Da dove proviene il nostro gas naturale? Quanta dell'energia prodotta in Italia proviene dal gas naturale? Come arriva fino ai nostri fornelli? Come funziona la rete di trasporto? Perché il gas gioca un ruolo importante nella transizione energetica? Come si sta muovendo l'Italia per sostituire il gas naturale con gas rinnovabili? In questo video cerchiamo di rispondere a tutte queste domande, con un approccio scientifico, razionale e analitico.

Quanto gas naturale usiamo in Italia?

L’Italia è un paese che utilizza molto gas naturale: di tutta l'energia che consumiamo in Italia il 40% circa viene dal gas naturale.

Solo nel 2020 abbiamo consumato 71 miliardi di m3 di gas naturale . Di questi 71, 66 miliardi di m3 sono stati importati dall’estero. 54-55 miliardi di m3 allo stato gassoso e 11-12 allo stato liquido.

Come funziona la rete nazionale di trasporto

L’Italia importa dall’estero il 90% del gas naturale che utilizziamo e lo fa passare attraverso delle porte.

In totale sono 9 distribuite in diversi punti della penisola. 6 di queste porte permettono l’entrata di gas allo stato aeriforme, attraverso i metanodotti. Dalle altre 3 (Panigaglia, Livorno e Rovigo) il gas entra allo stato liquido a -160°C (il cosiddetto GNL – Gas Naturale Liquefatto) trasportato dalle navi metaniere. Prima di essere immesso nei tubi, passa attraverso i cosiddetti terminali di rigassificazione che lo trasforma da liquido a gassoso.

Una volta che arriva alle porte, che succede?

Sotto i nostri piedi ci sono 32.000 km di metanodotti. Il gas, che entra dalle porte, passa in questi tubi, anche di 142 cm di diametro, per poi ramificarsi nelle varie reti regionali che arrivano alle centrali termoelettriche, alle industrie e alle nostre case.

Impianti di compressione

La domanda è: come si muove il gas in questa ragnatela di tubi? Lungo il percorso sono collocati i cosiddetti impianti di compressione che usano dei turbocompressori per dare al gas una spinta costante. Nel video abbiamo fatto visita all'impianto di compressione di Sergnano per mostrarvi concretamente di cosa si tratta.

Centro di dispacciamento: il cervello iper-tecnologico

Il centro di dispacciamento è il cervello tecnologico che gestisce l'ernome complessità dell'intera infrastruttura della rete di trasporto nazionale del gas naturale. Si trova a San Donato Milanese, presso la sede principale dell'azienda italiana Snam. Tutta questa questa tecnologia è necessaria per garantirne il corretto funzionamento, per gentirne la complessità e gestire le variazioni della domanda a seconda dei periodi dell’anno. Se c’è bisogno di più energia, in un giorno particolarmente freddo, per esempio, qui arriva l’informazione, e dopo una serie di check, verifiche, controverifiche, si da l’ok all’immissione di un extra volume di gas naturale.

L'elemento che salta più agli occhi è l'enorme schermo di circa 50 metri quadrati, che permette agli operatori di controllare e gestire costantemente, 24h su 24, l’intera rete nazionale di trasporto del gas.

Guardando il video avrete un'idea molto più chiara.

Il futuro dei gas è rinnovabile

La transizione energetica, come dice la parola stessa, è un processo che richiede tempo e dev’essere necessariamente un passaggio graduale.

La rete di trasporto esistente è possibile utilizzarla non solo per il gas naturale, ma anche per l’idrogeno e il biometano, due gas rinnovabili e sostenibili.

Nel 2019 la stessa Snam ha condotto degli esperimenti che hanno visto l'immissione di idrogeno al 10% in un tratto di metanodotto. Si è visto che funziona. Quindi potenzialmente i tubi possono trasportare anche gas rinnovabili.

La soluzione per il target di "0 carbon" entro il 2050 richiede sforzi enormi. Non esiste un’unica soluzione. Quella esiste nel mondo dei sogni.

Nella realtà è tutto più complesso e la soluzione è composta da più soluzioni: bisogna spingere sull’eolico, sul solare, sul biometano, sull’idrogeno, sulla cattura e stoccaggio di CO2 e per farlo abbiamo bisogno anche di una parte di fossile (purtroppo), di cui il gas naturale è quello meno impattante in termini ambientali.

Entro il 2050 Snam prevede di trasportare nei i tubi che vi abbiamo mostrato solo gas rinnovabili.

Articolo a cura di
Andrea Moccia