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Gettare la spazzatura nel Sole? Ecco perché farlo sarebbe una pessima idea

Lanciare la nostra spazzatura verso il Sole per smaltirla in modo "alternativo" è una pessima idea. In questo video vedremo per quale motivo è infattibile.

A cura di Andrea Moccia
29 Settembre 2022
18:30
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Gettare la spazzatura nel Sole? Ecco perché farlo sarebbe una pessima idea
Spazzatura nel Sole

Ogni anno l'umanità produce 2,1 miliardi di tonnellate di rifiuti. Non c'è dubbio che il problema sia serio, ed ecco quindi un'idea tanto diffusa quanto infattibile: perché non ce ne liberiamo lanciando tutto direttamente nel Sole? La risposta è semplice: perché sarebbe una pessima idea. Abbiamo già visto che gettare i nostri rifiuti nei vulcani non è un'opzione attuabile. Vediamo ora perché nemmeno gettarli verso la nostra stella lo è, né lo sarà nel prossimo futuro.

Basi di lancio insufficienti

Partiamo dalla cosa più scontata: in Italia attualmente non ci sono basi di lancio attive. Già da qui è chiaro come sia infattibile l'idea di accumulare tutti i rifiuti da una parte e di caricarli su un razzo – visto che poi non sapremmo nemmeno da dove farlo partire per mandarlo sul Sole.

basi lancio sole

Razzi insufficienti

Ma immaginiamo per assurdo di avere abbastanza basi di lancio distribuite su tutto il territorio nazionale. A quel punto, quanti razzi servirebbero?
Prendiamo come esempio il Falcon Heavy di SpaceX, il razzo più grande e potente attualmente operativo e capace di trasportare all'incirca 10 tonnellate di rifiuti. Considerando che annualmente si producono 2,1 miliardi di tonnellate di rifiuti, servirebbero 200 milioni di lanci per liberarci di tutta l'immondizia prodotta in quell'anno. Per dare un termine di paragone, attualmente a livello globale si lanciano 140-150 razzi all'anno.

lancio falcon heavy spazzatura

Costi esorbitanti

Un altro grande problema da considerare è il costo. Lanciare un Falcon Heavy costa circa 100 milioni di dollari a lancio. Moltiplicando questa cifra per 200 milioni di lanci, otteniamo un costo annuo pari a 20 milioni di miliardi di dollari: una cifra più di 230 volte superiore all'intero PIL mondiale!

La traiettoria verso il Sole

Immaginiamo per assurdo di aver risolto tutti i problemi visti finora. A quel punto dovremmo riuscire a lanciare i razzi verso il Sole… ma non è così semplice come sembra. La Terra infatti si muove lungo la proprio a circa 107 mila km/h, ciò vuol dire che quella stessa velocità interessa anche un ipotetico razzo lanciato verso il Sole. Per farlo "andare dritto" bisognerebbe cancellare questa componente della velocità, consumando però quantità enormi di carburante. In alternativa si potrebbero usare i pianeti come "fionda gravitazionale" ma al contrario, cioè frenando il razzo, andando però a creare traiettorie estremamente complicate e, comunque, comportando un consumo di carburante non indifferente.

traiettoria sole spazzatura

Non tutti i lanci sono perfetti

Ma spingiamoci ancora oltre con l’assurdo. Ammettiamo di trovare una soluzione con il carburante, con le traiettorie, le orbite…ci sarebbe ancora un potenziale rischio: i lanci a volte falliscono. Nei casi peggiori, il razzo esplode.
Ovviamente la probabilità che un singolo lancio fallisca è bassa, ma i lanci sarebbero così tanti da avere la certezza quasi matematica che ogni tanto qualcosa potrebbe andare storto. I razzi storicamente più affidabili sono i russi Soyuz, con un tasso di successo del 97% su oltre 1000 lanci. Significa, statisticamente, che il 3% dei famosi 210 milioni di lanci finirà male. Il 3% non sembra tanto ma su 200 milioni sono 6,3 milioni di insuccessi: significa potenzialmente decine di milioni di tonnellate di rifiuti liberati in atmosfera o negli oceani ogni anno.

Se siete curiosi di approfondire i motivi per i quali non possiamo lanciare la nostra spazzatura nei vulcani, vi lasciamo qui di seguito un nostro video sull'argomento:

 
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Andrea Moccia
Direttore editoriale
Sono nato nell'Agosto del 1985, a Napoli. Mi sono pagato gli studi universitari vendendo pop-corn e gelati nelle sale di un Cinema. Ho lavorato per dieci anni in giro per il mondo, di cui sette all'Istituto nazionale francese dell'energia, in qualità di geologo e team manager. Nel 2018 a Parigi, per gioco, è nata Geopop, diventata nel 2021 una azienda del gruppo Ciaopeople. Sono dell'idea che la cultura sia la più grande ricchezza per un Paese e ho deciso di dedicare la mia vita per offrire un contributo e far appassionare le persone alla conoscenza. Col sorriso :)
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