GNL stati uniti

In seguito all'invasione russa dell'Ucraina sono al vaglio diverse soluzioni per sostituire il gas naturale russo. La soluzione al momento più accreditata è quella di aumentare la quantità di GNL (gas naturale liquefatto) che importiamo dagli Stati Uniti: l'intesa tra USA e UE è stata annunciata dal presidente americano Joe Biden e dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e prevede che nel 2022 gli USA si impegnino a fornire all'Unione Europea 15 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto in più rispetto alle quote dello scorso anno, per un totale pari a circa 37 miliardi di metri cubi entro la fine del 2022.
Ma cos'è esattamente questo GNL? E possiamo davvero considerarlo una valida alternativa al gas russo?

gnl nave

Cos'è il Gas Naturale Liquefatto?

Il GNL (Gas Naturale Liquefatto) è una miscela di idrocarburi che, a differenza del gas russo, si presenta allo stato liquido. È composto al 90-99% da metano, con una piccola percentuale di componenti secondari come etano, butano e propano. Si ottiene a partire dal gas naturale che viene estratto dal sottosuolo ma, a differenza di questo, non viene trasportato sotto forma gassosa. Per renderlo liquido, il metano viene portato a basse temperature, attorno ai -160/-162°C. Così facendo il suo volume si riduce enormemente, rendendo più agevoli il suo trasporto e stoccaggio.
Solitamente il GNL viene trasportato da apposite navi conosciute come "metaniere" e, prima di essere utilizzato, deve essere riconvertito allo stato gassoso attraverso i cosiddetti "terminali di rigassificazione".

I terminali di rigassificazione hanno quindi il compito di riportarlo nella forma gassosa e di immetterlo nella rete di metanodotti. L'Italia mediamente importa ogni anno 9,8 miliardi di metri cubi di gas sotto forma di GNL attraverso i suoi tre impianti: Porto Levante (7,3 miliardi di metri cubi), Livorno (1,4 miliardi) e Panigaglia (1 miliardo).

rigassificatori italia

Il GNL degli USA come alternativa al gas russo

In molti si chiedono se un aumento di importazioni di gas statunitense sotto forma di GNL  possa sostituire la quota che importiamo ogni anno dalla Russia. Purtroppo, la risposta è "no". Ogni anno importiamo dalla Russia circa 30 miliardi di metri cubi di gas, mentre i nostri rigassificatori, come abbiamo appena visto, sono in grado di lavorarne circa 9,8 miliardi di metri cubi all'anno.
Una soluzione potrebbe essere quella di aprire nuovi rigassificatori, come a Gioia Tauro o Porto Empedocle, ma sarebbero comunque strutture che richiederebbero almeno 3 anni di tempo per essere terminate. Un'altra strada potrebbe essere quella di acquistare navi trasformabili in terminal di rigassificazione, che andrebbero installate al largo delle coste: queste potrebbero fornire altri 5 miliardi.

Ad ogni modo, il GNL degli USA non può essere la soluzione definitiva al problema perché il suo costo è troppo alto, molto più del gas naturale che importiamo dalla Russia. Diciamo che la "soluzione americana" è solo una pezza temporanea, ma di certo non una soluzione sostenibile sul lungo periodo.

metaniera

Il ruolo del Qatar

In realtà, oltre agli USA, anche il Qatar potrebbe rivestire un ruolo di primaria importanza. Si tratta infatti del secondo esportatore al mondo di GNL e, negli ultimi anni, il suo mercato di riferimento è stato quello asiatico (circa il 70% del proprio export). Al momento le due multinazionali statunitensi ExxonMobil e ConocoPhillips, sono legate alla Qatar Energy attraverso degli accordi nella gestione dei più grandi impianti di liquefazione al mondo, cioè quelli di Ras Laffan (sempre in Qatar).
Allo Stesso tempo gli Stati Uniti starebbero esercitando una notevole influenza anche su Giappone e Corea del Sud, proprio per convincerli a ricevere meno GNL dal Qatar, così da mettere quest’ultimo nelle condizioni di dirottarle tempestivamente in Europa in caso di necessità.

GNL Qatar
Articolo a cura di
Stefano Gandelli