Acqua-di-Fukushima

Il governo giapponese riverserà in mare 1.2 milioni di metri cubi di acqua radioattiva di Fukushima nell’Oceano Pacifico. Detta così fa quasi paura, trattandosi di un tema estremamente delicato, ma la realtà è ben diversa da come spesso si legge in giro. Potremmo chiederci "quali sono le conseguenze del rilascio di tonnellate di acqua contaminata di Fukushima nel Pacifico?" oppure "Inizieremo a mangiare pesci radioattivi?". Non facciamoci prendere dal panico e analizziamo la situazione con razionalità e approccio scientifico.

Iniziamo col fare una premessa, per chi non sapesse a cosa ci stiamo riferendo. Dal 2011 – anno dell'incidente della centrale nucleare di Fukushima – il nocciolo del reattore nucleare viene raffreddato con acqua di mare. Dopo essere entrata in contatto col materiale radioattivo l'acqua diventa anch'essa in parte radioattiva. Per questo motivo fino ad oggi è stata raccolta all'interno di speciali serbatoi; ormai, però, lo spazio sta iniziando ad esaurirsi e per questo motivo il governo ha deciso di versarla nell'Oceano a partire dalla primavera 2023. Già ad aprile 2021 il Primo Ministro Yoshihide Suga aveva annunciato l'intenzione di proseguire con questo piano e la decisione è stata anche confermata da Fumio Kishida, il neo-eletto primo ministro giapponese.

Il punto è che l'acqua utilizzata per raffreddare il nocciolo, mentre era conservata nei serbatoi, è stata trattata e filtrata, così da rimuovere la maggior parte dei radionuclidi più pericolosi. Alla fine, su milioni di litri d'acqua, solo pochi grammi sono effettivamente radioattivi…pensate che l'Oceano ha già di per sé una radioattività naturale molto più alta dell'acqua presente nelle cisterne. Ma, per essere ancora più sicuri, il programma del governo è quello di diluire ulteriormente quest'acqua, sversandola nell'oceano nel corso dei prossimi decenni.

In questo video abbiamo intervistato il Fisico Luca Romano per spiegare non solo qual è la situazione, ma anche per capire i reali valori di radioattività di questa acqua, partendo proprio dai dati ufficiali a nostra disposizione.

Articolo a cura di
Redazione