Un’inondazione è l’allagamento temporaneo di un’area che abitualmente non è coperta dall’acqua. Può essere provocata dall’esondazione di fiumi, torrenti o canali, ma anche da laghi e, nelle le zone costiere, dall’attività del mare. Si tratta di un fenomeno naturale che può avvenire in pochi minuti o in poche ore o giorni, e dipende prima di tutto dalla conformazione del territorio in complicità con eventi meteorologici eccezionali.

Il rischio idrogeologico in Italia

Secondo i dati ISPRA in Italia le aree a pericolosità idraulica rappresentano oltre il 20% del territorio nazionale, di cui il 4% a pericolosità elevata, pari a circa 12.405 km². Sono numeri molti alti dovuti in primis al fatto che viviamo in un paese geologicamente giovane ricco di montagne, di fiumi e di torrenti, e con una valle alluvionale, la Pianura Padana, di dimensioni molto grandi. Tenete presente che anche in condizioni "naturali" i boschi possono trattenere solo una parte delle precipitazioni, e quindi quando abbiamo eventi meteorologici eccezionali non è strano che i fiumi fuoriescano dagli argini abituali. Ovviamente non tutte le inondazioni sono uguali: queste aree a rischio possono inondarsi in tempi molto brevi oppure in maniera più lenta e graduale, e possono essere aree confinate, ristrette o molto estese. Capirete da soli che le aree strette saranno soggette a inondazioni molto veloci, o “flash flood” come vengono chiamate a livello internazionale, e che qui le conseguenze saranno potenzialmente più catastrofiche perché, essendo più veloci, il tempo a disposizione per mettersi in salvo è minore.

Mappe del rischio idrogeologico in Italia – foto credit ISPRA
in foto: Mappe del rischio idrogeologico in Italia – foto credit ISPRA

Le cause di un'inondazione

Le piogge sono generalmente la causa più comune di un’inondazione: piogge deboli ma costanti, così come piogge intense concentrate in poco tempo, possono causare inondazioni in aree a maggiore rischio idrogeologico, poiché i tempi di deflusso non sono sufficienti a smaltire la quantità d’acqua precipitata. Nel caso dei fiumi le cause possono riguardare anche variazioni nel carico sedimentario oppure modifiche lungo l’alveo, come sbarramenti fluviali o deviazioni causate da frane. Nelle zone costiere, mareggiate e tsunami possono causare un innalzamento del livello marino e la conseguente inondazione di litorali solitamente asciutti. Anche lo scioglimento dei ghiacciai è una componente delle inondazioni, dal momento che aumenta la quantità di acqua portata normalmente a valle da fiumi e torrenti.

I fattori antropici

Per valutare il rischio di inondazione si usa far riferimento al concetto di “tempo di ritorno”, o tempo di ricorrenza di un evento, ovvero il tempo medio, espresso generalmente in anni, che intercorre tra il verificarsi di due eventi di grande intensità. È una stima che dipende da tanti fattori, tra cui quelli geomorfologici, climatologici e idrogeologici, ma anche antropici dal momento che la presenza dell’uomo e delle sue infrastrutture può amplificare gli effetti del fenomeno. Allo stesso tempo alcune opere idrauliche possono anche aiutare a contrastare il fenomeno delle inondazioni, per esempio dove si hanno sistemi di canali o barriere pensati proprio per questo scopo. È indiscutibile poi che i cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo hanno aumentato il numero di eventi estremi che intercorrono in un determinato periodo, costringendoci a fare i conti con inondazioni di grosse dimensioni  dal momento che il territorio non ha neanche il tempo di riassestarsi prima dell’arrivo di un nuovo evento estremo.

Il fenomeno delle inondazioni nella storia

Ma non tutte le alluvioni vengono per nuocere: le inondazioni hanno il grande merito di fertilizzare la terra rendendola più adatta alle coltivazioni e di conseguenza alla vita dell’uomo. Già nell’antichità l’uomo aveva intuito che sfruttando a suo vantaggio il fenomeno delle inondazioni poteva rendere fertile anche la terra che non era abitualmente bagnata dall’acqua. È quello che è successo in Mesopotamia, tra i famosi Tigri ed Eufrate, e in Egitto dove il ritiro delle acque del Nilo dai terreni allagati depositava sul terreno il limo, che permise agli antichi egizi di prosperare per millenni grazie a una fertilità leggendaria. È una lezione vecchia perciò di migliaia di anni: quella della convivenza dell’uomo con la natura.

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