzero di Randa. Le autorità hanno dichiarato il livello di allerta 3, ma il centro abitato non è attualmente in pericolo diretto.

Nelle ultime ore online sta circolando una notizia abbastanza allarmante: il villaggio svizzero di Randa, nel Canton Vallese, sarebbe minacciato da un blocco di ghiaccio da 250mila tonnellate che si muove fino a 20 centimetri al giorno. Ma è davvero così? Per rispondere a questa domanda senza allarmismi dobbiamo per prima cosa capire il contesto.

Il ghiacciaio coinvolto è quello sulla parete orientale del Weisshorn, a oltre 4000 metri di quota, sopra il villaggio di Randa, nella valle di Zermatt (Mattertal, Canton Vallese). Attualmente le autorità hanno dichiarato il livello di allerta 3 (su una scala di 4), che prevede un monitoraggio quotidiano 24 ore su 24 e la delimitazione di un perimetro di sicurezza a monte del paese. A differenza di quanto si potrebbe pensare, il centro abitato attualmente non corre pericoli diretti e i suoi 450 abitanti circa restano al sicuro all'interno della zona protetta. La sua evacuazione infatti sarebbe prevista solamente in caso di livello 4, che scatterebbe solo in caso di crollo imminente.

A destare preoccupazione tra gli addetti ai lavori è invece la neve fresca che potrebbe accumularsi sull'altopiano sottostante del ghiacciaio del Bis, che pone un rischio valanghe. In questo scenario, il distacco del blocco glaciale trascinerebbe la neve creando una potente valanga di ghiaccio, neve e polvere. Riprendendo le parole di Norbert Carlen, ingegnere cantonale vallesano specializzato in pericoli naturali: "Se l'intero blocco si staccasse, porterebbe certamente con sé tutta la neve che si trova al di sotto, sull'altopiano."

Secondo l'Istituto federale per la ricerca sulla neve e le valanghe (SLF), questo aumenterebbe in maniera radicale il volume e la forza distruttiva della massa in caduta, estendendone il raggio d'azione. Tuttavia, come confermato da Carlen, la situazione è monitorata costantemente. La vera zona a rischio immediato resta limitata ai dintorni a monte, dove la cava di ghiaia, i sentieri escursionistici e le piste ciclabili rimangono chiusi al pubblico a titolo precauzionale.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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